La Start Up

Bloovery, anche gli omaggi floreali passano dallo smartphone

Fiori e opere di bene

bloovery-1"Io devo forse ai fiori l’essere diventato pittore" (Claude Monet). E credo che un mazzo di rose sia ancora uno dei più bei regali che si possano ricevere. Per questo il settore del recapito a domicilio non è ancora tramontato, anzi, si sta evolvendo verso nuove e più comode soluzioni.

Si chiama Bloovery, la prima startup di flower delivery online che permette di inviare fiori all’amata, a un’amica, alla mamma o una collega direttamente con un click.

La piattaforma è diventata una realtà importante nel settore, rivoluzionando la consegna dei fiori e rendendola sempre più semplice grazie a un processo di acquisto semplice e intuitivo.  

Basta infatti scaricare l’app e scegliere il messaggio giusto: ti amo, mi dispiace,  auguri, grazie, trovare il bouquet adatto e pagare tramite carta o Paypal.

 

Una nuova struttura

bloovery-6Bloovery però non vuole semplicemente cambiare il metodo di acquisto dei fiori ma si propone di realizzare il primo ed unico Hub del settore mondiale floreale in grado di connettere in modo digitale e maggiormente efficace clienti, fioristi, produttori e distributori.

Recentemente ha ottenuto finanziamenti da Invitalia, agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa, e da pochi giorni ha lanciato una campagna di equity crowdfunding (modello che prevede che il finanziamento avvenga sotto forma di capitale di rischio: i finanziatori ottengono in cambio di quote di partecipazione della società con diritti di tipo patrimoniale e amministrativo).

L’obiettivo è prendere un settore lavorativo tradizionale e innovarlo. La quota fissata per il crowdfunding è di 50milaeuro che, insieme a quanto ottenuto con Invitalia, aiuterà l’azienda nel 2019 in un round con investitori professionali.

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La piattaforma, una volta completata, permetterà di tracciare i prodotti, ridurre gli scarti, avere accesso online a tutti i prodotti e servizi.


«L’idea è quella di coinvolgere anche i millennials e mostrare come un gesto antico possa tornare ad essere di moda» spiega Simone Guzzetti, CEO dell’impresa che ha lavorato per tanti anni nell’e-commerce Vodafone.

Speriamo davvero che la startup ravvivi questo gesto sempre apprezzato: un fiore vale più di mille parole.

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di Irene Caltabiano

 

 

 

 

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Embrace, il bracciale italiano che protegge dagli attacchi di epilessia (e conquista gli USA)

Monitorare pazienti affetti da epilessia?

embrace-1Si può fare. Grazie ad un orologio smart ideato da Empatica, azienda dell’imprenditore italiano Matteo Lai.

Approvato dalla Food and Drug Administration, l’ente che regola prodotti alimentari e farmaceutici negli USA, Embrace è il primo dispositivo del genere che viene approvato in campo neurologico.

Non solo infatti milioni di pazienti possiedono uno strumento affidabile per monitorare la propria condizione, ma è anche una rivoluzione per dottori e aziende che si occupano di studiare e testare nuove terapie.

L'esperimento

embrace-1Il braccialetto è stato brevettato durante uno studio clinico che ha coinvolto 135 pazienti epilettici che hanno indossato Embrace per 272 giorni. Risultato?Il dispositivo è in grado di rilevare il 100% delle crisi epilettiche.

 

«Abbiamo aspettato a lungo: sono passati tre anni da quando abbiamo cominciato i primi studi clinici, e diciotto mesi col processo di approvazione. C’è voluta un’enormità di lavoro (e 1500 pagine di dossier finale!)» die Lai. 

Tecnologia e design

embrace-9Empatica sviluppa e produce i più piccoli e precisi wearable device al mondo, per il rilevamento di segnali fisiologici nella vita quotidiana. 

Embrace monitora infatti l’attività del sistema nervoso, rileva parametri, elabora dati grazie all’intelligenza artificiale e avvisa gli operatori sanitari via smartphone, in caso di crisi epilettiche o neurologiche. Lanciato nel 2015, è disponibile sul mercato dal 2016.

I dispositivi medici sono generalmente abbastanza ingombranti e scomodi: la gente spesso fa persino fatica ad indossarli. «Con Embrace abbiamo voluto intraprendere una strada diversa. Sviluppare il primo dispositivo medico al mondo in grado di vincere un premio di design, pur essendo utilizzato come prodotto salvavita»

Lai è inoltre tra gli imprenditori ad alto potenziale supportati da Endeavor Italia. Ma afferma con fermezza. «Non credete alle storie di successo facili, sono favole. Bisogna essere molto, molto determinati. Ed essere disposti a spaccarsi la schiena e fare molti sacrifici per un bel po’ di anni».

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di Irene Caltabiano

 

 

 

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Golee, la startup dei calciatori in erba

Che lavoro vuoi fare da grande?

golee-1State sicuri che l’80% dei bambini italiani risponderebbe il calciatore. Tuttavia, c'è chi col tempo, abbandona questo sogno e altri che continuano a crederci, a sperare di guadagnarsi un posto nell’Olimpo dello sport.

Golee, premiare il talento

bambini-calcioDal momento che oggi esiste una startup per tutto, c’è chi ha deciso di crearne una anche per i calciatori in erba, così da aiutarli ad  essere notati e crearsi la giusta rete di contatti. 

Si chiama Golee ed è un social network che conta un milione di calciatori attivi in Italia di età compresa tra i 10 e 19 anni e circa 7400 società. La piattaforma ha già 3000 iscritti e permette a tutti i profili di interagire tra loro e ottenere determinati vantaggi.

Un percorso universitario

tommaso-maria-guerraL’idea per la creazione di Golee (incubatore d’impresa di Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano) è arrivata da Tommaso Maria Guerra, giovane che ha studiato negli USA, precisamente all' Università di Lynn, in Florida ed ex calciatore a livello agonistico nella squadra universitaria.

 

Una volta tornato in Italia, forte dell’esperienza acquisita, ha ideato un sistema basato sulla facilità di accesso ai dati del mondo giovanile e ha sfruttato incubatori d’impresa come Speed Mi Up, in collaborazione tra l‘Università Bocconi, Camera di commercio e comune di Milano.

Come funziona Golee

Infatti i ragazzi, attraverso video- performance, possono mostrare il loro talento in maniera meritocratica, dando e ricevendo valutazioni tecniche e facendosi anche  notare dai talent scout. 

Gli allenatori, a loro volta,  pianificano gli allenamenti, monitorano icalciatori, disegnano tattiche e creano esercizi ad hoc.

 Le società infine hanno a disposizione un gestionale amministrativo e sportivo studiato ad hoc per tutte le esigenze, comprensivo di uno spazio e-commerce.

Esistono inoltre servizi aggiuntivi: sapere contro chi si gioca la prossima partita, curiosare tra i dati tecnici di altri calciatori e si possono inoltre votare compagni di squadra, allenatori e avversari, rimanendo aggiornati sulle partite di campionato.

Insomma, un vero e proprio LinkedIn del calcio. Giovani talenti, il successo non è mai stato così a portata di mano: datevela a gambe!;)

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di Irene Caltabiano

 

 

 

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