La Start Up

Pasta Evangelists, la pasta artigianale direttamente nella cassetta della posta

Credo in un solo raviolo

pasta-evangelistsL'amore per la pasta può essere assimilabile ad una religione? Secondo Alessandro Savelli e James Mcarthur, inventori di Pasta Evangelists, assolutamente.

Una partnership perfetta tra un italo-inglese e un neozelandese con trent'anni di vita a Londra. Un connubio che ha portato all'invenzione della startup che distribuisce pasta...porta a porta. Così anche i più nostalgici della cucina della nonna potranno soddisfare i loro palati.

La piattaforma gastronomica nasce sia per gli italiani che vivono da anni all'estero e vogliono riassaporare i sapori della propria terra, che per diffondere il verbo culinario italiano tra il popolo britannico.

Pare che gli evangelisti della pasta abbiano infatti incontrato a pieni voti il gusto inglese, con un fatturato che si aggira intorno alle 100mila sterline al mese con circa diecimila porzioni consegnate nelle mailboxes di tutta Londra ( e non solo).

Pasta espresso

Vari tipi, dalle fettuccine ai ravioli, passando per orecchiette e tagliatelle, gli ingredienti vengono consegnati al destinatario nei pacchi postali, in confezioni assolutamente perfette per essere inserite nella buca delle lettere delle porte inglesi.

La grande intuizione di Pasta Evangelists è aver reso l'arte culinaria...alla portata di tutti. Bastano infatti cinque minuti per preparare un piatto squisito, con materie prime genuine ma soprattutto, tramite l'associazione della pasta con il suo condimento migliore.

Infatti, una volta scelta la tipologia sul sito ufficiale, la pasta è confezionata e dotata di un pratico foglio-istruzioni in cui viene spiegato come cucinare e assemblare il tutto, con la ricetta corredata dalla storia del piatto.

 

pasta-evangelists-9Differenti formati e sughi, dai malloreddus sardi al tradizionale pesto alla genovese con fagiolini e patate fino ai pici cacio e pepe romani. Per chi ama invece la cucina gourmet e i piatti più raffinati si va dalle orecchiette con il pesto di pistacchio fino a ricette più elaborate quali i tortelloni con il ripieno di aragosta. Prezzo? Dalle 6.50 sterline alle 11.50 (per i piatti più elaborati).

Le consegne non superano le 24 ore dall'ordine e avvengono in tutta l'Inghilterra. La confezione è inoltre refrigerata, dunque consente la conservazione fino al ritorno del cliente.

Tutto il kit può essere tenuto in frigo per tre giorni o addirittura per un mese, se messo nel freezer.

Oltre al fusillo c'è di piú

pasta-evangelists10Insomma , pare che il cibo italiano, in qualsiasi modalità venga diffuso,  faccia sempre centro. «Nei due anni di attività abbiamo proposto qualcosa come 200 ricette della tradizione italiana. Il nostro obiettivo non era semplicemente consegnare la pasta fresca nel minor tempo possibile, ma anche importare in Inghilterra quella varietà di formati di pasta e condimenti tipica dell’Italia» dice Mcarthur.

«Questo per far scoprire agli inglesi che non esistono solo fusilli, pennette, spaghetti e lasagne, o beef ragù e besciamella, ma un mondo di gusti e sapori quasi infinito. Ecco perché abbiamo chiamato la startup Pasta Evangelists, perché la nostra è una sorta di evangelizzazione che stiamo compiendo a favore del popolo britannico».

Missione per conto di Dio a parte, speriamo che gran parte degli inglesi si ritrovi con le mani in pasta...o in posta? ;)

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di Irene Caltabiano


 

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Fresco frigo, i primi distributori per mangiare cibo sano

Il delivery del mangiar sano

fresco-frigoAlimenti freschi, di alta qualità e prodotti da un fornitore riconoscibile. 

Il mercato si allarga per venire incontro a scelte più salutiste in campo alimentare e ai problemi di logistica quando nelle ore di punta lo stomaco borbotta e non si dispone di una lunga pausa pranzo. 

L’idea è di Tommaso Magnani ed Enrico Pandian, già fondatore di Supermercato24, piattaforma per fare la spesa online.

 Il nuovo progetto di impresa sta per chiudere il primo aumento di capitale da 150mila euro.

«Entro fine anno – spiega Pandian – lanceremo il secondo da 350mila. In tanti ci credono, anche investitori che partecipano con ticket piccoli».

Come funziona Fresco frigo

fresco-frigo4Un distributore automatico di cibo sano e non più di snack ricchi di grassie conservanti.«Una volta sbloccata la porta in vetro, si potrà scegliere quale prodotto comprare. La struttura è identica a quella di un frigorifero, senza scompartimenti o sezioni interne da sbloccare.

Cibi pesanti a pranzo? Aumentano la distrazione

 Un primo o un secondo, rigorosamente cucinati in giornata, una macedonia fresca o una barretta energetica: Il cibo dentro gli esemplari di Fresco Frigo è cucinato per essere venduto e consumato al massimo entro due giorni.

A quel punto sarà la tecnologia RFID (identificazione di informazioni automatica collegata ad etichette elettroniche) a rilevare il prodotto prelevato e addebitarne il costo al cliente sul suo conto.

L’obiettivo principale è la crescita rapida, in Italia e all’estero. Il 2019 vedrà infatti l’installazione a Milano di 220 macchine di Fresco Frigo distribuito, all’interno di uffici o complessi residenziali.

Il target di Fresco frigo

cibo-ufficioLa clientela a cui si rivolge Fresco frigo è una media/grande azienda che impiega almeno duecento persone; stesso discorso quantitativo va fatta, ad esempio, per i grandi condomini, dove certamente si troveranno cibi diversi rispetto a quelli installati nei luoghi di lavoro ( ad esempio, spuntini notturni :D).

Meesoo, come ho inventato la macchina per fare il tiramisù in trenta secondi

La fase di industrializzazione prevede anche la realizzazione di modelli più piccoli, adeguati magari a uffici, dove  l’utenza è sempre più alla ricerca di cibo sano. I fondatori Pandian e Magnani sono partiti dai numeri eloquenti presentati nel business plan.

Il food delivery ha un mercato potenziale da 7 milioni di persone, un valore di 2,4 miliardi l’anno e una crescita annua dell’11%. In pratica, ormai cuciniamo poco e niente.

Fresco Frigo, specchio del mondo del lavoro

pastaFresco frigo punta così a diventare una terza piazza. «I ristoranti che venderanno i loro piatti si troveranno al massimo a 500 metri di distanza da un Fresco Frigo. Il cliente – aggiunge Pandian – potrà riconoscere quel cibo perché magari lo ha già provato. Non volevamo creare una nuova linea food, ma noleggiare una vending machine a chi già fa piatti di questo tipo».

I ritmi di lavoro richiedono certamente questi cambiamenti, ma con le aziende che investono per una maggior gradevolezza degli spazi, garantendo ai propri dipendenti un posto dove è possibile coltivare buone abitudini alimentari.

 

Per ogni esemplare di Fresco Frigo è stato stimato un ricavo annuo oltre 50mila euro. Dai dati finora disponibili la tariffa mensile per il fornitore sarà di 300 euro con tutti i costi a suo carico, dal packaging al trasporto fino al ritiro dell’invenduto. 

Almeno in Italia, Fresco Frigo è un primo tentativo di innovazione nel mondo delle vending machines: 800mila distributori automatici sparsi lungo la penisola dove, nella maggior parte dei casi, vengono proposti cibi ipercalorici e bevande zuccherate.

 

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di Irene Caltabiano

 

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Riscaldare la casa in maniera sostenibile ed economica si può con “TINA”

Una startup italiana mette sul mercato una pompa idrotermica per calore senza emissioni dimezzando i costi in bolletta

freddo invernoL’autunno è arrivato e con esso la necessità di riscaldare la propria casa in maniera efficiente ed anche sostenibile

Possiamo avere già una casa ben riscaldata ma i costi che sosteniamo sono troppo elevati

Per quanto riguarda l’importanza della sostenibilità spendiamo poche parole per ricordare che, secondo gli studi condotti dal Politecnico di Milano, il 64% dell’anidride carbonica presente nelle maggiori città deriva proprio dal riscaldamento degli edifici contro il 10% del traffico automobilistico e il 26% delle attività industriali.

Che fare allora?

La risposta arriva direttamente dalla terra perché grazie alle pompe di calore idrotermiche è possibile portare l’acqua di prima falda, quella che scorre sotto gli edifici, alla giusta temperatura, fino a 80 gradi, utilizzando tubazioni e termosifoni già esistenti. 

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TINA, la pompa eco-friendly

Partendo da questa idea una startup italiana di nome TEON ha sviluppato e brevettato TINA, una pompa di calore idrotermica in grado di produrre acqua calda fino a 80 gradi per il riscaldamento centralizzato e acqua calda sanitaria di grandi edifici.

Il funzionamento della pompa TINA è semplice: essa preleva calore direttamente dalla falda acquifera, senza modificarne la natura, e lo consegna all’ambiente da riscaldare utilizzando per il 70% energia termica prodotta e il 30% di energia elettrica.

Il risparmio in bolletta della pompa di calore TINA

Riccardo BaniRiccardo Bani, socio fondatore di Teon afferma che le pompe TINA, “grazie alle loro caratteristiche “green”, garantiscono un risparmio immediato di circa 35% dal consumo di gas, il 60% sulla bolletta del gasolio o gpl, un miglioramento della classe energetica e quindi del valore dell’immobile, l’accesso a tutti gli incentivi in materia di riqualificazione patrimoniale, come ad esempio la detrazione del 65% del prezzo di acquisto dell’impianto che va dai 7 agli 11 mila euro, in base all’ampiezza dell’ambiente e dal tipo si caldaia da sostituire” .

Nella versione reversibile, denominata RETINA, viene offerto anche raffrescamento estivo, ottenendo così in un’unica soluzione una centrale termica ed un gruppo frigo.

Alla startup è stato consegnato, per le pompe di calore e refrigeramento TINA E RETINA, il premio di LEGAMBIENTE “ Innovazione amica dell’ambiente” riservato alle imprese green.

Simona
blogger ecosostenibile

 

 

 

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