La Start Up

Stirapp: per lavare e stirare basta un click

La startup che farà felici tutti.  

stirapp1Donne e uomini. Soprattutto perché, in questi giorni di caldo torrido il ferro da stiro è l’ultimo dei nostri pensieri.L’idea è partita da Pierantonio Guiglia e Paolo Gavazza, con una brillante nonché utile idea.

Creare attraverso un’app un servizio per prenotare on line la prestazione di lavatura e stiratura per tutti i capi che si vogliono: camicie, giacche, magliette, pantaloni, lenzuola e chi più ne ha più ne metta.

«La nostra idea nasce dall’osservazione che single e coppie che lavorano tutto il giorno non sempre hanno tempo o voglia di stirare i propri capi, così come non possono permettersi una persona che lo faccia per loro. Oppure non hanno il tempo di portare i vestiti in lavanderia per poi ritirarli. Con Stirapp, invece, basta prenotare tramite la piattaforma e i capi vengono ritirati a domicilio e riconsegnati il giorno seguente o, al massimo, quello successivo».

 

Il servizio è assicurato per lo stiro da stiratrici che lavorano da casa, mentre per il lavaggio da lavanderie di quartiere selezionate e testate, e si avvale di un sistema logistico centralizzato per zone. Nata a Modena, conta già di espandersi in diverse città italiane.

Stirapp, figlia della sharing economy

stirapp-7Un’idea che si è rivelata vincente per tutte le parti in causa: i piccoli operatori che vedono ampliato il proprio giro d’affari e il singolo cittadino che, ad un costo contenuto, ottiene un grande aiuto per un’incombenza quotidiana che di solito è molto più costoso delegare. 

«Il modello, sperimentato a Modena in dieci mesi, ci ha già consentito di estendere Stirapp alle altre città dell’Emilia Romagna, consentendo di puntare ad acquisire quote significative del mercato del lavo e stiro, che in Italia vale circa €2,5 Miliardi all’anno» spiegano i fondatori.

Ad effettuare il serivizio gli Stirapper, uomini e donne selezionati in base alla loro esperienza, che hanno tempo libero da dedicare e magari vogliono integrare le proprie entrate.

Tutti, inoltre, vengono dotati di un equipaggiamento professionale, fornito gratuitamente da Stirapp, in modo da garantire un livello di qualità elevato e costante. Dopo averla scaricata, il cliente deve completare un piccolo form inserendo ora e luogo del ritiro, nonché ora e luogo della riconsegna. 

Normalmente entro 24 ore tutti i capi vengono riconsegnati perfettamente stirati, all’interno di un box personalizzato per i capi che si possono piegare, o attraverso appendini con tanto di imballaggio protettivo per giacche e camicie. 

«Per ora rispondiamo solo alle richieste che provengono dalla città – continuano Paolo e Pierantonio – ma il nostro obiettivo è espanderci presto anche in provincia ». Nei primi dieci mesi di lavoro sono stati oltre 24mila i capi consegnati a 2.500 utenti registrati. Per sostenere Stirapp è stata lanciata anche una campagna su Crowdfundme.

Per ora il servizio è attivo a Modena, città da cui è partito, Rimini, Riccione, Reggio Emilia, Parma, Sassuolo, Maranello, Fiorano, Formigine.  L’obiettivo, se la campagna raggiungerà il successo sperato, è estendere Stirapp anche in altre città e creare partnership con altre imprese locali.

stirapp

di Irene Caltabiano

 

 

 

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Investire nelle startup? Strategie e modi per ricevere finanziamenti

Il settore delle start up è diventato un mercato dove poter investire, ma bisogna avere requisiti specifici per attrarre i finanziamenti. O poterli richiedere.

startupSe stai pensando di investire il tuo tempo e le tue risorse in una start up, sono diversi i requisiti per ricevere finanziamenti: tra pubblico e privato, i parametri richiesti per partecipare alle selezioni e destare interesse di enti, fondazioni, istituti di Venture Capital sono davvero parecchi. 

In questo articolo troverai suggerimenti davvero utili per iniziare a muoverti e farti un’idea di cosa fare per addentrarti in questo campo.

La Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati è stata incaricata di effettuare una ricerca sulle start up e il venture capital per fare il punto della situazione e lanciare iniziative per supportare le attuali formule di finanziamento in ambito regionale piuttosto che nazionale.

Terminologia e concetti essenziali per occuparsi di start up

startup-10Innanzitutto bisogna conoscere alcuni termini, per comprendere le aree su cui la Commissione Attività Produttive è impegnata fino ai primi mesi del 2019: cominciamo dal Credito IVA, ossia quando si acquista un bene o un servizio pagando l’iva che successivamente va considerato come credito con il fisco.

Come sappiamo, le start up appena nate hanno bisogno di rientrare il prima possibile delle spese investite per avviare l’attività; in tal senso, si sta lavorando per cercare di semplificare le attuali regole sulla cessione del credito per le start up innovative e considerare una procedura di restituzione attraverso un percorso rapido e meno costoso.

 

Attualmente, la cessione a terzi del credito Iva annuale è una procedura molto complessa, ma si sta cercando la soluzione per permettere al cessionario di usufruire del suddetto credito dopo soli novanta giorni dalla trasmissione della dichiarazione IVA da parte del cedente, il tempo necessario per permettere all’Agenzia delle Entrate di effettuare i dovuti controlli per negare o dare il nulla osta alla cessione. In altre parole, l’obiettivo è automatizzare questo sistema.

Altre formule per incentivare i finanziamenti alle start up

capitale-startupTra le altre opzioni per implementare gli incentivi ai finanziamenti per le start up, c’è anche la Cessione delle perdite fiscali IRES:  grazie alla Legge di Bilancio 2017, le società quotate possono cedere le perdite fiscali eventualmente sommate nel primo triennio dell’attività.

Ovviamente, la restrizione alle sole società quotate è un limite considerevole, visto che moltissime start up non lo sono: se, al contrario, potessero cedere le perdite fiscali non utilizzate anche a società non quotate, il discorso sarebbe completamente diverso.

Un parametro più adatto e realistico può essere imporre la condizione che le aziende che si fanno carico delle perdite fiscali delle start up acquistino quote o sottoscrivano un aumento di capitale della start up innovativa, semplicemente acquistando una percentuale minima, ad esempio, non al di sotto il 20%.

Le OICR

oicrInfine parliamo delle OICR, ossia gli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio: sono le istituzioni incentrate a investire principalmente nelle start-up innovative che offrono investimenti agevolati a patto che, al termine del periodo di imposta in corso, possiedano almeno il 70% delle quote o azioni delle stesse.

Ad oggi, di tali organismi non vi è traccia nel panorama nazionale: questo a causa di regole ancora una volta estremamente complesse, con una burocrazia interminabile, dispendiosa e soprattutto con una totale inefficacia per le piccole e medie imprese: se le cose cambieranno in futuro, sarà grazie alla creazione di un fondo di investimento di Business Angels per le start-up innovative.

In conclusione, sono ancora molte le iniziative da aggiornare al momento storico in cui le start up innovative hanno preso piede e necessitano di finanziamenti per costruire una stabilità finanziaria e contribuire considerevolmente ai soldi investiti in questi anni. Il consiglio è sempre uno: documentati senza timori per la burocrazia e le tempistiche. Le start up innovative sono il futuro. Contribuisci alla sua costituzione.

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di Felice Catozzi

 

 

 

 

 

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Boarini, la startup bolognese di borse di lusso

Borse di altissima qualità

boraini-milanesiÈ questo il fine ultimo di Boarini Milanesi, start up bolognese che dedica l'intero core business nella fabbricazione di prodotti di lusso, capaci di sfidare i grandi marchi del nostro tanto amato made in Italy. Qui si sogna – e lo si fa in grande.

Dalle pelli di struzzo a quelle degli alligatori, le borse di  Boarini Milanesi hanno standard qualitativi degni delle migliori griffe di moda nel mondo: la bellezza di questi prodotti è insita nella manifattura, completamente artigianale, ma anche il prezzo necessario per creare questi oggetti del desiderio denota esclusività: ci si aggira su cifre che possono arrivare anche fino a 50 mila Euro.

Boraini Milanesi, la start up per un brand d’élite

boraini-milanesi-8Quest’ambiziosa startup nasce a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, da Carolina Boarini e Matteo Rodolfo Milanesi e si rivolge ad un target d’élite altissimo: la sfida è certamente riuscire a piazzarsi sul mercato e competere con le case  che dominano il settore dell’alta moda di borse e accessori.

 

In particolare, un vantaggio ottenuto da Boarini Milanesi è aver chiuso accordi con diversi hotel a cinque stelle tra Gran Bretagna, USA, Medio Oriente Cina,

Programmata inoltre per settembre 2018 l'inaugurazione del primo showroom-atelier ufficiale a Bologna.

Altissima manifattura a portata di click

boraini-milanesi-11Non solo accordi e punti di esposizione in alberghi di lusso: per Boarini si parla del lancio di un portale e-commerce, disponibile online a partire dall’autunno 2018 dove sarà proposta una collezione al momento composta da una valigetta da uomo e quattro borse da donna.

Considerando il tempo e l’impegno per produrre ogni singolo prodotto (per fabbricare una borsa ci si impiega almeno 40 ore), è stato necessario attivare una collaborazione con un atelier artigianale in Emilia Romagna e uno in Toscana, con l’intento di arrivare presto ad una produzione unica.

Obiettivi stellari per Boarini Milanesi

boarini-milanesiAmbizioso infine l’obiettivo aziendale prefisso per i primi mesi del 2019, come quello di produrre e vendere 300 prodotti; per gli anni successivi, neanche a dirlo il processo di crescita è ancora più ambizioso e volto allo sviluppo in campo internazionale, al fine di radicare il brand e posizionarlo stabilmente nei top player del settore d’haute couture -sempre ed esclusivamente delle borse.

Nel quadriennio 2018-2022 sono in programma nuovi shoowroom a Milano, Londra, Parigi, New York, Miami e Hong Kong. Non possiamo fare che i migliori auguri per sperare che questo nuovo progetto possa presto brillare tra i grandi della moda di accessori di lusso.

E ai tanti che non potranno permettersi queste magnifiche borse, diciamo che comunque è un vanto per il made in Italy. Ciò che conta è che qualcuno non smetta mai di aiutarci a farlo con oggetti ricercati e di altissima qualità.

felice-catozzi

di Felice Catozzi

 

 

 

 

 

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