La Start Up

Startup: come fai a decollare se il sito web non funziona?

In Italia lo sviluppo delle nuove aziende tramite il processo di startup sembra essere la via principale per il successo, ma una recente ricerca mostra che quasi ad una Startup su due non funziona il sito web

startup10Non tutti sanno che le startup in Italia vantano un riconoscimento poco edificante come quello di avere un sito web non efficiente o addirittura mal funzionante: se nel 2017 il dato era attestato oltre il 50%, per il 2018 la situazione non è molto migliorata.

Infatti, la terza edizione del Report StartupSEO pubblicato dalla digital agency Instilla riporta che il 44% delle startup italiane non sono in possesso di un sito ufficiale in grado di funzionare sufficientemente.

Presentato nel corso dell’ultima Milano Digital Week, il report dell’agenzia specializzata in conversion marketing Instilla evidenzia come le oltre 9.000 startup presenti sul territorio nazionale non dedichino la giusta attenzione al loro sito web.

Fortunatamente, l’indagine mostra che le imprese innovative seguite da incubatori, acceleratori e investitori siano molto meno in difetto, dove soltanto il 15% di queste ha il sito web non funzionante. Ma vediamo l’analisi regione per regione.

I siti web delle startup in Italia che funzionano

error404Vediamo in ogni regione il numero di startup presenti e la percentuale che supera la sufficienza in termini fruizione del proprio sito web nel 2018 raccolte da Instilla:

Sardegna, 165  - 41.2%

Liguria , 177- 39.6%

Molise , 64 - 37.5%

Trentino-Alto Adige, 249 - 37.3%

Emilia-Romagna, 910 - 34.9%

Lombardia, 2395 - 33.4%

Piemonte, 502 - 33.1%

Genius Card - Giovani - 300x250

Friuli-Venezia Giulia, 224 - 33.0%

Umbria, 183 - 32.8%

Toscana, 419 - 31.7%

Veneto , 867 - 30.8%

Puglia, 387 - 29.5%

Campania, 753 - 28.0%

Abruzzo, 219 - 27.9%

Valle d'Aosta,  22 - 27.3%

Lazio, 1056 - 27.2%

Marche, 350 - 27.1%

Basilicata, 100 - 22.0%

Calabria, 199 - 20.6%

Sicilia,  464 - 19.6%

Perché il sito web delle startup non funziona?

startup15Le motivazioni raccolte da Instilla sono molteplici: la maggior parte dei siti non funzionanti (ne sono ben 2256 in totale) è perché il sito web non è accessibile (66%), altrimenti ancora in costruzione (quasi il 29%) o addirittura il dominio è in vendita (5%).

Ovviamente, questo fa pensare all’utente che cerca quella specifica startup che il progetto sia fallito o che comunque non sia efficiente: molte aziende, infatti, mettono a disposizione un altro sito di cortesia o una pagina ufficiale sui social network e un indirizzo mail per poter comunicare direttamente con l’azienda.

Sembra futile ricordare quanto sia importante al giorno d’oggi per un’azienda avere un’ottima presenza sul web, soprattutto quando si parla di startup.

E invece … bisogna ancora lottare con Ricarica Pagina o altre inefficienze che non permettono di dare fiducia ad un’impresa innovativa. Ed è un vero peccato.

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di Felice Catozzi 

 

 

 

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Al cibo sano e quotidiano ci pensa Beeathy. E te lo porta a casa o al lavoro

Vita metropolitana

mangiare maleChi vive nelle grandi città lo sa bene.

Sa che una pausa pranzo tranquilla può diventare un lusso. Quasi sempre ci si ritrova infatti a consumare un pasto frugale, altamente calorico, tra una metro presa al volo, una visita medica o un appuntamento di lavoro.

Conseguenze? Si aumenta di peso senza speranza.

Leggi anche: Caloriebrands: che succederebbe se le calorie fossero scritte sul packaging?

Beeathy, cibo sano a portata di click

beeathyStefano Bertoli, fondatore di Beeathy, ha provato quest’esperienza sulla sua pelle, lavorando per anni all’estero.

«Mi sono dovuta confrontare con uno stile di vita molto frenetico. A Londra sono ingrassato di ben dieci chili. Successivamente mi sono trasferito a Sidney e qui ho notato che molti colleghi risolvevano il problema ricorrendo a soluzioni su misura come Lite&Easy, servizio di consegna a domicilio di pasti equilibrati nato addirittura nel 1986».

Solo ricorrendo a tale piattaforma il giovane friulano è riuscito a dimagrire e mantenere il peso forma. «Ho dunque iniziato a pensare a un servizio simile per l’Italia. La nostra tradizione culinaria è ricchissima e le aspettative di un italiano a tavola sono più alte rispetto a quelle medie di un europeo. Ho puntato così sulla personalizzazione delle proposte, con quantità per uomo e donna e programmi alimentari mirati per raggiungere determinati obiettivi».

Leggi anche: Cosa significa mangiare sano?

Dalla dieta mediterranea alla vegana

beeathyMa Beeathy non nasce solo con l’obiettivo dimagrimento. C’è anche chi si vuole concentrare su un programma detox o semplicemente consumare menu settimanali con pasti leggeri e di qualità.

Vengono così proposti cinque regimi alimentari differenti, con un’attenzione particolare per vegetariani e vegani, che possono puntare su tante proposte non di ripiego.

In Italia si sta ancora in fase di sperimentazione rispetto all’healthy food. Infatti ci sono già realtà che hanno diffuso macchinette per il cibo sano o che fanno delivery preconfezionato, con le quantità giuste rispetto al numero di persone.

Ma nessuno aveva ancora messo sul mercato un menu settimanale completo, con consegna puntuale ogni lunedì, diversificato anche grazie alla base dei risultati ottenuti con il programma.

L’ordine minimo è quattro pasti, con un contributo spese di trasporto di 4,95 euro. Se si ordinano almeno sei pasti le spese di spedizione sono in regalo. Effettua l’ordine entro giovedì sera e ricevi il menu tra il mercoledì e il giovedì.

beeathyAlcuni piatti presenti nel menu? Mini hamburger di rapa e lenticchie con grano saraceno, tagliata di manzo con polenta, fagioli e noci, parmigiana di zucchine con riso basmati e noci.

Beeathy, nato solo l’anno scorso, conta oggi più di 2mila utenti, in costante crescita e di target vario. Molti sono interesssati solo ai piatti unici i cui prezzi variano da 5,70 a 9,60 euro.

Tra le evoluzioni, l’app Rivemo, un servizio di delivery on demand dedicato a alcune località balneari, e nuove alleanze in vista per l'estate.

Insomma, non abbiamo assolutamente più scuse per mangiare male.

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di Irene Caltabiano

 

 

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Il pigiama che aiuta a dormire grazie al suo particolare tessuto

Rigirarsi nel letto senza speranza, cercare la posizione giusta, invocare le braccia di Morfeo.

Ed è subito mattina.

Se anche voi soffrite di insonnia cronica o avete periodi in cui proprio non riuscite a riposare bene, sapete perfettamente di cosa sto parlando.

Niente paura: dopo letto, coperta e cuscino ecco in arrivo il pigiama smart che aiuta a dormire monitorando e migliorando la qualità del sonno. Come? Sfruttando direttamente il calore del corpo.

Progettato dai ricercatori dell’Università del Massachusetts è il nuovo pigiama intelligente che, come una seconda pelle, ascolta e registra i parametri provenienti dal nostro corpo, avvertendo se qualcosa non va durante il sonno.

Leggi anche: Ecco come lo smartphone influenza il nostro sonno

Come funziona il pigiama smart

pigiama smartUn capo di abbigliamento intelligente, dotato di sensori che durante la notte misurano il ritmo del respiro e il battito del cuore.

La professoressa Trisha Andrews e la dottoranda Linden Allison hanno sviluppato un tessuto capace di raccogliere il calore corporeo per alimentare tessuti microelettronici indossabili, di piccole dimensioni.

Il calore corporeo può infatti produrre energia sfruttando la differenza tra la temperatura corporea e l’aria più fredda dell’ambiente.

Così i materiali con alta conduttività elettrica e bassa conduttività termica possono spostare la carica elettrica da una regione più calda verso una più fredda.

«Quello che abbiamo sviluppato è un modo per stampare a basso costo pellicole biocompatibili, flessibili e polimeriche fatte di materiali abbondanti e quotidiani su tessuti di cotone che hanno proprietà termoelettriche sufficientemente elevate da produrre una tensione termica abbastanza elevata, utile ad alimentare un piccolo dispositivo» raccontano i ricercatori.

Per questo studio i ricercatori hanno sfruttato le proprietà di trasporto a calore ridotto delle lana e del cotone per creare indumenti termoelettrici in grado di mantenere un gradiente di temperatura attraverso un dispositivo elettronico chiamato termopila, che converte il calore in energia elettrica anche per lunghi periodi.

Insomma, si aprono nuove strade e nuove fonti di energia per l’elettronica indossabile e i designer interessati a creare abiti intelligenti.

Leggi anche: Le otto regole per dormire bene

Monitorare la qualità del sonno

monitorare la qualità del sonnoDunque tra poco meno di due anni basterà indossare il pigiama intelligente per poter riposare serenamente.

Inoltre l'indumento, che non ha ancora un nome specifico, è in grado di controllare la postura adottata durante il riposo. La nuova tecnologia è permessa da cinque sensori, simili a cerotti, applicati direttamente dal tessuto del pigiama, costituiti da filamenti di nylon e argento ricoperti da cotone.

Attraverso un trasmettitore Bluetooth forniranno tutti i dati riguardanti il battito cardiaco, la respirazione e la postura durante il sonno.

«Si tratta di sensori leggeri e facilmente indossabili, che non modificano la sensazione di comfort del pigiama» conclude la Andrews.  Il sonno aiuta a proteggere l’organismo da stress, infezioni e malattie come il diabete o disturbi al cuore e all’apparato circolatorio.

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di Irene Caltabiano

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