Amici animali

A Dublino nasce il Coccolatore di Gatti

Ami i gatti alla follia?

coccolatore di gattiAllora puoi diventare un “coccolatore di gatti

Di tutti i possibili lavori strani ed originali questo è certamente quello che suscita maggiore curiosità. Parliamo del coccolatore di gatti. 

Si, proprio così! Una persona che tutto il giorno sta li e viene pagata (anche bene) per fare le coccole ai gatti

Ma, attenzione,non basta amare i gatti per fare questa professione, bisogna essere dei veri professionisti.

Tutto nasce a Clonsilla, sobborgo di Dublino, in una clinica veterinaria Just Cats che di recente ha pubblicato un annuncio di lavoro che ha ricevuto un boom di richieste:“Cercasi coccolatore di gatti”.

I requisiti richiesti per il Coccolatore di Gatti

  • essere una persona che va pazza per i gatti e li ama alla follia
  • avere un atteggiamento naturalmente portato per i gatti
  • contare i gattini prima di addormentarsi
  • dare da mangiare ai gatti del proprio quartiere
  • provare piacere e calore nell’accarezzare i gatti.

A parte gli scherzi, questi sono solo requisiti che servono a capire l’amore per i gatti del candidato ideale che in realtà dovrà avere mani gentili in grado di pettinare e accarezzare i gatti per lunghi periodi di tempo ed essere capace di parlare gentilmente e sussurrare ai gatti per tranquillizzarli. 

coccole a gattini

Infine essere capaci di comprendere i diversi tipi di fusa, una qualità che garantisce il posto di lavoro.

Quanto guadagna il coccolatore di gatti?

Ce lo dice l’annuncio. L’offerta di lavoro è di tutto rispetto e prevede l’assunzione a tempo pieno e uno stipendio che va dai 20.000 ai 25.000 euro all’anno. Da circa 1.600 ai 2.000 euro al mese.

Simona
Blogger con gatto

 

 

 
 

 

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Gli animali non sono cose! Cosa dice la legge in caso di separazione

A chi vanno gli animali in caso di separazione? E se la coppia non è sposata?

animali-coniugiCani, gatti & co. non sono cose, per quanto scontata possa apparire tale affermazione. Quando due coniugi divorziano o si separano, a farne le spese non sono solo i figli, ma anche gli animaletti di casa. E se la coppia non è sposata la questione si fa davvero complicata.

 A stabilire che gli animali non sono cose ma esseri senzienti non sono solo opinione pubblica, associazioni animaliste o una certa morale. La nona sezione Civile del Tribunale di Milano stabilisce, con il decreto 13 marzo 2013, che i quattro zampe non possono assolutamente essere inseriti nel novero degli "oggetti" in caso di separazione dei coniugi. Vanno dunque protetti e gestiti dalla legge.

Il cane? È come un figlio

cane-padroneQuasi una famiglia su due in Italia vive con un animale domestico. Nella vita quotidiana vi sono casi di separazione fra coniugi, nei quali cani, gatti ed altri animali diventano oggetto di contesa e il quadro normativo è attualmente carente.

È raro immaginare che a trascinare i coniugi in tribunale siano proprio i cuccioli di famiglia. Importante, per capire come muoversi, è sapere che il microchip, anche se intestato al maito o alla moglie, non determina in senso assoluto la proprietà dell’animale

Il cane non è un bene mobile registrato e pertanto non significa che l'animale abbia necessariamente sviluppato una relazione affettiva con l'intestatario ufficiale. 

In più va evidenziato che l’anagrafe canina o felina non dispone alcun controllo sulla veridicità di quanto affermato dal richiedente. Di solito ci si presenta dal veterinario autorizzato, si applica il microchip e questo determina l’immediata intestazione. La ratio del microchip è  poter risalire all’identità del padrone che però, vivendo all'interno di un nucleo familiare, va inteso in senso ampio.

Se a separarsi sono due persone legate da matrimonio o unioni civili, allora l’affidamento dell’animale domestico viene regolato o con affido congiunto e con equa divisione delle spese. L'alternativa è la possibilità di uno degli ex coniugi di tenere l’animale prendendosi carico delle cure ordinarie. L'altro può comunque vederlo in modo stabilito tramite accordo tra le parti, partecipando alle spese straordinarie.

E se la coppia non è sposata?

coppia-non-sposataSe però a separarsi sono due persone non unite da matrimonio la questione si fa più intricata. Se non si è provveduto prima a sottoscrivere accordi in tal senso, è facile finire di fronte al giudice. Spesso spetta a lui valutare se, a prescindere dall'intestatario del microchip, l’animale di casa possa essere affidato ad entrambe le parti o solo ad una.

 Qualora non ci fossero possibilità di accordo, la persona non intestataria del microchip può dimostrare in vari modi di aver stabilito un legame affettivo duraturo nel tempo con l’animale. Fatto ciò il giudice può allora decidere un affido congiunto, o comunque la possibilità per il padrone di vederlo una o due volte alla settimana o per più periodi nel corso dell’anno.

Non importa che il microcihp sia intestato a uno dei due soltanto. Ciò che conta, così come per i figli, è l’interesse primario dell’animale, non il certificato di proprietà. 

 

di Grazia Manna

 

 

 
 

 

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In Inghilterra si uccidono ancora le volpi (anche se illegale)

Paese che vai, usanza che trovi

caccia-alla-volpe-1La caccia alla volpe è un'attività ben radicata in Inghilterra, facente parte da secoli della tradizione britannica. Un'abitudine con riti e ruoli ben definiti, che trova in tempi remoti le sue motivazioni. La prima testimonianza si ha nel 1534, a Norfolk. La pratica veniva attuata per controllare l'aumento demografico delle volpi. Frequentemente infatti, i mammiferi dalla pelliccia rossa depredavano gli animali da cortile, riducendo le scorte alimentari degli abitanti e risultando pericolose per la sussistenza dei villaggi.

Nel tempo la caccia alla volpe ha assunto forma di vero e proprio rituale sociale, passando dalla scelta dei migliori cani da caccia alla selezione dei whippers (assistenti a cavallo) fino alla nomina dell'Huntsman, colui che deve controllare l'intero andamento dell'attività. La corsa si conclude con l'uccisione della volpe da parte del Terrier man, che ha il compito, in alcuni casi, di terminare il “lavoro” svolto dai cani. Nel caso in cui la volpe riesca a nascondersi, l'uomo scava nella tana per tirarla fuori e ammazzarla.

E oggi?

Il rituale viene ancora ripetuto... ma senza volpe. Ai nostri giorni la caccia ha un semplice valore sociale e l'elegante caccia-alla-volpe-2animale dal pelo rosso è stato sostituito da un cavaliere che ne fa le veci, nascondendosi lungo un percorso prestabilito, sconosciuto ai partecipanti. Il gruppo, insieme ai cani, ha il compito di “stanarlo”.

Leggi anche: Patsy, l'uomo che sussurava alle volpi

Tuttavia c'è chi continua, in gran segreto, a perpetrare la caccia tradizionale. Una pratica crudele e fine a sé stessa, purtroppo attualmente sostenuta dal premier conservatore Theresa May.

Astuti come una volpe

fox-saboteur

Ad ogni male però c'è un rimedio e in questo caso i supereroi che hanno a cuore la salvezza delle regine dal pelo rosso sono gli Hunt Saboteurs, letteralmente "sabotatori di caccia". Associazioni che si sono poste l'obiettivo di fermare le battute dove l'animale rischia di essere ucciso. Chi sostiene l'abbattimento finale giustifica la terribile operazione apostrofando il mammifero come un parassita e affermando che lasciare che i cani lo sbranino è il modo “più gentile e rapido” per farlo fuori.

I sabotatori, durante i salvataggi, agiscono con prontezza e tempestività. Solitamente spruzzano sulle volpi una sostanza a base di citronella per evitare che i cani percepiscano il loro odore. Se quest'ultimi lo avvertono lo stesso e attaccano, i difensori si gettano in prima persona tra gli animali inferociti, prendono tra le braccia la volpe e salvandola da morte certa . A volte mettono fortemente a rischio persino la propria incolumità. Risultato? Ricevono solo una marea di insulti molto pesanti da parte dei cacciatori.

Lee Moon, rappresentante nazionale degli Hunt Saboteurs ha detto che il loro gruppo cresce sempre più, arrivando a circa cinquanta sottodivisioni attive. «La cosa peggiore è pensare che, quando non siamo presenti noi o la polizia, la caccia continua». Giungendo al tragico finale.

 

di Irene Caltabiano

 

Un sabotatore salva una volpe...Incredibile!

 

 
 
 
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