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E’ una saponetta? No è semplicemente una lavatrice da viaggio

Arriva sul mercato Dolfi, la prima lavatrice portatile ad ultrasuoni che garantisce un bucato perfetto!

dolfi lavatrice portatileAdattissima a chi viaggia e molto pratica da utilizzare Dolfi è la prima lavatrice portatile, piccola come una saponetta, che permette di risparmiare acqua ed elettricità ed ottenere un bucato pulito e profumato.

E’ leggera (pesa 300 grammi) e silenziosa ed è nata dall'idea di una startup tedesca nel 2015 che si è fatta conoscere tramite il sito di crowdfunding Indiegogo e lì, in pochissimo tempo, ha raggiunto il budget necessario per arrivare alla produzione su larga scala. 

Rappresenta una vera svolta per tutti coloro che viaggiano e  e non hanno tempo o modo di passare in lavanderia.

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Come funziona Dolfi?

E’ sufficiente mettere il bucato in una vasca o nel lavandino oppure in una bacinella immergere i panni da lavare col detersivo e mettere Dolfi. 

Il risultato sarà sorprendente! la lavatrice portatile ,infatti, toglierà tutte le macchie e gli aloni di tutti i tipi di tessuto.

La pulizia profonda dei capi è assicurata dal lavaggio che avviene con ultrasuoni  utilizzati già da tempo in altri settori, come quello industriale e medico.

Com’è nata l’idea della lavatrice portatile?

Andre FangueiroL’idea è nata da Andre Fangueiro, attuale product designer di Dolfi, a seguito di una brutta esperienza in lavanderia durante un viaggio. 

Egli stesso dichiara: “Vogliamo fare in modo che le persone si divertano di più quando sono in viaggio, senza doversi stressate per fare la lavatrice, oppure per trovare una lavanderia fidata in un posto che non conoscono”.

Questa idea sembra piacere tanto che, subito dopo essere stata messa sul mercato, Dolfi è stata ordinata e spedita in tutto il mondo. 

Il prezzo è di 160 euro.  

Simona
blogger da lavanderia

 

 

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Hexagro Urban farming: come coltivare in casa ortaggi e verdure

Un albero al contrario

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Ortaggi e verdure all’interno di un appartamento, con la sicurezza di portare in tavola freschezza e genuinità.  Coltivatore e consumatore, in questo caso, diventano la stessa persona. 

Una struttura facile da montare, luci a led per raccogliere primizie tutto l’anno e un sistema controllabile da remoto. 

Hexagro Urban Farming è a prova di pollice nero. Una startup di agricoltura idroponica realizzata da un team internazionale: Felipe Hernandez, colombiano, Arturo Montufar, messicano, Milica Mladenovic, serba, e Alessandro Grampa, italiano.

Tutto è nato dalla stesura della tesi di laurea di Felipe in Costa Rica. Qui il giovane ingegnere ha ragionato molto su quanto la coltivazione tradizionale danneggiasse l’ambiente. Bisognava intervenire.

Così, venuto a Milano per terminare gli studi, lo startupper ha deciso che avrebbe consentito a tutti di coltivare in città, o meglio, all’interno della propria abitazione. Così, creato il team, i fantastici quattro si sono messi in moto per realizzare tale ambizioso obiettivo.

Come funziona Hexagro Urban Farming

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Sei mesi di accelerazione su Kickstarter, a Zurigo, numerosi premi e 
riconoscimenti fra cui anche l’Unicredit Start Lab.
 

 Hexagro ha scelto la coltura aeroponica, tecnologia già sfruttata dalla Nasa. «I vegetali sono nebulizzati con l’acqua, che permette alle radici di assorbire cinque volte di più l’ossigeno e i nutrienti » racconta Alessandro. 

Perfettamente installabili sia in casa che in ufficio, un albero può ospitare circa 500 piante (che crescono da  3 a 5 volte più velocemente del normale), con un perimetro di circa 1,5 e un’altezza di 1,30 metri. 

La struttura più piccola costa intorno ai 2.500 euro, la più completa circa 4000, tutte costruite in plastica riciclata, alluminio e componenti elettronici. Tuttavia, per essere sempre più green, è prevista l’introduzione di materiali 100% biodegradabili come canapa e foglie.

La startup ha già partner industriali all’estero (ad esempio in Irlanda con Wazp, catena di stampa 3D), ma il team è alla continua ricerca di nuovi accordi.  L'obiettivo è trovare finanziamenti persino in Silicon Valley.

 Il vertical farming, risorsa del futuro

hexagro9Il progresso nel vertical farming si fa sempre più rapido e in linea con le richieste della clientela. C’è addirittura chi parla di agrospazio e agricoltura 3.0.

Tuttavia è certo che il vertical farming rappresenti la frontiera alimentare del  domani e un’incredibile risorsa. 

Si stima, infatti, che per il 2050, la popolazione mondiale raggiungerà i 9,7 miliardi di abitanti (stime dell’Onu) e le risorse odierne non saranno in grado di poter garantire la disponibilità di cibo a un numero così elevato di persone.

Almeno non con i metodi tradizionali.

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di Irene Caltabiano

 

 

 

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Il profumo? Si può comprare alla spina

Cosa sono i profumi alla spina e come aprire un negozio in franchising?  

aprire un negozioMi da un profumo alla spina? Questa domanda non è fantascienza perché è possibile entrare in un negozio e acquistare un profumo spillato da un apposito dosatore che va direttamente nel flacone che si potrà riportare in negozio per gli utilizzi successivi.

Questi nuovi negozi offrono una vasta gamma di fragranze che ricalcano in maniera perfetta i famosi profumi “griffati”, ma con due vantaggi in più: il primo è il costo, decisamente più basso, l’altro è l’ecosostenibilità. 

In questi negozi,infatti, il prodotto viene venduto sfuso, quindi l’acquirente si potrà recare nel negozio con i suoi flaconcini vuoti, oppure acquistarli in loco, e ricaricarli con le fragranze che desidera.

Se poi avete intenzione, nel corso di quest’anno, di fare un buon investimento perché non considerare l’ipotesi di aprire un negozio di profumi alla spina?

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Aprire un negozio di prodotti sfusi e alla spina

Non è unicamente un’idea originale e innovativa ma può essere anche un’ottima opportunità per mettersi in proprio con un negozio differente che aiuta la società e offre guadagni rilevanti.

Come si fa ad aprire un negozio di profumi alla spina?

Se abbiamo intenzione di aprire questo tipo di negozi, dobbiamo innanzitutto cercare un locale (anche di piccole dimensioni) con vetrina fronte strada. 

Trattandosi di una comunissima attività commerciale poi dovremo aprire la partita iva, fare l’iscrizione all’INPS/INAIL, l’iscrizione al registro delle imprese e la comunicazione di avvio attività al comune di competenza.

Il costo per l’apertura di questa attività?

E’ un investimento iniziale abbastanza accessibile soprattutto se intendiamo aprire un negozio in franchising. In questi casi, infatti, ci forniranno l’arredamento e la prima fornitura di merce a soli 5.000 euro. A questo importo bisogna aggiungere il canone di locazione del negozio, la sua messa in opera e le spese amministrative per l’avvio attività.

InEstasy

negozio inestasySe scegliamo di optare per il franchising il marchio più conosciuto che tra l’altro alletta i più ambientalisti e attenti alla natura, è InEstasy, che propone profumi alla spina e biologici.

L’investimento questa volta è di 15.000 euro: questo format però è di sicuro successo e permette margini di guadagno che superano il 200%, stando ai dati rilasciati dalla casa madre.

Nonostante la qualità dei profumi e il fatto che si vendano alla spina, i prezzi dei prodotti non sono particolarmente inaccessibili o di nicchia, bensì sono piuttosto concorrenziali rispetto a quanto si trova in una “normale” profumeria.

Simona
blogger profumata

 

 

 

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