nomadi_digitali 

I racconti di chi ha cambiato vita ✌

La storia di Joy Mangano e il mocio miracoloso (che ora è diventata anche un film)

Chi inventa le invenzioni?

joy manganoNella vita di tutti i giorni usiamo strumenti tradizionali per cucinare, pulire e tenere in ordine le nostre case dando per scontato che questi oggetti siano sempre esistiti, senza soffermarci a pensare che un bel giorno a qualcuno siano venute in mente.

Joy Mangano, fa parte di questa categoria di geni. È l’inventrice del miracle mop.

Se questo non vi dice niente sono sicuro che il termine mocio auto-strizzante vi susciterà un’espressione del tipo: «Aaaaah ma certo!»

la Joy delle meraviglie

joy2Figlia di genitori italo-americani, nasce a Est-meadow (New York) e fin da adolescente fa intravedere tutto il suo potenziale.

Mentre lavora in un ospedale veterinario inventa un collare antipulci fluorescente per cani. Peccato però che il progetto viene copiato da un’altra società che riesce a brevettarlo prima di lei. Sarà soltanto il primo di una lunga serie di battaglie perse ma Joy non si perde d’animo.

Genius Card - Giovani - 300x250

Dopo essersi laureata in gestione aziendale alla Pace University si sposa con Tony Mirante da cui ha tre figli e nel frattempo svolge numerosi lavori: dalla cameriera alla gestione del sistema di prenotazione aereo.

Dopo aver divorziato lascia il lavoro per occuparsi dei figli, passando il suo tempo libero a svolgere faccende di casa e facendo di necessità virtù.

Il mocio autostrizzante

In quegli anni sviluppa l’idea di un mocio con una corda continua di cotone lunga 90 metri che può essere estratta senza sporcarsi le mani. Solo grazie a tenacia e risparmi riesce ad assemblare 100 pezzi che vende alla fiere commerciali e nei negozi a Long Island.

Ma la vera svolta arriva quando l’emittente QVC le permette di vendere la sua invenzione in televisione, anche se a dir la verità l’inizio non è esaltante. Le dimostrazioni fatte dagli attori non funzionano perché non riescono ad usarlo, fino a quando non avviene l’ennesima intuizione della sua vita.

La stessa Joy mostra come usare il miracle mop e le vendite schizzano fino a 18.000 ordini durante la prima prova.

Il resto, come si suol dire, è storia.

miracle mopAlla fine degli anni novanta vende la sua società, la Ingenious design diventando un personaggio noto della tv americana senza però abbandonare il mondo delle invenzioni.

Joy Mangano conta all’attivo più di cento brevetti tra cui le Huggable Hunger, ovvero grucce che si possono appendere una su l’altra o i Clothes It All Luggage System, valige con scompartimenti funzionali, quli una tasca per il laptop e dei settori removibili.

Su di lei è stato fatto recentemente anche un film dal titolo Joy, dove viene interpretata da Jennifer Lawrence.

marco lombardi

 

di Marco Lombardi

 

 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...

Voglio vivere così... alle Canarie!

“Voglio vivere così…col sole in fronte e felice canto, canto per me…”

canarìeMi è venuta in mente la canzone di Claudio Villa, quando giorni fa ripensavo al viaggio che dovevo fare e poi non ho fatto per le Canarie.

Avevo comprato il biglietto aereo e prenotato l’albergo, una vacanza coi fiocchi per riscaldarmi durante l'inverno. Fino a quando per motivi personali dovetti rinunciare.

La cosa non l’ho digerita e ogni tanto nei miei momenti di autolesionismo più acuto ci ripenso. Penso a Tenerife, Gran Canaria e Lanzarote, mete tra le più gettonate che sicuramente avrei visto.

Leggi anche: Tenerife, per i pensionati il paradiso è a portata di mano

Penso a cosa fare e a cosa vedere, a trasferirmi definitivamente.

gran canarìaA trovarmi un lavoro nella ristorazione e nelle strutture ricettive, perché sono luoghi in cui il turismo è un fenomeno ininterrotto.

Penso a spostarmi continuamente, così da poter sfruttare la mia conoscenza dello spagnolo in altri settori interessanti, come: il mercato immobiliare, nelle Tic (tecnologia dell’informazioni o delle telecomunicazioni) o nel settore audiovisivo (film, cortometraggi, spot pubblicitari).

D’altronde, il bacino d’utenza delle Canarie è talmente ampio e variegato che spazia dai cultori del surf, ai nomadi digitali, dai pensionati agli appassionati di trekking dando la possibilità a chi ha delle idee creative di trovare la propria nicchia.

gofioE con quei soldi potrei vivere come un eterno turista, visitando le isole dell’arcipelago per vedere le bellezze di Gran Canaria, un vero e proprio continente in miniatura.

Dove esiste una variegata concentrazione di tutte le caratteristiche naturali della altre isole. Dai paesaggi desertici di Roque Nublo, passando per i boschi esotici fino alle spiagge enormi assaggiando il gofio, tipico piatto locale.

Leggi anche: Lavoro, prossima fermata Barcellona

Dopo essermi saziato lascio la terra per andare sulla luna (sic), ovvero, Lanzarote, l’isola dei 30 vulcani.

lanzaroteTra saline e laghi sotterranei finisco nel centro dell’isola, a La Geria, un paesaggio arido di terra bruna e vulcanica dove spiccano i vigneti con i loro allineamenti geometrici.

Dal centro salgo sul Mirador del Rio, uno dei punti panoramici più belli dove intravedo surfisti cavalcare le onde in un oceano dove mi vorrei tuffare.

Un salto lo farei volentieri a Tenerife, l’isola più grande e popolata, con le sue piscine naturali de Los Gigantes dove si può fare il bagno in un’ acqua calma e trasparente dove potersi rilassare.

Un’esperienza interessante e rinfrescante paragonabile alla varietà musicale riscontrabile solo a Tenerife dove puoi goderti ritmi jazz, rock, blues, fino al flamenco e persino alle isas, il canto tipico delle Canarie in spazi diversissimi tra di loro dove, parafrasando Claudio Villa, puoi cantare felice con il sole in fronte.

marco-lombardi

 

di Marco Lombardi

 

 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...

Un panzerotto a Brooklyn: l'idea vincente di Vittoria e Pasquale

Venti posti a sedere, tre tavoli, un sofà e qualche poltrona in Smith Street.

panzerotti bitesObiettivo? Portare un po’ di Puglia negli States. Vittoria Lattanzio e Pasquale De Ruvo hanno aperto a Brooklyn, uno dei più famosi quartieri newyorchesi, il Panzerotti Bites, un angolo di Sud dove si può gustare in tranquillità uno dei prodotti di punta della cucina barese. 

Lei di Bitonto, lui di Ruvo, questa tenace coppia ha deciso più di un anno fa di cambiare vita e sfidare il destino, a colpi di mozzarella, sugo e farina nella terra delle opportunità.

Leggi anche: Creare occhiali fichi? C'è chi l'ha preso alla lettera

Una tasca di soffice bontà

panzerotti14L’idea è arrivata dopo anni di duro lavoro in Puglia, Vittoria sui libri di Lingue straniere all’università di Bari e Pasquale grazie all’esperienza dietro il bancone di un bar.

Nonostante sforzi, impegno e dedizione però i risultati conseguiti o tardavano ad arrivare o erano sempre al di sotto delle loro aspettative.

Così, valigie alla mano, si sono messi in viaggio. Nei loro bagagli? Una buona idea e qualche strumento 2.0 per farla conoscere al mondo intero.

Contando su alcuni parenti di Vittoria, da tempo residenti in America, i due giovani imprenditori hanno potuto usufruire di un percorso di accompagnamento e startup imprenditoriale. I due hanno così fatto un’attenta analisi di mercato, costi, opportunità e rischio, sviluppando il loro piano marketing con coscienza e cognizione di causa.

Perché la scelta del panzerotto? Dopo un’attenta analisi, i due imprenditori si sono resi conto che il succulento rustico era uno dei prodotti culinari che mancavano in un quartiere così ricco di specialità come Brooklyn.

E ci hanno visto giusto. Il panzerotto ha suscitato subito l’interesse della stampa newyorchese, che ha descritto lo snack a metà tra una crepe francese e una empanada spagnola, definendola una tasca di soffice bontà.

American panzerotto, dal salato al dolce

panzerotto dolceLe materie prime per i panzerotti americani arriveranno tutte dall’Italia, grazie a una serie di accordi con i fornitori nostrani, in particolare pugliesi.

Il menù di Vittoria e Pasquale comprende, oltre ai classici panzerotti mozzarella pomodoro e origano, varianti alla carne e al pesce e sperimentazioni con funghi, olio di tartufo, salmone e avocado.

Sono previste anche le versioni dolci, con nutella e ricotta, e impasti al caffè e al cocco che, forse, non verranno particolarmente apprezzati dai puristi. Eppure, tutte le scelte, dal menù all’arredamento del locale, sono state pensate per venire incontro ai gusti e alla sensibilità dei clienti americani.

La cucina è a vista, così tutti i clienti potranno osservare con i loro occhi con quali ingredienti e come vengono preparati i panzerotti.

Leggi anche: Come mescolo tradizione e innovazione tra orechhiette e tour in bici

Puglia al 100%

panzerotti bites12L’atmosfera pugliese si vive però con tutti e cinque i sensi, grazie a un murales che Vittoria e Pasquale hanno fatto realizzare nel giardino esterno del loro locale: un’iconografia in cui si riconoscono alcuni simboli della Puglia, come trulli, fichi, taralli e l’immancabile San Nicola.

E siccome ogni prodotto culinario è anche un prodotto culturale, Vittoria e Pasquale hanno preparato persino un cartello per spiegare «How to eat a panzerotto» a regola d’arte. Nel primo minuto, «bisogna solo sentire l’odore». Dopo due minuti, siccome il panzerotto è ancora troppo caldo, bisogna dare solo un morso, sporgendosi in avanti di 15 gradi. Dal quarto minuto in poi, si può partire all’attacco, cambiando l’angolo di 45 gradi per evitare di scottarsi. E, naturalmente, si mangia con le mani, niente forchetta e coltello.

Nonostante il successo della loro attività, i due giovani imprenditori non negano di sentire la mancanza di casa (della lavatrice, dei balconi e della pennichella spiegano sui social), ma restano convinti di essere sulla strada giusta. Una strada che punta al franchising, con la Puglia nel cuore e i panzerotti nello stomaco.

irene caltabiano

 

di Irene Caltabiano

 

 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...

✉ Iscriviti alla newsletter


☝ Privacy policy    ✍ Lavora con noi

Contattaci