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Allena il pensiero strategico ☝

La vita in città mi soffoca. Come fare?

La vita in città è una continua battaglia. 

stress sui mezziQuante ore passate in mezzo al traffico, correndo a destra e sinistra. L’atmosfera che si presenta è di eterna tensione: clacson che suonano, gente che si insulta, la paura di fare tardi al lavoro, metropolitane o autobus che non passano. E, quando miracolosamente accade sono strapieni. Occhio a portafogli, zaino, cellulare.

Insomma vivere in una grande città è il delirio all’ordine del giorno. Questo quotidiano teatro non è però privo di conseguenze anzi logora pian piano la forma mentis e il fisico. Purtroppo ce se ne rende conto troppo tardi e psicologi o dottori ci aprono porte…e portafogli.

Non ce la faccio più

stress-10Questo tran tran porta con sé un numero considerevole di problemi. Prima dell’avvento dei sintomi acuti, però, si può manifestare una stanchezza fisica eccessiva  spesso connessa a una mentale.  Il problema è che tutto ciò è considerato normale.

 

Quando entrambe si manifestano ed albergano in noi a lungo, il rischio è cadere in un buco nero dal quale è difficile risalire. Questa situazione si manifesta con ansia, stress e/o  nervosismo. Ben presto si possono presentare anche disturbi del sonno o dell’alimentazione unite a mal di testa, reflusso gastrico, problemi muscoloscheletrici sono disturbi che invece colpiscono il fisico.  

Cosa posso fare?

viaggiare in autoAnalizzare la propria routine è essenziale per capire anzi tutto dove intervenire. Chi va al lavoro in auto, potrebbe cambiare tragitto anche a costo di allungare la strada. Questo aiuterà la mente a riattivarsi ed evitare la solita meccanicità d'azione.

Viaggiando in auto inoltre può risultare utile ascoltare programmi radiofonici, album musicali o audiolibri. Non solo la mente ringrazierà ma vi sentirete molto meglio. Per chi viaggia con i mezzi le soluzioni sono molteplici.

Non solo si può rendere attiva la propria routine attraverso dosi di cultura ma a differenza dell'auto si possono toccare con mano libri, riviste, giornali e via dicendo.

Inoltre si possono fare amicizie, riposare, riflettere e tutto ciò che vi fa stare bene.

Ad ogni modo ogni giornata inizia con la colazione, questo è il pasto più importante. Nutrirsi adeguatamente prima di affrontare il percorso verso l'ufficio darà una forza nuova in grado di stimolare la voglia per una nuova avventura giornaliera.

Iniziare col piede sbagliato significa essere già stanchi ancora prima di uscire di casa.

Al lavoro?

Se domandare è lecito e rispondere è cortesia, non abbiate timore di farlo. Soprattutto se si tratta del vostro capo. Ovviamente dipende dal tipo di lavoro che svolgete ma dove è possibile perché non chiedere se alcune ore lavorative si possono svolgere da casa. A casa si è più produttivi oltre ad essere più rilassati.

Se prevenire è meglio che curare, allora perché essere schiavi di una società (città) quando si può essere padroni?

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di Luca Mordenti

 

 

 

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Siamo il nostro peggior nemico?

Per quanto ci crediamo liberi...

nemico-1 Viviamo in catene e siamo schiavi di noi stessi. Quante volte abbiamo sbattuto la testa sullo stesso punto convinti di aver ragione? Quante volte ce la siamo presa col mondo? E se fossimo il nostro peggior nemico?

Col passare del tempo abbiamo dato vita a convinzioni che ci schiavizzano. Ed ecco che vediamo manifestarsi ansia, nervosismo e tutte le conseguenze di uno stato vitale infettato quando ormai è troppo tardi.

Identificazione

nemico-9Se consideriamo che i pensieri che si fanno in un giorno sono centinaia di migliaia, come ordinarli? Non importa scriverli tutti. Se fate attenzione vi renderete conto che ci sono riflessioni ricorrenti e dominanti, quelle che permangono giorno dopo giorno. Gli stessi che diventano parte integrante della giornata, dello stato vitale e di conseguenza delle azioni. Individuarli è il primo passo da compiere.

Passato, presente, futuro

Gli stoici ci hanno insegnato a vivere l’attimo ma noi continuiamo a rimuginare sul passato, arrivando addirittura a colpevolizzarci. “Sono così, non ci posso fare niente”. Quanto è limitante? Cambiamo ogni giorno e se facciamo un tuffo nel fiume, l’acqua in cui siamo entrati non è certamente la stessa dalla quale usciremo.

 

Tutto scorre e siamo in continuo cambiamento. Essere sicuri della nostra identità e continuare e mantenere le stesse posizioni equivale alla “morte”.

La cura di sé

curare sè stessiCi si può prendere cura della mente ma dimenticare il corpo. Dobbiamo rammentare che siamo soggetti psicofisici. Laddove non arriva la mente subentra il corpo e viceversa. Prendersi ulteriore tempo da dedicare alla cura di sé significa andare incontro a conseguenze sorprendenti. Ben presto ci renderemo conto di quale potenziale abbiamo a disposizione.

La corsa

La condizione in cui viviamo, ovvero la società, è nevrotica. Attenzione, questo non significa che dobbiamo esserlo anche noi. Prendiamoci del tempo per respirare ogni giorno. Correre non porta a nulla, anche per quanto riguarda il lavoro. È dimostrato che se si teme di non terminare gli obbiettivi che ci si è posti durante la giornata, certamente quest’ultimi non verranno portati a termine.

In genere quando si entra dentro una stanza l’attenzione si focalizza solo su determinati oggetti. Se vi rendete conto che non riuscite a portare la vostra attenzione su tutto ciò che vi circonda, avete una percezione limitata. Imparate ad osservare tutto ciò che avete intorno in ogni sua sfumatura.

Domandare è lecito

aiuto-10L’essere umano da solo non andrà da nessuna parte. Ecco perché è importante un confronto, chiedere aiuto quando ce n’è bisogno. Non abbiate timore di chiedere una mano alle persone accanto a voi. 

Siamo tutti esseri umani, persone con problemi e limiti.

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di Luca Mordenti

 

 

 

 

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Vivere il qui e ora è una questione di allenamento

Sessantamila.

overthinkingQuesto il numero di pensieri che facciamo giornalmente. E non in maniera ordinata, ma confusionaria, sovrapponendo argomenti l'uno all'altro. Così capita che la nostra mente passi veloce dal "cosa mangerò a pranzo"  alle riflessioni sui massimi sistemi. 

La totale concentrazione, il cosiddetto stato di grazia, tra smartphone, social e mail, sembra ormai un lontano miraggio.

Siamo talmente abituati a giostrarci tra mille cose da fare che abbiamo sempre l’ansia del futuro, senza riuscire a focalizzarci sul presente.

La concentrazione infatti è uno stato mentale, che aiuta a incanalare la nostra attenzione su quello che facciamo e vogliamo. Funziona esattamente come un muscolo: più lo esercitiamo, più migliorano i risultati che otteniamo.

La mente è come il mare

Secondo il famoso psicoterapeuta Stephan Bodian, che segue la filosofia buddista zen, il trucco per la pace mentale non riguarda le circostanze, ma il modo in cui vi rispondiamo. 

La capacità di concentrarsi su un singolo obiettivo è molto importante. Le persone determinate e concentrate tendono a lavorare di più e eseguire le attività più in fretta. Di solito hanno un lavoro meglio retribuito e reti sociali più estese.

concentrazione-7

Dobbiamo considerare che la nostra mente è come il mare: quando in superficie imperversa la tempesta, nelle profondità dell'oceano vige la massima calma. 

 

Quando la concentrazione finalmente impregna mente e corpo siamo in grado di mettere da parte paure e preoccupazioni. In questo modo le nostre prestazioni migliorano perché ci concentriamo sul presente, sul qui e ora e ci sentiamo meglio.

Dunque l'obiettivo non è cambiare le cose che ci stanno intorno ma il modo in cui ci relazioniamo a ciò che accade nella vita. 

Scegliere le priorità

lavoro-creativoArrivati a questo punto vi starete chiedendo se abbiamo per voi alcune chicche per rimanere concentrati:

1) Fate prima il lavoro creativo.

Normalmente si fa prima il lavoro noioso e ripetitivo, lasciando per ultimo quello maggiormente impegnativo. In realtà dopo un’ora non si ha più la stessa capacità di concentrazione e focalizzazione, quindi sarebbe meglio fare il contrario.

2) Distribuite intenzionalmente il vostro tempo.

Sapevate che secondo degli studi siamo realmente concentrati soltanto sei ore a settimana? È il caso di essere veramente diligenti nello scegliere le attività che svolgeremo in quelle ore.

Meglio dunque cercare di capire quando siano davvero i momenti migliori per noi. In questo modo però abbiamo perso la capacità di rimanere concentrati, trattando la distrazione come fosse un’abitudine e allenando il cervello... ad essere disattento.

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di Irene Caltabiano

 

 

 

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