Meetic 728x90

Allena il pensiero strategico ☝

Ecco le più grandi scuse che inventiamo per non avere successo

«Questo pomeriggio voglio parlare con voi del perché non riuscirete a fare una grande carriera».

larry smith1«Il primo motivo è che non importa quante persone vi dicano: "Se vuoi fare una grande carriera, devi inseguire le tue passioni, devi inseguire i tuoi sogni, devi inseguire il grande fascino della vita".

«Ve lo sentite dire ancora e ancora e poi decidete di non farlo. Non importa quante volte vi scarichiate il discorso introduttivo di Steve Jobs a Stanford, lo guardate e decidete comunque di non farlo»

A parlare non è esattamente il primo arrivato ma Larry Smith, professore di economia all’Università di Waterloo, in Canada.

Cosa fa di preciso Larry Smith? Insegna ai suoi studenti a trovare le carriere che amano davvero.

Cosa vuoi fare da grande? Se non sai scegliere, forse sei un multipotenziale

Parole, parole, parole

larry smith32Larry, nel suo Ted Talk, elenca quante scuse ci raccontiamo. E siamo bravissimi e creativi a inventarne sempre di nuove.

Una delle più grandi è che per la maggior parte delle persone le grandi carriere sono veramente una questione di fortuna. “Aspetterò, cercherò di essere fortunato e, se sono fortunato, farò una grande carriera. Altrimenti, farò solo una carriera onesta”.

Seconda scusa: “Ci sono persone speciali che inseguono le loro passioni, ma sono geni. Io non sono un genio”.

Terza scusa: “Se lavoro molto, farò una grande carriera. Non sono pronto a inseguire le mie passioni, quindi so cosa farò perché ho una soluzione, ho una strategia. È quella che mi hanno insegnato mamma e papà. Mamma e papà mi hanno detto che lavorando duro avrei fatto carriera. Quindi se lavorate duro e fate una bella carriera, se lavorate molto, molto, molto duro farete una grande carriera. Matematicamente, ha senso, no? mmm. No".

Sì, possiamo nutrirci di interessi extra lavorativi. Ma non bastano. Non basta trovare uno svago. Di interessi se ne possono avere anche 20.

Poi uno di questi ti prende allo stomaco ti coinvolge più di ogni altra cosa.

Dal disegno ai fornelli. Il segreto? Ci vuole Amore!

Sentite di aver trovato la vostra passione.

passione 6O se preferite si può parlare di destino. Se ci si fissa su un interesse, non si troverà mai la più grande passione della propria vita.

Il rischio di non seguire questo richiamo? Con il tempo, le scuse aumenteranno.

“Preferisco dedicare tempo alle relazioni”. E magari, alla lunga, finirete per prendervela con i figli, che vi hanno tolto il tempo per inseguire i vostri sogni.

O peggio, avrete lo stesso atteggiamento con loro, perché pensate che non sia possibile inseguire le vostre passioni e mantenere un equilibrio negli altri campi della vostra vita.

Si ha paura di sembrare ridicoli, di tentare. Ma soprattutto… si ha paura di fallire.

La grandezza fa paura perché ci si auto infligge dei limiti, pensando che sia impossibile essere contemporaneamente un bravo genitore, una/un brava /o moglie/marito e una persona di successo nel proprio lavoro.

«Ed ecco perché non farete una grande carriera. A meno che…ma l'espressione "a meno che" è anche legata all'altra frase terrificante, "Se solo avessi..." "Se solo avessi...". Se solo quell'idea vi fosse frullata in testa ».

Queste sono le ragioni per cui fallirete nel fare una grande carriera, afferma Smith.

A meno che.

irene caltabiano

 

di Irene Caltabiano

 

 

 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...

La pausa perfetta per ricaricarsi è di 75 minuti. Parola dei deputati inglesi

Vi è mai capitato di fare pausa pranzo e pensare: oddio, ma è già finita?

stress lavorativoO tornare in ufficio più “assenti” di prima, incapaci di concentrarvi e dare il meglio di voi?

Secondo quanto suggerito dai deputati inglesi, un break adeguato migliorerebbe le nostre prestazioni, rendendoci più produttivi e concentrati.

Lo studio, presentato dai parlamentari in riferimento al tempo di pausa nelle scuole, nasce da un rapporto incentrato su un progetto dedicato all’ “infanzia sana e in forma”.

bambiniI parlamentari hanno criticato i tagli effettuati al tempo di break dei bambini nelle scuole, eroso sempre di più, tanto da essere addirittura eliminato in alcuni istituti scolastici.

Il tempo di inattività lontano dalla classe, soprattutto se all’aria aperta, sarebbe invece fondamentale per la salute e la forma fisica degli alunni. Da qui la proposta di stabilire per legge un diritto legale a settantacinque minuti di pausa ogni dì, ovvero un’ora e un quarto al giorno. Una proposta volta a estendere tale diritto anche agli adulti, per renderli più sani, felici e produttivi.

Tempo tiranno: ecco perchè dovremmo rileggere i classici

Ma perché settantacinque minuti?

pausa pranzo12Secondo gli studi, sarebbe questo il tempo giusto per ricaricarsi al meglio e tornare a essere produttivi e concentrati.

Ma quali sono i benefici di un break giusto per ogni lavoratore?

Come dimostrato da diverse ricerche una pausa un po’ più lunga della canonica, per varie categorie di lavoratori, porterebbe a giovamenti quali l’aumento della produttività, la diminuzione dello stress e dei problemi di sonno dei dipendenti. Oltre che all’opportunità di instaurare relazioni sociali tra colleghi.

Altri studi avevano già confermato come fare brevi pause, soprattutto se si lavora davanti al computer, ogni 20- 40 minuti, riduca significativamente i dolori fisici, soprattutto quelli a collo e spalle.

Questo perché la nostra concentrazione cala fisiologicamente durante la giornata: se verso le 11 raggiungiamo il picco di produttività, alle 16 c’è un crollo di attenzione e prendersi il giusto break potrebbe rappresentare la ricarica migliore.

Cinque idee per aumentare la produttività in ufficio

E in Italia?

pausa pranzo12Da qui l’importanza di questa legge, che favorirebbe il miglioramento della qualità del lavoro rapportata al tempo dedicatogli.

Un’iniziativa che meriterebbe di essere adottata anche qui in Italia, specialmente all’avvicinarsi della stagione estiva, in cui le energie si dimezzano a causa del caldo e della stanchezza accumulata durante l’anno. Ma ci sarà mai in Italia una legge così?

Intanto, nell’attesa di ottenere il “diritto” a una pausa più lunga, potremmo cominciare a sfruttare il nostro “break” in maniera intelligente, chiacchierando con i colleghi, appisolandoci qualche minuto o facendo una passeggiata.

Senza spendere troppo tempo sui social, un’attività che spesso non è la soluzione per far evadere il cervello, anzi…

È proprio il caso di dire… take a break! Ma fatelo in modo intelligente!

magda mangano

 

di Magda Mangano

 

 

 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...

Momento di crisi? Prova la monk chat!

Parla con il monaco

monkchatIn un precedente articolo avevo scritto una lista di rimedi contro stati d’ansia e depressivi (per chi non l'avesse ancora letto, eccolo qui)

Uno dei modi migliori per combattere lo stress era da ricercare nella meditazione e in generale nel buddismo. Oggi, siccome mi piace la cioccolata e la coerenza, sono dello stesso avviso, e navigando navigando ho scoperto che esiste la Monk chat!

Facciamo una premessa doverosa. Se siete in un momento della vostra vita in cui avete per la testa più domande che risposte e se Alexa non è riuscita a illuminarvi in modo soddisfacente, chissà che questa pratica non faccia al caso vostro.

In qualche paese, (non molti in realtà), è possibile fare una “chiacchierata con il monaco”. Si può quindi parlare di ciò che volete con un monaco buddhista.

Come funziona?

monk chat12Si tratta di un’abitudine diffusa soprattutto nel Nord della Thailandia, più precisamente a Chiang Mai.

Ci sono incontri organizzati fra i monaci e chiunque voglia parlare con i simpatici santoni. L’incontro dura 15 minuti.

So cosa state pensando.

Farò ore e ore di aereo e spenderò una fortuna, per cosa? Per un quarto d’ora di chiacchierata con un monaco?! Intanto visiterete la Thailandia che pare sia bellissima.

Inoltre rallegratevi: c’è gente che spende soldi per andare a Medjugorje e sentir parlare la Madonna.

Potreste scegliere inoltre o di fare cionversazione con un monaco random oppure con il monaco anziano che essendo più grande e saggio immagino che abbia più buddità da donare.

Leggi anche: Elisir di lunga vita? Imparate dai monaci tibetani

Quanto costa?

monk chat 12Non costa, nel senso che si lascia un’offerta libera (quindi mi raccomando non fate i soliti spilorci!)

 A volte, durante le sessioni di incontro, può capitare che se sei proprio un caso disperato, il monaco ti può invitare a seguirlo nel parco.

In quel caso non ci sono limiti di tempo (e significa che siete proprio messi male). Immersi nella natura e senza rotture, il monaco parla con te perché ha visto un interesse vero, insomma si deve creare la connessione, tipo quella fra i Na'vi e gli animali in Avatar.

 I pochi fortunati che hanno avuto il privilegio di parlare nel parco raccontano di un’esperienza unica.

Mollo tutto, scopro l'India e insegno meditazione ai manager

Le domande più gettonate

buddha1I quesiti da porre sono molti e si può chiedere ciò che si vuole. Per i più curiosi e meno spiritualisti, si possono fare domande sulla vita dei monaci, tipo: perché proprio l’arancione, perché senza capelli? ( io vi consiglierei, dopo essere arrivati fino in Thailandia, di chiedere qualcosa di più personale).

Se c'è in voi una certa vis polemica, potete anche chiedere perchè tutti sacerdoti e dove siano le sacerdotesse.

Se invece siete sulla trentina e pensate che Alessandro Magno alla vostra età aveva già conquistato mezzo mondo, deprimetevi a dovere e poi magari schiaritevi le idee, cominciando quantomeno a conquistare un posto lavorativo.

monk chat22Comunque è vero che una delle domande più gettonate riguarda il come si faccia a diventare monaci. Non c’è un’università di buddismo e di fatti chiunque può diventarlo. L’età non conta ma comunque non prima dei 21 anni.

Attenzione però: esistono regole ferree sul modi di approcciarsi ai monaci. Noi donne per esempio, se incontriamo un monaco non possiamo semplicemente fermarlo e parlarci. Bisogna rispettare i voti di castità e quindi evitare di “distrarlo”. Ciò nonostante possiamo fare la Monk chat.

Ai monaci inoltre bisogna lasciare il posto sull’autobus, cercando di non toccare, baciare, abbracciare, lettera o testamento.

 Le Monk Chat sono nate qualche anno fa e rispondono all’esigenza mostrata dai diversi turisti che in passato arrivavano in Thailandia e restavano ammaliate dalla cultura e dalla religione buddhista.

Gli scopi del dialogo?

Il primo, naturalmente, è avvicinare lo straniero a questa meravigliosa cultura, capire la religione, lo stile di vita dei monaci etc.

Il secondo scopo è consentire al monaco di turno di fare pratica con l’inglese.

Ah non ve l'ho detto? Prima di chiudere la valigia assicuratevi che ci sia un vocabolario dentro, si parla solo in inglese!

sara-salini

 

di Sara Salini

 

 

google playSeguici anche su Google Edicola »

 

Continua...

✉ Iscriviti alla newsletter


☝ Privacy policy    ✍ Lavora con noi

Contattaci