Farneticando

Vi piacerebbe dormire tra il profumo dei libri? eccovi accontentati!

Nasce a Napoli  primo book&bed, una libreria-hotel cui si può passare la notte

napoliNapoli misteriosa, Napoli del sole del mare e della pizza……ma non solo, Napoli può essere anche altro! La capitale partenopea, infatti, si apre a nuove esperienze soprattutto nel campo della cultura.

E’ proprio qui che nasce il primo book&bed d’Italia

All’interno di un piano del Mooks Palace, la seconda libreria Mondadori del Vomero. 

Da circa un anno, infatti, è stato aperto, nel cuore del Vomero (zona collinare di Napoli molto commercialema anche storica), un nuovo book store che si sviluppa su due livelli all’interno del quale è stato creato uno spazio in cui ci sono mensole e scaffali colmi di libri di ogni genere fra cui è stato ricavato un angolo per i letti, così che gli amanti della lettura e della carta stampata possano dormire circondati da libri e storie di ogni genere.

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Napoli come Tokio

Il concetto di libreria-hotel proposto dalla Mondadori è nato a Tokio nel 2016 anno in cui nella città giapponese è stato aperto il primo Book e bed, dedicato a coloro che amano i libri, e composto da più di 1700 testi sia in giapponese che in inglese con uno spazio contenente delle cuccette per poter riposare.

Perché il Vomero  

libriLa scelta della location non è stata casuale come affermano i responsabili a intervista “cercavamo un luogo simbolo che incarnasse storia, passione e tradizione, e l’ex sede della pasticceria Bellavia ne riassumeva tutti gli aspetti. Volutamente abbiamo scelto di lasciare negli interni qualcosa che richiamasse alla memoria quel luogo, che facesse respirare quella tradizione che ha deliziato generazioni e continua tutt’oggi, e che, sicuramente, è stato luogo di discussioni importanti per il quartiere”.

Com’è fatto il book&bed

Nello suo stile questo Book e Bed rispecchia quelli giapponesi. Ci sono tanti titoli da consultare e cuccette inserite direttamente negli scaffali della libreria in cui addormentarsi nel profumo della carta stampata.  

Simona
blogger vomerese

 

 
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Ecco perchè vorrei uno Sfigagram

Ore 19.

PaperinoMi trovo a lezione di storia del fumetto. Ad un tratto salta fuori una domanda piuttosto classica per noi amanti di narrazioni con carta e matita: “Chi preferite tra Topolino e Paperino?”

Non credo ci sia stato nessun dubbio a riguardo. All’unisono abbiamo optato per il più sfigato dei paperi. Il motivo? È già contenuto nella frase precedente: Paperino è perseguitato dalla sfortuna, lotta con la sveglia, si arrabbia, ha le giornate storte, è vendicativo, odia spesso e volentieri i suoi nipoti. Una persona orribile sulla carta (in tutti i sensi).

Ma, a ben guardare, Paperino è molto più… noi.  Lo sventurato pennuto rappresenta i momenti no, le giornate imperfette, i capelli fuori posto, il pantalone scoordinato rispetto alla maglietta, il computer che si spegne prima di aver salvato un documento, la caffettiera che straripa quando siamo in ritardo, l’autobus che non passa.

Stamattina, ancora memore della discussione di ieri, mi sono imbattuta in un post che metteva in evidenza quanto Instagram, nonostante l’aura di glamour, unicorni e arcobaleni, per molte persone sia una fucina di tristezza.

Perché? Esattamente per lo stesso motivo per cui tutti preferiamo Paperino. Instagram trasuda colori saturi, gioia, sorrisi smaglianti, piatti elaborati a zero calorie, colazioni perfette, fisici scolpiti sotto il sole, sotto il sole di Riccione.

Un cane che si morde la coda, un calderone in cui tutti mentono a tutti, più o meno consapevoli di farlo. Ciascuno seleziona accuratamente e costruisce ad hoc momenti indimenticabili a colpi di contrasti adeguati e  filtri Clarendon, Lark o Inkwell. Tutti sorridenti sullo schermo e incazzati nel reale.

Il caso Scarlett Dixon

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Instagram è sempre stato identificato come il social più friendly, in cui impazzano i cuoricini, non esiste il non mi piace e c’è poco spazio per l’indignazione.  Tuttavia, secondo uno studio del Guardian, nota testata inglese, e altrettanti esperti di salute mentale è proprio questa positività il problema.

E a dimostrarlo sono i tweet provocatori che, ogni tot, sbucano tra un perfetto outfit per un colloquio di lavoro e un primo impiattato a regola d’arte.

Il tweet in questione stavolta riguardava una certa Scarlett Dixon che è diventata il capro espiatorio della situazione, pagando pegno per tutte le fashion, food e travel blogger sue simili .

Il pomo della discordia? Una foto in cui la biondina ventiquatrenne mostrava la sua “routine” mattutina, fatta di pensieri positivi, fragole, pancakes e copiosa quantità di palloncini rosa a forma di cuore. Mi ha quasi stupito che non ci fosse un poster delle principesse in bella vista.

E, infine, il barbatrucco: il Listerine sul comodino, reale motivo del post. Ovviamente Scarlett tiene ai suoi denti bianchi e al suo alito profumato anche al mattino. E anche ad essere profumatamente pagata dalla Listerine.

Il virus del post

scarlettdixonEbbene, un certo hintofsarcasm alias Nathan, quella mattina aveva la luna storta. Non si è fatto così scappare la ghiotta occasione di lanciare la sua invettiva contro la perfetta colazione di Scarlett. Il commento? “Al diavolo, nessuno fa colazione così. Instagram è una fabbrica di bugie ridicole per farci sentire inadeguati”.

Risultato? Il suo tweet è diventato virale, con più di 111mila like. In tanti si sono scagliati contro la fashion blogger. "Scoppiamole i palloncini", scrive qualcuno. Mentre in un altro commento si legge: "Chi lascia il Listerine sul comodino? Un serial killer".

A ben guardare però le fragole sembrano finte, i pancake somigliano più a delle piadine vuote incollate con il Vinavill e su quel letto certamente la cara Scarlett non ci ha dormito. E infatti la fashion blogger si è difesa scrivendo così: "La mia bacheca non è reale. Intendo dire che chi passa il tempo in città bellissime, con un gelato in mano e con il sorriso perennemente stampato in faccia? È costruita, ragazzi".

Il social delle sfighe

tazzina-di-caffèE allora? Come spezzare questo vortice di positività, cuoricini, messe in piega perfetta anche alle otto del mattino?

Ho una proposta per voi: SFIGAGRAM.

Il social delle sfighe quotidiane. Immaginate: bacheche piene di pantaloni schizzati dal fango di una macchina in corsa, calzini bucati, computer in crash a lavoro ultimato, souffle sgonfi, bottigliette bloccate nelle macchinette automatiche tute di acetato e tagli di capelli poco azzeccati.

Magari non sarebbe il tripudio dell’estetica. Ma quando sei stufo delle varie Chiara Ferragni, Chiara Nasti, Chiarainpentola ( ma per essere una blogger di successo devi per caso chiamarti Chiara? Se basta questo, vado diretta all’anagrafe) ti puoi rifugiare nel magico mondo dei comuni mortali.

E sentirti meno solo. O, semplicemente più Paperino, più te stesso…più vero.

irene-caltabiano 

 

di Irene Caltabiano

 

 

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(De) pressioni di Settembre: come fronteggiare il lunedì dell'anno

Era lì, a pendere sulle nostre teste come una spada di Damocle.

bambinaE così è arrivato, puntuale come ogni anno, con le sue giacchette di prima mattina, le scarpe chiuse, il sole debole e malaticcio ( quando c’è) e la conseguente perdita del fattore abbronzatura, che, ammettiamolo, ci rende tutti più fighi.

Cosa c’è di positivo in settembre? Nonostante la mia propensione nel rispondere "nulla”, ho provato comunque a convincermi che ci sia del buono anche nel periodo che tutti chiamano il lunedì dell’anno.

Dunque, come da tradizione, aggiorno la lista nella speranza che prima o poi il bilancio dei punti positivi superi quello dei punti negativi ( impossibile, ma diciamo che ci vogliamo credere).

brifget-jones-piumone

In primis: scompariranno dalle bacheche social quella miriade di fondo schiena sodi e dorati lasciando spazio all’invasione della mai ascoltata e originalissima canzone “Wake me up when September ends” dei Green Day. In alternanza con Impressioni di Settembre dei Marlene Kuntz. 

Settembre: ecco la lista di cose che non faremo

Potrai finalmente dare il via alla stagione dei maglioni sformati, calzini di spugna e abbuffate di Nutella con la scusa del freddo e smettere finalmente di stare in apnea per tenere in dentro la pancia.

Inoltre utilizzare la frase “Ma stasera piove, meglio restare a casa a vedere un film” non sarà più discriminata come palese dimostrazione del tuo essere vecchio dentro.

occhiali-cinemaA questo si ricollega anche il secondo motivo di gaudio per l’arrivo di Settembre. I cinefili like me potranno finalmente riaccomodarsi sulle magiche poltroncine rosse, pop corn e bibita alla mano

 

Il tutto senza aver paura di essere sottoposti a cure Ludovico Van di orripilanti horror di serie D, premonizioni di catastrofi naturali e pellicole con Dwayne The Rock Jhonson.  O di ibernarsi causa condizionatore livello ultima glaciazione.

Zitto e guarda: i tipi che uccideresti quando vai al cinema

Le tue orecchie faranno una cura disintossicante dai vari Alvaro Soler, Giusy Ferreri, Baby K e Enrique Iglesias (almeno fino alla prossima estate). Anche il tuo stomaco ti ringrazierà per aver finalmente smesso di nutrirlo a base di mojito, gelati e patatine alla paprika.

 piumone-lettoChissà perché poi , tutti i maschi alfa tornano improvvisamente disponibili, coccolosi e con tanta voglia di trovare una ragazza ( anche qui, almeno fino alla prossima estate).

Sarai libero dallo svenamento economico causato da matrimoni estivi con tutti gli annessi e connessi quali trucco parrucco, regalo, vestito, accessori, plastica facciale. E tornerai ad avere il caffè gratis dalla macchinetta dell’ufficio.

Infine consolati: settembre è sempre meglio di gennaio.

 

irene-caltabiano

di Irene Caltabiano

 

 

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