Lavorare 2.0

TrainUp, la palestra 2.0 è personalizzata e a cielo aperto

Succede sempre così.

homer1I buoni propositi dietetici si muovono trimestralmente. «Dopo l’estate mi metto a dieta, ho esagerato con i gelati. Ormai sta arrivando Natale, rinuncerò ai dolci dopo il primo Gennaio». E infine Pasqua, l’ultima disperata deadline per tornare in forma.

Mentre la tessera dell’abbonamento annuale in palestra, rimane lì sul comodino, solitaria come Tom Hanks in Cast away.

Ma con la sharing economy si può rimediare anche a questo, eliminando spese inutili e sensi di colpa per aver sfruttato solo un mese dei 365 previsti dalla promozione.

TrainUp, il personal trainer è un lusso per molti

trainup2Da oggi infatti c’è TrainUp, palestra virtuale che mette in contatto le nuove tipologie di domanda e offerta.

Pensate ai nomi di tutti quei corsi che sulla carta sembrano fighissimi e in realtà sono gestiti da una Jill Cooper sotto doping. Oppure i corsi Super-Mix-StraPump in cui alleni tutto e niente e il risultato è consolarti con una ciotola di gelato.

TrainUp invece, fondata da Marco Boglione, presidente del gruppo BasicNet (Kappa, Robe di Kappa, Superga, insomma mica pizza e fichi) e Nicolò e Sebastiano Ammendola ha l'ambizioso obiettivo di creare la palestra più grande del mondo.

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Potrebbe sembrare altisonante ma in realtà è molto più semplice di quello che sembra. L’intento è infatti investire non sugli spazi ma sulla tecnologia, offrendo allenamenti ad hoc prenotabili tranquillamente con un click.

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Grazie alla piattaforma infatti puoi scegliere tra diverse discipline pagando la singola sessione di training. Non solo questo significa riuscire ad allenarsi senza alcun vincolo di orario, evitando di scapicollarsi perché la palestra non chiuda, ma si possono provare tantissime alternative, anche qualcosa che non avremmo mai pensato di intraprendere ( tipo curling o snorkeling).

I tempi ( sportivi) cambiano

fitness outdoorL'app diventa dunque uno specchio dei trend del momento, come la predilezione per l’attività all’aria aperta e il conoscere persone con gli stessi interessi grazie all'attività fisica comune (si può infatti optare per l’ allenamento one-to-one oppure con altri "iscritti" che hanno interesse verso lo stesso tipo di attività). E soprattutto, salvare ore preziose e portafogli.  

TrainUp si è sviluppata  anche partendo da un presupposto sociale: oggi i giovani vengono spesso e volentieri mandati in giro per lavoro stile palline da flipper (magari giusto il giorno dopo aver pagato l’abbonamento annuale) e la continuità è sempre più complicata.

trainup14Dunque se un trainer prima sembrava un lusso per pochi, adesso, con la possibilità di condividere persino questa tipologia di spesa diventa un’esperienza alla portata di tutti.

Dal running allo yoga, dalla pole dance al pilates, dalla zumba al pugilato fino al kundalini (ma è un piatto pakistano?!) e Iron Man (?!? Speriamo sia Robert Downey Jr. a tenere il corso) grazie alla geolocalizzazione si può trovare lo sport preferito, nel luogo più vicino, all’orario giusto e in tempo reale.

Tra le novità più gettonate sembra esserci il fitness outdoor, realizzato grazie a speciali cuffie che vengono distribuite agli utenti e che non provocano alcun tipo di inquinamento sonoro.

Quali sono i vantaggi di TrainUp?

trainup6TrainUp parte dal preupposto contrario rispetto a un abbonamento tradizionale. Nei centri sportivi infatti si punta a fare più iscrizioni possibili sapendo già che un buon 50% abbandonerà nel mezzo del cammin dell’attività sportiva. In poche parole, punta sulla quantità e non sulla qualità.

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Il modello TrainUp si basa invece sul pay per use, ovvero se ti alleni paghi direttamente il trainer. Inoltre allenarsi in 4/5 persone sarà sicuramente più utile dello sgomitare per trovare un posto in sala o farsi venire il torcicollo per seguire i passi dell’insegnante indiavolata di turno.

Parlano i numeri

Il team di TrainUp ci ha visto giusto. Partiti nel 2017 con venti trainer, in poco più di un anno ha triplicato i suoi numeri con centinaia di iscritti tra Trainer e Sportivi in tutta Italia.

«La cosa interessante è che non abbiamo speso praticamente niente in marketing o pubblicità, investiamo solo nel prodotto e nel miglioramento continuo dell’esperienza dello Sportivo che si allena con noi. Per ora siamo passati da smartphone a smartphone grazie solo al passaparola di nostri Sportivi e dei nostri straordinari Trainer».

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di Irene Caltabiano

 

 

 

 

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Girare per negozi ti stressa? Rilassati con Stile(o)

Com'è bello fare shopping...

O no? Sinceramente, l’ultima volta che ho deciso di immergermi nella baraonda di negozi in centro le uniche cose che ho portato a casa sono state mal di testa, nervosismo…e nemmeno uno straccio di maglietta!

Devo confessare che già di mio non sono una grande fan delle maratone per comprare scarpe o vestiti o delle scazzottate durante i saldi per aggiudicarsi quel fantastico pantalone a pois.

commessePer non parlare del fatto che, nella maggior parte dei casi in cui scegli di ritagliarti un po’ di tempo per rinnovare l’armadio e affrontare la paura ancestrale dell’aumento di taglia, le commesse o i commessi non sono certo d’aiuto.

Sembra infatti che li scelgano apposta per rimanere immobili a squadrarti mentre leggi nei loro occhi: «Tesoro, non troverai mai qualcosa della tua taglia. Ripassa quando avrai smesso di mangiare cioccolato».

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stileoQuindi, nonostante la mia reticenza a comprare online, tutte le volte che scelgo di fare acquisti mi rendo conto del perché tanti optano per lo shopping sull’Internet e farsi consegnare gli outfit comodamente a casa (magari mentre mangiano impuniti un pacco di biscotti).

Così eccomi qui, cittadina del web, a navigare a vele spiegate per cercare una piattaforma-faro per il rinnovo del mio guardaroba. Ricordo che l’amica fashionista mi aveva consigliato di provare su Stileo, nuova piattaforma completamente made in Italy. Verifichiamo.

Non appena entro nel portale mi si apre effettivamente un mondo: tantissime grandi marche di qualità ma non solo. È come se all’interno del sito ci fosse un mini stilista che ti mostra gli outfit in base a ogni esigenza: dai look perfetti per la primavera, ai vestiti che valorizzano la femminilità fino alle combinazioni per le vere amanti del glamour.

Se invece si cercano prodotti monomarca, Stileo porta avanti collaborazioni con Amazon, Yoox, Farfetch, Asos, Liu Jo, Guess e tanti altri. Ma ci sono anche brand meno conosciuti che trovano in Stileo una vetrina per lanciarsi. Interessante.

Leggi anche: Niente più sorprese quando compri abiti online? Arriva Bodygram

Come funziona Stileo

scarpe stileoLa ricerca è molto semplice per me pagana degli acquisti online. Il sito è diviso nelle categorie Uomo, Donna, Bambino e si può trovare di tutto, dall’abbigliamento, alle scarpe fino agli accessori.

Basterà dunque selezionare l’opzione che ci interessa e cliccare su prezzo, taglia, colori, marca e stile prescelti. Ma, su tutte, troneggia la categoria Saldi. Sempre più interessante.

Mi ricordo dunque che è da secoli che devo comprare quel paio di scarpe da ginnastica per andare a correre e raggiungere l’obiettivo "glutei sodi" in tempo utile per l’estate.  La scelta è davvero ampia ma, dal momento che la carta di credito piange un po’, vado diretta sulla sezione salva-portafoglio.

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Alcune delle più economiche sono le Skechers, con un bel design e una grande varietà di colori, abbinabili anche a magliette e pantaloni della stessa tonalità (curioso? Clicca qui). Ne scelgo un paio nere e rosa (esattamente queste. Carine vero? So che state annuendo) che dovrebbero adattarsi perfettamente alla mia tuta da corsa. Hanno persino il memory foam, somma gioia per il mio piedino delicato. Ora l’unica cosa che manca è trovare la voglia per andare a correre.

Insomma, comincio ad abbracciare e capire i vantaggi degli e-commerce. Poi, se esistono piattaforme come Stileo, è tutto più semplice.

Obiettivo raggiunto. Magari, grazie alle scarpe nuove, la prossima volta cliccherò sulla taglia S.

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di Irene Caltabiano

 

 

 

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Hai bisogno di staccare la spina dal mondo? Con 250000 euro arrivi alle stelle

Vi è mai capitato di desiderare di staccare la spina, allontanandovi da tutto e da tutti?

gravity13Scommetto di sì. A me capita spesso. Eppure, staccare è sempre un concetto relativo. Ci si può allontanare dalla città. Si può andare al mare, si può cambiare paese o spingere fino alla vetta di una montagna, a sentire il rumore del vento.

Ma è davvero questa la famosa pace dei sensi?

Scommetto che quando Sandra Bullock, nella scena finale del film Gravity atterra su una sponda deserta, in riva al mare, reduce di una missione spaziale che stava per finire in tragedia, avrà avvertito uno stacco fra il silenzio cosmico e il rumore del mondo tale da farle capire che lassù è tutt’altra storia.

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Vuoi tornare a casa o vuoi restare qui? Certo è bello quassù! Puoi chiudere gli impianti; spegnare tutte le luci; chiudere gli occhi e scordarti il mondo. Qui nessuno ti fa del male; sei al sicuro.

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Per la dottoressa Stone la missione a bordo dello Space Shuttle è un modo per scappare da se stessa: allontanarsi dalla Terra per sentire più vicine le cose che ha perduto. E allora, cosa ci trattiene quaggiù?

Me lo domando spesso quando vedo film come quello di Cuaròn. Peccato però che non tutti siamo astronauti professionisti.

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Viaggi nello spazio

viaggio nello spazioIl turismo spaziale però ci dà una soluzione. Da oggi tutti i cosmonauti non professionisti possono “galleggiare nello spazio”. Se fino a dodici anni fa si era trattato di timidi tentativi seguiti da un lungo periodo di pausa, il 18 febbraio scorso Roscosmos e Space Adventures hanno annunciato di aver siglato un contratto per un viaggio di due cosmonauti non professionisti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Un progetto che rilancerà questa particolare forma di turismo.

Unica pecca? Il prezzo. Da un minimo di 250.000 dollari a passeggero, a 20/30 milioni di dollari, fino ad arrivare agli 80 milioni che la NASA ha versato per ciascun seggiolino. Mica male no?

Devi piantare bene i piedi per terra e cominciare a vivere...Hey Ryan...è ora di tornare a casa!

sandra bullock5Confesso che, se solo fossi milionaria, un pensierino ce lo farei anch’io, tanto per assecondare il naturale istinto dell’essere umano a conoscere ciò che non ha mai visto.  

Ma la vera domanda è: una volta lassù, riuscirei davvero a sentire più vicina la mia felicità?

Per quanto meraviglioso possa essere lasciarsi tutto alle spalle, le cose che contano davvero restano lì dove le abbiamo lasciate, insegna Matt Kowalski alla dottoressa Stone. E forse, aggiungerei, mai come guardarle dal di fuori, ci permetterebbe di capirlo davvero.

magda mangano

 

di Magda Mangano

 

 

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