Lavorare 2.0

In cerca di lavoro? Diventa la voce di un libro

Diventare narratore di audiolibri

"Fare un audiolibro è come essere in un film in cui nessuno dimentica la propria battuta".

 A dirlo è la voce di James Patterson, John Grishman e Libbra Bay. Come, di tutti e tre contemporaneamente? !Ebbene si. Parliamo infatti di January Lavoy, famosa attrice e doppiatrice che ha dato una voce alla carta stampata, una tonalità alle parole che riempiono le pagine dei volumi di questi tre grandi autori.

January è una narratrice di audiolibri. Una professione recente, alimentata dalla vasta produzione di titoli diffusosi attraverso il digitale come pure attraverso l’aumento di un pubblico variegato.

Inoltre, lo stile di vita sempre più frenetico, ha portato le persone a non avere nemmeno il tempo di aprire la copertina di un romanzo.  Dunque molti hanno optato per conoscere saggi, racconti, opere, attraverso le loro orecchie.

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Cosa serve per diventare narratore di audiolibri

audiolibri2Il primo punto sembrerà anche sciocco mabisogna saper leggere ( che non significa aver frequentato e superato la prima elementare).

Un narratore di audiolibri deve riuscire a interpretare il testo, dare le giuste intonazioni e non avere difetti di pronuncia. Inoltre è necessaria una corretta dizione, senza inflessioni dialettali.

Ma l’elemento più importante è, ovviamente, la capacità di narrare. Anche grandi attori a volte non posseggono quel quid, quella passione per il raccontare.

Insomma, non basta possedere una bella voce.

Chiaramente, la conoscenza di più lingue è una caratteristica che può tornare utilissima, consentendoti l'apertura al mercato internazionale.

Quanto si guadagna diventando narratore di audiolibri

january lavoyNon si può dire con certezza, dal momento che le percentuali possono variare. Sulla base di diverse interviste e dai dati forniti dal sito TheArtCareerProject.com però, risulta che il salario medio è di circa 35.000 euro l’anno e di circa 30 euro l’ora.

Le sessioni da freelance possono variare da 20 dollari a centinaia solo per un’ora di lavoro.

Ciò significa che se lavori con costanza, anche part time, si possono raggiungere anche le 20.000 euro l’anno.

Di cosa hai bisogno per creare le tue demo?

1)    Una registrazione della tua voce

2)    Possedere il software giusto (Audacity per esempio)

3)    Un laptop o un pc per lavorare e registrare

4)    Un microfono

5)    Un paio di cuffie

Dove trovare lavoro come narratore di audiolibri

narratore di audiolibriInnanzitutto ti conviene registrare delle demo e creare un tuo portfolio.

Dopodichè ci sono siti come Fiverr, Upwork, People Per Hour e Freelancer dove si possono trovare una grande quantità di annunci di lavoro.

Ad esempio Upwork possiede un’intera pagina dedicata ai lavori di narratori audio.

Un progetto molto interessante è Amazon’s Audiobook Creative Exchange, un sito che connette direttamente i narratori di audio libri con le storie che "ancora non hanno voce".  Si può dunque ricercare sul motore interno e appariranno nel giro di qualche secondo tutte le offerte dedicate, insieme ai video e alle indicazioni su come registrare.

Oppure ci sono piattaforme che funzionano al contrario: crei il tuo profilo e carichi le demo. Puoi leggere di tutto: brani di libri, annunci di lavoro, poesie, persino liste della spesa. Saranno i datori di lavoro a trovarti.

Yeerida, lo Spotify dei libri

 

Curiosità

mangiare latticiniSapevate che nella registrazione di un audiolibro si deve fare attenzione ad alcuni termini specifici? Ad esempio verbi come gridò e sussurrò vanno registrati con una precisa intonazione. Oppure si deve essere molto precisi nell'affrontare le descrizioni dei protagonisti.

Sapevi che esistono persino gli Oscar per i narratori di audiolibri? Ogni anno la Audio Publishers Association ospita gli Audie Awards, manifestazione in cui vengono premiate le voci migliori.

Infine, prima di una sessione di lettura, è preferibile non mangiare latticini.

Dunque, amanti del formaggio, inserite anche questa tra le prerogative.

di Irene Caltabiano

 




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Auticon, la prima azienda italiana che assume persone autistiche

Chi di voi ricorda il film “Rain Man” con Dustin Hoffman?

rainmanIn particolare il personaggio di Raymond Babbit, affetto da autismo ma dotato di una memoria prodigiosa? (Era in grado di contare gli stuzzicadenti caduti per terra con una rapidità e capacità di calcolo straordinario).

Ebbene, quello che abbiamo visto è tutto vero.

Molte persone con autismo hanno enormi punti di forza cognitiva, elevato quoziente intellettivo e competenze eccezionali che emergono quando si tratta di affrontare problemi complessi, soprattutto in ambiti tecnologici e scientifici.

Una verità straordinaria, spesso sottovalutata perché chi è diverso, viene considerato incapace di dare un contributo concreto alla società.  

Ma chi ci dice che essere diversi, significhi essere meno dotati degli altri?  

Auticon ha saputo trasformare questa verità nella sua filosofia: l’autismo non è un errore di sistema, ma è un diverso sistema operativo.

Leggi anche: Pizzaut, nasce la prima pizzeria gestita da ragazzi autistici

Quando la diversità è ricchezza

auticon4Auticon è una società for-profit con finalità sociale.

Fondata nel 2011 a Berlino, è attiva ormai in sei Paesi (Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera, Stati Uniti e Canada) e adesso sbarca anche in Italia, dove è stata infatti aperta la prima azienda di consulenza nel settore informatico che assume esclusivamente persone nello spettro dell’autismo.

Come si scrive nel loro sito, l’autismo (che è un modo diverso di percepire, agire e vivere nel mondo in cui viviamo) "porta talenti e capacità sorprendenti ed è un grande arricchimento  per gli individui, per i gruppi, per le imprese e per la nostra società nel suo complesso."

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Auticon ha capito che le persone dello spettro autistico possono dare un contributo prezioso alla vita sociale ed economicaottenere risultati di lavoro eccezionali e straordinari, soprattutto se in azienda sono integrate nel giusto gruppo.

Leggi anche: Figli autistici, quale ruolo per i genitori?

Vince lo spirito di squadra

auticon6Ma non solo: la neurodiversità, cioè l’interazione di persone con diverse disposizioni neurobiologiche, ha sul luogo di lavoro un effetto sorprendente: la comunicazione diventa più chiara ed efficiente, anche tra persone non autistiche, lo spirito di squadra acquista nuovo slancio e i dipendenti sono orgogliosi di lavorare in un’azienda che mette al centro dell’idea che la diversità.

Insomma, è proprio il caso di dire che la natura, nel suo perfetto e misterioso equilibrio, restituisce “ciò che toglie”, con talenti e qualità fuori dal normale.

Ecco perché chiunque, anche se affetto da patologie e limitazioni fisiche o psichiche, può dare un contributo unico e indispensabile, alla società in cui viviamo.

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di Magda Mangano

 

 

 

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TrainUp, la palestra 2.0 è personalizzata e a cielo aperto

Succede sempre così.

homer1I buoni propositi dietetici si muovono trimestralmente. «Dopo l’estate mi metto a dieta, ho esagerato con i gelati. Ormai sta arrivando Natale, rinuncerò ai dolci dopo il primo Gennaio». E infine Pasqua, l’ultima disperata deadline per tornare in forma.

Mentre la tessera dell’abbonamento annuale in palestra, rimane lì sul comodino, solitaria come Tom Hanks in Cast away.

Ma con la sharing economy si può rimediare anche a questo, eliminando spese inutili e sensi di colpa per aver sfruttato solo un mese dei 365 previsti dalla promozione.

TrainUp, il personal trainer è un lusso per molti

trainup2Da oggi infatti c’è TrainUp, palestra virtuale che mette in contatto le nuove tipologie di domanda e offerta.

Pensate ai nomi di tutti quei corsi che sulla carta sembrano fighissimi e in realtà sono gestiti da una Jill Cooper sotto doping. Oppure i corsi Super-Mix-StraPump in cui alleni tutto e niente e il risultato è consolarti con una ciotola di gelato.

TrainUp invece, fondata da Marco Boglione, presidente del gruppo BasicNet (Kappa, Robe di Kappa, Superga, insomma mica pizza e fichi) e Nicolò e Sebastiano Ammendola ha l'ambizioso obiettivo di creare la palestra più grande del mondo.

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Potrebbe sembrare altisonante ma in realtà è molto più semplice di quello che sembra. L’intento è infatti investire non sugli spazi ma sulla tecnologia, offrendo allenamenti ad hoc prenotabili tranquillamente con un click.

Leggi anche: Ecco come ho creato il Google dello sport

Grazie alla piattaforma infatti puoi scegliere tra diverse discipline pagando la singola sessione di training. Non solo questo significa riuscire ad allenarsi senza alcun vincolo di orario, evitando di scapicollarsi perché la palestra non chiuda, ma si possono provare tantissime alternative, anche qualcosa che non avremmo mai pensato di intraprendere ( tipo curling o snorkeling).

I tempi ( sportivi) cambiano

fitness outdoorL'app diventa dunque uno specchio dei trend del momento, come la predilezione per l’attività all’aria aperta e il conoscere persone con gli stessi interessi grazie all'attività fisica comune (si può infatti optare per l’ allenamento one-to-one oppure con altri "iscritti" che hanno interesse verso lo stesso tipo di attività). E soprattutto, salvare ore preziose e portafogli.  

TrainUp si è sviluppata  anche partendo da un presupposto sociale: oggi i giovani vengono spesso e volentieri mandati in giro per lavoro stile palline da flipper (magari giusto il giorno dopo aver pagato l’abbonamento annuale) e la continuità è sempre più complicata.

trainup14Dunque se un trainer prima sembrava un lusso per pochi, adesso, con la possibilità di condividere persino questa tipologia di spesa diventa un’esperienza alla portata di tutti.

Dal running allo yoga, dalla pole dance al pilates, dalla zumba al pugilato fino al kundalini (ma è un piatto pakistano?!) e Iron Man (?!? Speriamo sia Robert Downey Jr. a tenere il corso) grazie alla geolocalizzazione si può trovare lo sport preferito, nel luogo più vicino, all’orario giusto e in tempo reale.

Tra le novità più gettonate sembra esserci il fitness outdoor, realizzato grazie a speciali cuffie che vengono distribuite agli utenti e che non provocano alcun tipo di inquinamento sonoro.

Quali sono i vantaggi di TrainUp?

trainup6TrainUp parte dal preupposto contrario rispetto a un abbonamento tradizionale. Nei centri sportivi infatti si punta a fare più iscrizioni possibili sapendo già che un buon 50% abbandonerà nel mezzo del cammin dell’attività sportiva. In poche parole, punta sulla quantità e non sulla qualità.

Leggi anche: Virtuoso, l'app che ti premia per fare sport (e ci guadagna pure)

Il modello TrainUp si basa invece sul pay per use, ovvero se ti alleni paghi direttamente il trainer. Inoltre allenarsi in 4/5 persone sarà sicuramente più utile dello sgomitare per trovare un posto in sala o farsi venire il torcicollo per seguire i passi dell’insegnante indiavolata di turno.

Parlano i numeri

Il team di TrainUp ci ha visto giusto. Partiti nel 2017 con venti trainer, in poco più di un anno ha triplicato i suoi numeri con centinaia di iscritti tra Trainer e Sportivi in tutta Italia.

«La cosa interessante è che non abbiamo speso praticamente niente in marketing o pubblicità, investiamo solo nel prodotto e nel miglioramento continuo dell’esperienza dello Sportivo che si allena con noi. Per ora siamo passati da smartphone a smartphone grazie solo al passaparola di nostri Sportivi e dei nostri straordinari Trainer».

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di Irene Caltabiano

 

 

 

 

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