Lavorare 2.0

Hai bisogno di staccare la spina dal mondo? Con 250000 euro arrivi alle stelle

Vi è mai capitato di desiderare di staccare la spina, allontanandovi da tutto e da tutti?

gravity13Scommetto di sì. A me capita spesso. Eppure, staccare è sempre un concetto relativo. Ci si può allontanare dalla città. Si può andare al mare, si può cambiare paese o spingere fino alla vetta di una montagna, a sentire il rumore del vento.

Ma è davvero questa la famosa pace dei sensi?

Scommetto che quando Sandra Bullock, nella scena finale del film Gravity atterra su una sponda deserta, in riva al mare, reduce di una missione spaziale che stava per finire in tragedia, avrà avvertito uno stacco fra il silenzio cosmico e il rumore del mondo tale da farle capire che lassù è tutt’altra storia.

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Vuoi tornare a casa o vuoi restare qui? Certo è bello quassù! Puoi chiudere gli impianti; spegnare tutte le luci; chiudere gli occhi e scordarti il mondo. Qui nessuno ti fa del male; sei al sicuro.

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Per la dottoressa Stone la missione a bordo dello Space Shuttle è un modo per scappare da se stessa: allontanarsi dalla Terra per sentire più vicine le cose che ha perduto. E allora, cosa ci trattiene quaggiù?

Me lo domando spesso quando vedo film come quello di Cuaròn. Peccato però che non tutti siamo astronauti professionisti.

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Viaggi nello spazio

viaggio nello spazioIl turismo spaziale però ci dà una soluzione. Da oggi tutti i cosmonauti non professionisti possono “galleggiare nello spazio”. Se fino a dodici anni fa si era trattato di timidi tentativi seguiti da un lungo periodo di pausa, il 18 febbraio scorso Roscosmos e Space Adventures hanno annunciato di aver siglato un contratto per un viaggio di due cosmonauti non professionisti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Un progetto che rilancerà questa particolare forma di turismo.

Unica pecca? Il prezzo. Da un minimo di 250.000 dollari a passeggero, a 20/30 milioni di dollari, fino ad arrivare agli 80 milioni che la NASA ha versato per ciascun seggiolino. Mica male no?

Devi piantare bene i piedi per terra e cominciare a vivere...Hey Ryan...è ora di tornare a casa!

sandra bullock5Confesso che, se solo fossi milionaria, un pensierino ce lo farei anch’io, tanto per assecondare il naturale istinto dell’essere umano a conoscere ciò che non ha mai visto.  

Ma la vera domanda è: una volta lassù, riuscirei davvero a sentire più vicina la mia felicità?

Per quanto meraviglioso possa essere lasciarsi tutto alle spalle, le cose che contano davvero restano lì dove le abbiamo lasciate, insegna Matt Kowalski alla dottoressa Stone. E forse, aggiungerei, mai come guardarle dal di fuori, ci permetterebbe di capirlo davvero.

magda mangano

 

di Magda Mangano

 

 

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Flob flower, il green a portata di click

Spedizioni veloci, piante in perfette condizioni e servizio impeccabile.

flob flower12Decisamente niente male per una startup nata da poco. Flob è un e-commerce giovane ma è già diventato un punto di riferimento per il mondo green online.

Non parliamo solo di acquisto e spedizione di piante per migliorare l'aria di casa ma vero e proprio arredamento di design, con una varietà incredibile: dalle piante grasse alle piante carnivore, passando per i bonsai fino alle piante da esterno e da appartamento.

Flob, una rete verde

flob flowerUn servizio rapido, una pianta in vaso a casa a 48 ore dall’ordine. Un’idea vincente ormai diffusasi in Italia che ormai punta all’estero, con un potenziamento della piattaforma e nuove linee di business.

I vasi sono di design, prodotti artigianalmente in Italia e brandizzati da noi. Flob punta sulla logistica, sulla cura nel trasporto, sull’impegno della consegna gratuita in due giorni.

«Ogni pianta, nella sua eleganza e linea naturale, necessita di essere accompagnata da un vaso che la completi» dice Francesco Bovo. «I nostri, poi, sono vasi prodotti in Italia, il Bel Paese che è invidiato in tutto il mondo per la fantasia e la capacità artigianale di creare opere d'eccellenza. I nostri recipienti sono stati creati partendo dai nostri disegni e con argilla italiana da mani capaci e sapienti».

Online e offline

flob flower 14In Italia praticamente non esisteva il mercato online delle piante. È stato colmato un bisogno e costruito un progetto su uno specifico target di utenti: 30-35enni che hanno familarità con la tecnologia, si ispirano sui social e webzine e blog.

Per il 2019 si aprirà un nuovo canale commerciale: i temporary shop. Il primo sarà a Milano. «Vogliamo andare incontro alle esigenze dei nostri clienti e alla nuova tendenza che vede un legame sempre più forte tra e-commerce e negozi tradizionali».

Per questo, per coinvolgere questo pubblico, il sito usa per lo più digital e social oltre all’adozione di un modello di business che presta molta attenzione alla selezione di piante in vendita, alla user experience, al customer care, alla logistica, al packaging e alla consegna garantita in poco tempo.

Come è stato lanciato l'e-commerce

flob startupLa strategia iniziale è stata quella di creare traffico sul sito per far conoscere l’azienda. I canali principalmente utilizzati inizialmente sono stati Facebook e Instagram, con l’obiettivo primario di costituire una fan base di riferimento.

In seguito sono arrivate le campagne di Google Adwords, keywords e query, aggiungendo poi Google shopping e adv su Bing e Groupon. Il tutto con campagne targetizzate per età e geolocalizzate.

La fidelizzazione successiva del cliente avviene con la newsletter. Inoltre, nel 2017 Flob ha partecipato a Guerrilla Gardeners come sponsor della trasmissione sempre nell’ottica di ampliare la visibilità del brand.

«La relazione con il nostro cliente è da sempre uno dei key point del progetto Flob. Per questo motivo nel 2018 abbiamo scelto di essere presenti con un nostro stand a due delle manifestazioni fieristiche più importanti nel mondo garden che hanno confermato quanto grande sia il desiderio dei clienti di sapere chi c’è dall’altra parte dello schermo» afferma sempre Bovo.

«Vogliamo portare Flob a innovare, stupire, attrarre. Vogliamo offrire un segnale sempre più concreto di presenza: l’obiettivo per quest'anno è sperimentare quindi la nuova formula del temporary shop per andare incontro alle esigenze dei nostri clienti e alla nuova tendenza che vede una compenetrazione sempre più forte tra e-commerce e negozi tradizionali».

 

 

di Irene Caltabiano

 

 

 

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La tua attività è in crisi? Pensa all'e-commerce ma in modo corretto

Vi è mai capitato di avere un’idea geniale?

comprare onlineUn’ispirazione unica, arrivata nel bel mezzo della notte, che siete certi vi porterà un mucchio di soldi?

Fossi nato vent’anni fa, magari avresti dovuto attendere almeno una settimana prima di avviare le pratiche per l’apertura di un negozio e cominciare la ricerca del locale giusto.

Qual è la vera fortuna di vivere in un'epoca digitale? Le possibilità si moltiplicano.

La scelta di un e-commerce potrebbe davvero aprirvi nuove metodologie di guadagno. Tecnicamente, se l’idea che hai avuto è buona, vendere online è molto più immediato..

Le statistiche infatti continuano a evidenziare la crescita di negozi digitali, che rappresentano ancora solo l’8% delle vendite totali.

Che significa? Nonostante Internet esista da almeno vent'anni moltissimi commercianti rimangono ancorati a metodi e mentalità tradizionali. Dunque c’è ancora molto spazio di crescita.

Se ad  esempio si possiede già un negozio fisico ma si sta avendo difficoltà nel vendere i propri prodotti, la soluzione, come spesso accade, sta nel mezzo. Diventare un rivenditore omnichannel può risultare una risorsa utile e stimolante.

Leggi anche: Digital disruption, ovvero come Davide deve allearsi con Golia

L’e-commerce in caso di negozio fisico

e-commerceAprire un’e-commerce ti permette di capire come funziona per i clienti online, quali sono i prodotti più venduti e dunque dà anche possibilità di trasferire i propri prodotti nello store fisico.

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Il web è fatto per effettuare campagne di test che possono risultare troppo rischiose per un’attività commerciale tradizionale. Alcune possono essere gestite più facilmente online per essere poi trasportate offline solo se funzionano davvero.

L’e-commerce poi (grazie a strumenti come la SEO che consente di raggiungere potenziali clienti con chiavi di ricerca diversificate) permette di smistare altrettanto facilmente anche la tua offerta online, consentendoti di ampliare il mercato attraverso l’introduzione di prodotti che magari avresti difficoltà a vendere in store.

Aprire un negozio online? Può essere una buona idea!

Human factor

fattore umanoIn poche parole, sfruttare la tecnica del consiglio del commerciante esperto, che conosce il suo prodotto, e trasformarla nella sua versione digitale. Ogni cliente ama acquistare in un negozio nel quale un addetto alle vendite li possa seguire per trovare la soluzione migliore.

Insomma il fattore umano è molto importante nell’esperienza di acquisto e anche nell’e-commerce. Come riprodurlo? Videotutorial ad esempio, nei quale spieghi perché quel prodotto è adatto a ogni singolo cliente, analizzando diverse casistiche.

Ma puoi anche consigliare alle persone che visitano il negozio e si fidano dei tuoi consigli di acquistare direttamente online dal sito web.

Realizzare giornate di prova può aiutarti a stabilire una relazione quanto mai stretta con i potenziali clienti, che poi acquisteranno online, forti della fiducia che hanno acquisito dal tuo e-commerce, per rendere ancora più semplice per i tuoi futuri clienti l’approccio alla soddisfazione del loro bisogno.

Anche integrare formule di pagamento online e offline per facilitare la vita ai tuoi clienti è una soluzione che li spingerà a acquistare più frequentemente. Non si tratta solo di consentire il pagamento in contanti alla consegna ma anche adottare soluzioni nuove per la lettura rapida delle carte di credito.

Se non puoi aprire un negozio fisico

ecommercePotresti provare a trovare un accordo commerciale con un negozio locale a cui affidare la vendita del tuo prodotto in cambio di una percentuale sulle vendite o di un piccolo affitto.

Magari avere un proprio corner espositivo e la possibilità di effettuare dimostrazioni in store o avere una persona di riferimento all’interno del negozio che promuova anche l’e-commerce.

Lavorare in sinergia può essere una grande opportunità anche per chi ti ospita, perché quando il brand diventerà riconoscibile grazie al web il negozio sarà il tuo rivenditore ufficiale e acquisirà nuovi clienti.

Insomma l'importante è non escludere nessuna possibilità.

irene-caltabiano

di Irene Caltabiano

 

 

 

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