Amici animali

Parchi acquatici, le prigioni del divertimento

Se ti facessero vivere in una stanza piccolissima, senza permetterti di uscire. 

Se ti dessero da mangiare plastica. Se ti rendessero ridicolo di fronte a migliaia di persone. Parliamo per ipotesi, ma i delfini, gli stessi che  negli acquafan ci intrattengono con spettacoli e acrobazie, subiscono questo trattamento quotidianamente.  La punta dell'iceberg sono animali che sguazzano felici, ben contenti di saltare dentro un cerchio o di nuotare con noi. Una volta chiuso il sipario però si torna in prigione. 

Gli intelligenti cetacei sono costretti a vivere in cattività, così la loro aspettativa di vita  si dimezza rispetto agli esemplari liberi.  In natura sono abituati ai grandi spazi aperti; in parchi acquatici e centri turistici vivono in piscine troppo piccole, infastiditi dal cloro che nuoce alla loro salute. Nutriti con pesce surgelato, sono soggetti a carenze alimentari. Quando non vivono nei delfinari invece, li relegano ad angoli di mare con alto tasso di inquinamento e rifiuti. Ingerire plastica, nel migliore dei casi, comporta problemi gastrointestinali; più spesso porta al soffocamento e alla morte. 
 
Ex addestratori hanno denunciato la preoccupante situazione. Nella maggior parte delle strutture infatti mancano veterinari per accudire  i delfini in caso di bisogno. Inoltre ai malcapitati vengono somministrati farmaci e integratori, poichè il cibo è privo dei principi nutritivi base. Sono “solo” animali, penserà qualcuno. Ebbene, alcune madri sopprimono i propri cuccioli per evitare di far vivere le sofferenze della vita in cattività. 
 
I Caraibi, dove i delfinari sono molto diffusi, stanno iniziando a fissare regolamenti per affrontare il problema degli animali in cattività ma le normative esistenti pare vengano applicate raramente, dato che mancano i controlli.
 
Tanta crudeltà per cosa? Un divertimento passeggero. Lasciate liberi i re del mare. 
 
Irene
 
Leggi anche:
 
Iscriviti al canale YouTube >>>
 
Continua...

Efficienza in azienda? Imparate dalle formiche

Organizzate, abituate alla fatica, eccezionali nel lavoro di gruppo e all’occorrenza, ottime leader. 
Non parliamo di migliori aziende a livello mondiale, bensì delle compagne invisibili delle nostre giornate: le formiche.  
Gli animaletti che fanno manbassa di briciole sono stati più volte oggetto di studio per la capacità di lavorare insieme ai fini del raggiungimento di un obiettivo. 
 
Ofer Feinerman, fisico del Weizmann institute of Science (Israele) ha analizzato le strategie  di trasporto delle Paratrechina longicornis, anche dette formiche pazze per la loro andatura apparentemente disordinata. Gli insetti sono stati filmati alle prese con carichi di diversa entità, dai cereali per la colazione ad anelli in silicone di 8 o 16 mm di diametro, a fronte dei loro 2-3 mm. 
 
Risultato? Di fronte a pesi esagerati, integrano perfettamente lavoro di gruppo e iniziativa individuale. Il 90% delle volte infatti  questi insetti agiscono seguendo il flusso, ossia tirando o spingendo nell stessa direzione del resto del gruppo. Nel 10% dei casi invece, una di loro prende l’iniziativa, impulso che, anziché gettare scompiglio nella colonia, si rivela provvidenziale. Le formiche “leader” decidono infatti la strada da fare, che, per istinto, ritengono quella giusta. I capi però , non sono né fissi né prestabiliti. Ogni volta che una di loro possiede maggiori informazioni fa da guida alla squadra. Dopo dieci-venti secondi cede lo scettro del comando a un’altra. Quando il carico è molto grosso, il gruppo si unisce ancora di più. L’iniziativa individuale e la capacità di ostacoli si riduce, optando perrotte dritte e lineari.
 
La gerarchia lavorativa è solo una delle tante cose che hanno meravigliato gli entomologi. Le formiche sono infatti divise in settori professionali. Ci sono le addette alla nursery, le pulitrici, le guerriere. Il passaggio da una classe all’altra avviene con l’età; una sorta di promozione, che consente di ricoprire tutti i ruoli nel corso della loro breve vita. Sono maestre persino nella gestione del traffico; prima che i tunnel del formicaio rimangano bloccati a causa di ingorghi, studiano le strade alternative. Un vero piano regolatore insomma. Per non parlare della costruzione dei formicai. 
 
Forse, la prossima volta, ci penserete due volte prima di impugnare il DDT. 
 
La forza delle formiche...Guarda il video
 

 
Irene
 
Leggi anche: 
 
Iscriviti al canale YouTube >>>
 
Continua...

Il lato oscuro dei teneri video di cuccioli

Che carini! Un orango che alimenta due cuccioli di tigre…che cosa c’è di più tenero?

Il video che sta spopolando sul web americano sembra raccontarci della perfetta convivenza di specie diverse. Non è esattamente così.  Gli animali che vedete in questo video appartengono a T.I.G.E.R.S (The Institute of Greatly Endangered and Rare Species Safari and Preservation Station), attrazione per animali selvatici  a Myrtle Beach, Carolina del Sud.
 
Nonostante la dolcezza che inevitabilmente scatenano tali visioni, la storia presenta un lato oscuro. T.I.G.E.R.S infatti è una delle strutture di allevamento più selvagge degli Usa, mascherata da organizzazione per la conservazione della fauna selvatica. L’azienda offre infatti ai turisti la possibilità di  fare selfies con cuccioli di tigre, nuotare con elefanti  e portarsi a spasso l’orango  presente in questo video.
 
La società però non rivela certo al pubblico che la maggior parte dei loro animali  sono il prodotto di anni di incroci sconsiderati che causano anomalie, cecità e altri disturbi gravi. Ai fini di mantenere i cuccioli così piccoli e coccolosi li 

nutrono solo a base di latte, anche quando dovrebbero abbandonare questo tipo di alimentazione. La dieta a cui sono sottoposti li rende emaciati e sottosviluppati. Ma che importa, se i visitatori impazziscono alla vista di un tenero batuffolo? Gli animali rimessi in libertà, nelle condizioni in cui si trovano, rischierebbero parecchio. È più probabile dunque che  i cuccioli, una volta cresciuti, vengano venduti nel commercio illegale di specie selvatiche o eufemisticamente “scartati”.
 
Non sempre ciò che sembra totalmente innocente lo è. A volte dietro i video di dolci amici pelosi si nascondono crudeltà e strumentalizzazione. Cerchiamo di distinguere tra chi ama davvero gli animali e chi è invece un orribile sfruttatore .
 
Irene
 
Non guarderai più questo video con gli stessi occhi...
 

Leggi anche:
 
 
Iscriviti al canale YouTube >>>
 
 
Continua...

✉ Iscriviti alla newsletter


☝ Privacy policy    ✍ Lavora con noi

Contattaci