La Start Up

La startup immobiliare Dove. it cresce rapidamente: due milioni di euro in 2 mesi dal lancio

Il settore Proptech, ossia dei servizi immobiliari digitali, cresce a dismisura: un esempio viene da Dove.it, che riceve 2 milioni di Euro a soli due mesi dal lancio ufficiale

dove.itLa rivoluzione digitale ha investito il settore tecnologico, sociale e dell’intrattenimento, ma anche il settore di beni e servizi ne sta beneficiando molto: i servizi immobiliari sono certamente in rapida espansione.

Dove.it ne è un’ottima dimostrazione, con l’aumento di capitale di ben 2 milioni di Euro (derivanti tutti da enti privati) in soli due mesi dal lancio ufficiale dell’agenzia immobiliare. Il tutto completamente online.

Il proptech è il termine con cui si indica la trasformazione digitale del settore immobiliare e finalmente vede una crescita anche qui in Italia, grazie all’esperienza dalla startup Dove.it  che ha ricevuto un aumento di capitale di due milioni di euro dopo il lancio avvenuto due mesi prima.

Dove.it, la prima agenzia online-only

dove.itI business angel e gli investitori privati hanno giudicato Dove.it una startup di proptech promettente al punto da investire 2 milioni di Euro per quest’attività che è attualmente presente su Milano e Monza.

L’impresa innovativa immobiliare di Dove.it sfrutta la tecnologia per offrire ai propri clienti esperienze immersive grazie alla realtà virtuale utilizzata per la visita online delle proprietà immobiliari, non tralasciando big data e intelligenza artificiale e puntando inoltre a un’accattivante strategia di marketing.

Quale? Nessuna richiesta di commissioni da parte del venditore e solo il 2,49% per la parte acquirente, con una certificazione notarile per gli immobili trattati.

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In cosa si differenzia Dove.it

dove.itSu Dove.it si apprende da subito il motto della startup, vendere la casa in vendere la casa in 5 settimane, una promessa che affascinerebbe qualsiasi venditore.

Il segreto dell’impresa innovativa immobiliare consiste nei dettagli e nella qualità del servizio, mettendo a disposizione un servizio fotografico professionale, elaborando filmati accattivanti e fornendo planimetrie dettagliate dell’immobile.

La qualità di Dove.it non si risparmia in nessuno dei passaggi della compravendita, proponendo un gruppo di professionisti per ogni tipo di esigenza, dalla necessità di valutare l’immobile alla negoziazione, la possibilità di accendere un mutuo, fino alla necessaria stipula dell’atto di compravendita.

Risultati, obiettivi e sfide di Dove.it

dove.itCon simili presupposti, l’offerta è così allettante che la struttura ha convinto più di 50 venditori che hanno dato mandato di vendita immobiliare a Dove.it, con trattative che rientrano in una fascia economica medio-alta per un valore complessivamente di più di 25 milioni di Euro.

Dopo aver portato a termine le prime vendite e ottenuto i risultati previsti, i finanziatori sono iniziati ad arrivare a frotte per salire a bordo dell’affare Dove.it, consegnando alla startup 2 milioni di Euro.

Adesso per la startup non resta che seguire gli step preventivati di espansione in altre città dopo Milano e Monza, approdando nei prossimi mesi a Genova, Torino e Bologna; inoltre, la sfida è aperta con altri competitor di settore come Casavo, che ha ottenuto 7 milioni di euro grazie all’Instant Buyer che offre, o il sito di vendite peer-to-peer Homepal.

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di Felice Catozzi

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Startup: come fai a decollare se il sito web non funziona?

In Italia lo sviluppo delle nuove aziende tramite il processo di startup sembra essere la via principale per il successo, ma una recente ricerca mostra che quasi ad una Startup su due non funziona il sito web

startup10Non tutti sanno che le startup in Italia vantano un riconoscimento poco edificante come quello di avere un sito web non efficiente o addirittura mal funzionante: se nel 2017 il dato era attestato oltre il 50%, per il 2018 la situazione non è molto migliorata.

Infatti, la terza edizione del Report StartupSEO pubblicato dalla digital agency Instilla riporta che il 44% delle startup italiane non sono in possesso di un sito ufficiale in grado di funzionare sufficientemente.

Presentato nel corso dell’ultima Milano Digital Week, il report dell’agenzia specializzata in conversion marketing Instilla evidenzia come le oltre 9.000 startup presenti sul territorio nazionale non dedichino la giusta attenzione al loro sito web.

Fortunatamente, l’indagine mostra che le imprese innovative seguite da incubatori, acceleratori e investitori siano molto meno in difetto, dove soltanto il 15% di queste ha il sito web non funzionante. Ma vediamo l’analisi regione per regione.

I siti web delle startup in Italia che funzionano

error404Vediamo in ogni regione il numero di startup presenti e la percentuale che supera la sufficienza in termini fruizione del proprio sito web nel 2018 raccolte da Instilla:

Sardegna, 165  - 41.2%

Liguria , 177- 39.6%

Molise , 64 - 37.5%

Trentino-Alto Adige, 249 - 37.3%

Emilia-Romagna, 910 - 34.9%

Lombardia, 2395 - 33.4%

Piemonte, 502 - 33.1%

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Friuli-Venezia Giulia, 224 - 33.0%

Umbria, 183 - 32.8%

Toscana, 419 - 31.7%

Veneto , 867 - 30.8%

Puglia, 387 - 29.5%

Campania, 753 - 28.0%

Abruzzo, 219 - 27.9%

Valle d'Aosta,  22 - 27.3%

Lazio, 1056 - 27.2%

Marche, 350 - 27.1%

Basilicata, 100 - 22.0%

Calabria, 199 - 20.6%

Sicilia,  464 - 19.6%

Perché il sito web delle startup non funziona?

startup15Le motivazioni raccolte da Instilla sono molteplici: la maggior parte dei siti non funzionanti (ne sono ben 2256 in totale) è perché il sito web non è accessibile (66%), altrimenti ancora in costruzione (quasi il 29%) o addirittura il dominio è in vendita (5%).

Ovviamente, questo fa pensare all’utente che cerca quella specifica startup che il progetto sia fallito o che comunque non sia efficiente: molte aziende, infatti, mettono a disposizione un altro sito di cortesia o una pagina ufficiale sui social network e un indirizzo mail per poter comunicare direttamente con l’azienda.

Sembra futile ricordare quanto sia importante al giorno d’oggi per un’azienda avere un’ottima presenza sul web, soprattutto quando si parla di startup.

E invece … bisogna ancora lottare con Ricarica Pagina o altre inefficienze che non permettono di dare fiducia ad un’impresa innovativa. Ed è un vero peccato.

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di Felice Catozzi 

 

 

 

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Al cibo sano e quotidiano ci pensa Beeathy. E te lo porta a casa o al lavoro

Vita metropolitana

mangiare maleChi vive nelle grandi città lo sa bene.

Sa che una pausa pranzo tranquilla può diventare un lusso. Quasi sempre ci si ritrova infatti a consumare un pasto frugale, altamente calorico, tra una metro presa al volo, una visita medica o un appuntamento di lavoro.

Conseguenze? Si aumenta di peso senza speranza.

Leggi anche: Caloriebrands: che succederebbe se le calorie fossero scritte sul packaging?

Beeathy, cibo sano a portata di click

beeathyStefano Bertoli, fondatore di Beeathy, ha provato quest’esperienza sulla sua pelle, lavorando per anni all’estero.

«Mi sono dovuta confrontare con uno stile di vita molto frenetico. A Londra sono ingrassato di ben dieci chili. Successivamente mi sono trasferito a Sidney e qui ho notato che molti colleghi risolvevano il problema ricorrendo a soluzioni su misura come Lite&Easy, servizio di consegna a domicilio di pasti equilibrati nato addirittura nel 1986».

Solo ricorrendo a tale piattaforma il giovane friulano è riuscito a dimagrire e mantenere il peso forma. «Ho dunque iniziato a pensare a un servizio simile per l’Italia. La nostra tradizione culinaria è ricchissima e le aspettative di un italiano a tavola sono più alte rispetto a quelle medie di un europeo. Ho puntato così sulla personalizzazione delle proposte, con quantità per uomo e donna e programmi alimentari mirati per raggiungere determinati obiettivi».

Leggi anche: Cosa significa mangiare sano?

Dalla dieta mediterranea alla vegana

beeathyMa Beeathy non nasce solo con l’obiettivo dimagrimento. C’è anche chi si vuole concentrare su un programma detox o semplicemente consumare menu settimanali con pasti leggeri e di qualità.

Vengono così proposti cinque regimi alimentari differenti, con un’attenzione particolare per vegetariani e vegani, che possono puntare su tante proposte non di ripiego.

In Italia si sta ancora in fase di sperimentazione rispetto all’healthy food. Infatti ci sono già realtà che hanno diffuso macchinette per il cibo sano o che fanno delivery preconfezionato, con le quantità giuste rispetto al numero di persone.

Ma nessuno aveva ancora messo sul mercato un menu settimanale completo, con consegna puntuale ogni lunedì, diversificato anche grazie alla base dei risultati ottenuti con il programma.

L’ordine minimo è quattro pasti, con un contributo spese di trasporto di 4,95 euro. Se si ordinano almeno sei pasti le spese di spedizione sono in regalo. Effettua l’ordine entro giovedì sera e ricevi il menu tra il mercoledì e il giovedì.

beeathyAlcuni piatti presenti nel menu? Mini hamburger di rapa e lenticchie con grano saraceno, tagliata di manzo con polenta, fagioli e noci, parmigiana di zucchine con riso basmati e noci.

Beeathy, nato solo l’anno scorso, conta oggi più di 2mila utenti, in costante crescita e di target vario. Molti sono interesssati solo ai piatti unici i cui prezzi variano da 5,70 a 9,60 euro.

Tra le evoluzioni, l’app Rivemo, un servizio di delivery on demand dedicato a alcune località balneari, e nuove alleanze in vista per l'estate.

Insomma, non abbiamo assolutamente più scuse per mangiare male.

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di Irene Caltabiano

 

 

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