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Naturasì, Natura-no : la terra del bio

Naturasì, Erbolario, NaturHouse.
La moda del bio è in continua crescita. Effetto di continui allarmi sui prodotti chimici? Non si sa, ma è un dato di fatto che sbuchino un pò ovunque negozi di questo tipo. Aprire  un'attività nel settore fa gola a molti. Le soluzioni fai da te però sono rischiose, perciò molti optano per brand già affermati cui affiliarsi. 
 
Quando un prodotto si puo considerare biologico
Il termine biologico è molto utilizzato. Pochi però sanno davvero quali sono le caratteristiche per cui un prodotto possa essere considerato tale.
 
- Utilizzare esclusivamente sostanze organiche come concime. 
 
-Pesticidi e diserbante sono aboliti e deve essere effettuata una rotazione delle colture ogni due anni. 
 
- Lavorare terreni lontani da fonti di inquinamento come autostrade, fabbriche e altri luoghi  che possono risultare inquinati.
 
- Trasformare e conservare i prodotti  senza ricorrere all’ausilio di sostanze chimiche.
 
- Possedere certificazione riconosciuta da apposito organismo  e verificata periodicamente attraverso controlli. 
 
Come aprire un negozio in franchising ?
L’azienda madre  concede l’apertura di un punto vendita generalmente a  un rivenditore indipendente. Il brand dà diritto a commercializzare prodotti sfruttando il marchio e garantisce sia assistenza tecnica che consulenza sui metodi di lavoro.  La catena  può rivendicare solo la  royalty, cioè un fatturato sulla vendite, oppure una commissione  o tassa d’ingresso ( fee). Ciascun marchio pone dei paletti, come dimensioni minime del negozio  o soglia di investimento iniziale.
 
Sette negozi per sette marchi 
Molte aziende ormai concedono il franchising  che, se gestito bene, può diventare parecchio remunerativo.  Ecco sette catene che concedono questa tipologia di affiliazione, suddivise per categoria, dimensione del punto vendita e costo di investimento iniziale.
 
Naturasì (supermercato prodotti bio): prevede una metratura iniziale di almeno 250 mq e un investimento di circa 150.000 – 200.000 euro;
 
Erbolario (erboristeria): 40 mq per 80.000 euro di investimento iniziale;
 
NaturHouse ( consulenza dietetica e nutrizione):  40-50 mq e un investimento iniziale di 25.000 euro.
 
BerryLand (cosmetici naturali): dimensioni punto vendita 40 mq  e  circa 70.000 euro;
 
L’isola verde ( erboristeria): è la catena per cui è richiesta la  metratura più alta, intorno ai 60-100 mq per un investimento pari a 600-700 per mq.
 
Arcadia (cosmetici naturali): è richiesto una metratura di  30/40 mq e un investimento  iniziale minimo.     
 
Benessere e eco-sostenibilità stanno  tornando ad avere un ruolo centrale nella nostra vita quotidiana.
 
Ma è possibile coniugare portafogli e stile di vita sano? Rapporto qualità prezzo nella prossima puntata!  :D
 
Irene
 
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Il Mar Mediterraneo diventerà "Mar morto"?

Quanti pomeriggi passati a guardare le sue increspature, il dolce movimento delle onde, le sfumature di colore al tramonto.
A pensare a quanta vita potesse nascondersi sotto la sua superficie. Il Mar Mediterraneo, il mare nostrum cantato da Omero e omaggiato in migliaia di film , è sull’orlo del collasso. Cause? Esplosione demografica, acquacoltura e inquinamento
 
Un mare piccolo, che racchiude il 18% delle specie marine conosciute, è ormai sul punto di non ritorno. Fauna e flora, secondo lo Stecf  ( Comitato scientifico, tecnico ed economico  della pesca europea) sono destinate a non rigenerarsi. Trasporto marittimo, sfruttamento di risorse minerarie, impianti eolici e protezione dei cetacei sono i problemi a cui si dovrà far fronte.  Cause? Sempre meno pesci per garantire l’approvvigionamento e un aumento impressionante del numero di città sulla costa.
 
 Gli esemplari minacciati dall’ipersviluppo sono soprattutto monache, tonni rossi e squali. Il raddoppio del canale di Suez inoltre farà esplodere rischi di collisioni e inquinamento, rumore  sottomarino e ingresso di  specie che possono alterare gli ecosistemi tradizionali.
 
Il Mediterraneo attira ogni anno 300 milioni di turisti ed è la seconda  maggiore destinazione delle crociere mondiali. Ormai è troppo tardi per preservare questa ricchezza.   
 
Irene
 
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INCI, non c'è trucco senza inganno

Creme per il viso, lozioni-corpo, fondotinta, rossetti. 
È sempre più difficile  capire quali cosmetici non sono dannosi per la nostra pelle. Soprattutto noi femminucce scegliamo con troppa noncuranza il trucco giornaliero, non considerando allergie e danni all'epidermide. Le etichette non sono di grande aiuto al consumatore, dal momento che naturale, green, ecologico sono termini spesso usati impropriamente. 
 
Anche i prodotti che contengono una dose minima di ingredienti atossici vengono etichettati come bio e toccasana per la pelle. L’INCI (Elenco Ingredienti Cosmetici) non sempre è di facile lettura e c’è anche da considerare che molti prodotti sono tollerati finchè non risultano dannosi. Basti pensare al Bisfenolo A, utilizzato per anni nella produzione di biberon ,ciucci  e altri prodotti per la prima infanzia. 
 
Gillian Deacon, nota presentatrice americana famosa per il suo impegno eco-friendly, ha elencato nel libro There’s Lead in Your Lipstick: Toxins in Our Everyday Body Care and How to Avoid Them  i venti prodotti più pericolosi presenti nei cosmetici.  Ecco come riconoscerli e evitarli.
 
Catrame di carbon fossile: noto carcinogeno vietato nell’Unione Europea, impiegato nei trattamenti antiforfora, prodotti anti-pidocchi e cura della pelle secca. 
 
Le Monoethanolamine (MEA), le Triethanolamine (TEA) e le Diethanolamine (DEA) sono sostanze potenzialmente cancerogene impiegate come emulsionanti e schiumogeni nei docciaschiuma, nei bagnoschiuma e negli shampoo;
 
Tensioattivi etossilati e l’1,4 diossano: quest’ultimo non viene nemmeno elencato nelle etichette perché sottoprodotto ricavato dall’aggiunta dell’ossido di etilene, ingrediente cancerogeno. Il composto viene impiegato per diminuire la durezza di altre sostanze chimiche, molto usato nei prodotti per l’igiene dei neonati.  Evitare dunque qualsiasi cosmetico che riporti sull’etichetta un ingrediente contenente la formula ETH;
 
Formaldeide:  sostanza fortemente irritante e potenzialmente cancerogena vietata nell’UE. Si trova in tinte per capelli, smalti e altri prodotti per unghie, ciglia finte e shampoo.
 
Profumo: spesso dietro questa dicitura si nascondono gli ftalati, sostanze irritanti che possono causare vertigini, mal di testa, asma e allergie. Questi elementi possono inoltre causare alterazioni di sistema endocrino, cancro e danni a polmoni, cuore, reni e fegato;
 
Idrochinone ( o chinolo): ingrediente tossico e cancerogeno utilizzato per schiarire la pelle. In Gran Bretagna è stato messo al bando per motivi di sicurezza;
 
Piombo: sostanza cancerogena contenuta in rossetti e tinture per capelli. Non viene elencata sulle etichette perché si tratta di un contaminante non di un ingrediente;
 
Mercurio: noto allergene che può compromettere lo sviluppo cerebrale. Si trova nei mascara e in alcuni colliri.
 
Olio minerale: sottoprodotto del petrolio, spesso impiegato nella produzione di gel, creme idratanti e lozioni per bambini. Appesantisce la pelle, creando un film opprimente sulla cute e impedendo all’epidermide di respirare ed espellere le tossine.
 
Parabeni: conservanti tossici utilizzati in moltissimi cosmetici che possono causare disfunzioni del sistema endocrino e cancro.
 
Estratto di placenta: impiegato in alcuni prodotti per la cura della pelle e dei capelli, può causare danni al sistema endocrino;
o Glicole polietilenico (PEG), sostanza utilizzata per favorire l’assorbimento e la penetrazione dei prodotti, spesso in combinazione con 1,4 diossano e ossido di etilene, due noti cancerogeni;
 
Emollienti siliconici: utilizzati per rendere morbidi e soffici i composti, non sono biodegradabili, soffocano la pelle e possono scatenare irritazione della cute e insorgere del cancro;
 
Laurilsolfato di sodio (SLS, SLES): sgrassatore un tempo impiegato in campo industriale, ora utilizzato per rendere schiumosi i saponi. La pelle lo assorbe molto velocemente, con il rischio di irritazioni;
 
Talco, simile nella composizione all’amianto, si trova in polvere in prodotti per bambini, ombretti, blush e deodoranti. Il talco è stato di recente collegato all’insorgenza di cancro alle ovaie e a disturbi respiratori.
 
Triclosano: sostanza cancerogena e tossica per il sistema endocrino, contenuta in molti disinfettanti per le mani, deodoranti e antibatterici.
 
Informazioni del genere vi fanno intuire quanti prodotti tossici spalmiamo quotidianamente sulla pelle. Niente paura. Oggi ci sono molte app che consentono con un click di capire quanto il prodotto che abbiamo in mano sia dannoso. Le più famose? Biotiful, Cosmetici e Inci Ok. Volete scoprire come funzionano? Alla prossima puntata…
 
Irene
 
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