Cosmetici e INCI: quante sostanze dannose utilizziamo ogni giorno?

Provate a pensare a quanti cosmetici si utilizzano ogni giorno per la propria igiene personale: dentifricio, sapone per le mani, bagnoschiuma, shampoo, balsamo, sapone intimo, scrub, schiuma da barba, dopobarba, crema depilatoria, lozione post-depilatoria, profumo, deodorante, smalto, trucchi, crema per il viso da giorno, crema per il viso da notte, crema idratante per il corpo, crema nutriente per il corpo, crema per le mani, crema anticellulite, crema per le smagliature, siero anti-rughe e innumerevoli altri prodotti probabilmente inutili. Se poi volessimo elencare anche i prodotti per la pulizia degli ambienti, la lista non finirebbe più. Ma davvero abbiamo bisogno di tutti questi detergenti per essere “puliti”? Ma soprattutto, siamo sicuri che tutti questi prodotti siano ben tollerati dalla nostra pelle? 

Cosa ci stiamo spalmando?

Così come abbiamo imparato a leggere le etichette degli alimenti, dovremmo imparare a leggere anche quelle dei cosmetici. L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la denominazione internazionale utilizzata per identificare le sostanze presenti in un prodotto cosmetico. La lista degli ingredienti è scritta in ordine decrescente di concentrazione, pertanto, se al primo posto troviamo una sostanza particolarmente aggressiva, significa che stiamo utilizzando un prodotto che forse andrebbe bene anche per lavare i piatti. Fino a qualche anno fa trovare un cosmetico non testato sugli animali e privo di sostanze dannose significava recarsi in erboristeria e sborsare più di 10 euro per un banale bagnoschiuma, ma oggi è possibile trovare ottimi prodotti anche nei supermercati. Ad esempio, sia Coop che Esselunga vendono una propria linea di cosmetici con un ottimo INCI a un prezzo più che accessibile. Un validissimo aiuto nell’interpretazione dell’INCI dei cosmetici è il Biodizionario di Fabrizio Zago. La guida è realizzata in maniera molto semplice: le sostanze innocue sono classificate in verde, quelle “ni” in giallo e quelle pericolose in rosso. Ora andate in bagno, prendete il vostro shampoo qualunque e analizzatelo: vi stupirete di quanti bollini rossi avrete accumulato! Come per l’alimentazione, anche nel mondo dei cosmetici sta al consumatore la responsabilità di informarsi per non accontentarsi di ciò che gli viene servito dalla pubblicità.

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