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10 modi di affrontare la crisi a Napoli

Anche se i giornali parlano di superamento della crisi economica, esistono persone e famiglie che continuano a vivere sul lastrico senza sapere come portare la pagnotta a casa. 

Ebbene questo articolo è dedicato a tutti coloro che la crisi non l’hanno superata e che quotidianamente sono costretti ad inventarsi qualcosa pur di sopravvivere!
 
Arte di arrangiarsi (dei napoletani e non solo)
Dovete sapere, infatti, che per i napoletani la crisi non è mai esistita perchè non c’è mai stato lavoro a Napoli!
Di qui i mille modi per sopravvivere ed arrivare non a fine mese, ma a fine giornata!
 
Cosa sono costretti a fare per vivere? 
Ce lo dice un articolo di “lettera 43” (che riportiamo parzialmente) che ci indica dieci modi per sopravvivere dei napoletani
 
Ecco la Top 10 del Rimedio Anticrisi by Napoli©
  1. IL METODO CIARAVOLO.
    Uno scenario desolante. Eppure, in qualche modo a fine mese è necessario arrivare. E molti napoletani, secondo la vulgata comune «maestri dell'arrangiarsi», si sono rimboccati le maniche. E così via libera alla creatività anti-crisi. Anzi, «creattività» (con due t) come preferisce definirla Claudio Ciaravolo, lo psichiatra che nel maggio 1989 inventò la maglietta su cui era stampata una finta cintura di sicurezza.
    L’idea fece il giro del mondo. Ora Ciaravolo tiene corsi nei cinque continenti. «Nessuno meglio di un napoletano», ha rivelato con una punta di orgoglio a Lettera43.it, «può insegnare l’arte della flessibilità: ci vogliono idee semplici ma inedite per far soldi o risparmiare nonostante la crisi». Anche se non sempre gli stratagemmi rientrano nell'illegalità.
  2. DA EDUARDO ALLE ESCORT.
    Gli esempi si sprecano: in Napoli milionaria Eduardo De Filippo denunciava la piaga della «borsa nera». Anni dopo Pupetta Maresca, vedova “vendicatrice” del boss Pasqualone ‘e Nola, vendeva i vestiti usati per sopravvivere.
    A Torre del Greco acerbe studentesse e mature casalinghe si sono fatte escort per raggranellare un po’ di euro senza dir niente a compagni e mariti imbarcati e lontani. Ecco allora 10 modi per arrotondare: alcuni sono da sperimentare. Per altri, border line o illegali (eppure diffusissimi), è meglio lasciar perdere. 
  3. L'ARRIFFATA.
    A illustrare la cosiddetta «arriffata» è Salvatore Manna autore di un libretto, Cafone sarà Lei, che affronta proprio il tema dell’arrangiarsi: «Un giovane femminiello gira a piedi per il rione e tra le mani ha un cestello contenente 90 numeri da estrarre. Ogni numero costa un euro. Chi indovina, vince 60 euro. Trenta euro vanno al femminiello. Più la regalìa, a piacere. In un giorno, le estrazioni sono parecchie». L’«arriffata» sta spopolando nel rione dei Miracoli. C’è già chi è pronto a esportarla in altri quartieri.
  4. LUCE A SCROCCO.
    Si intesta la bolletta Enel a un 90enne indigente. Se l’Enel, vista la morosità, sospende l’erogazione, si stacca il filo dal contatore e si collega la centralina direttamente all’impianto. Da quell’istante, la luce è gratis.
    Nei Quartieri spagnoli è frequente avvistare individui in tuta da operaio che si aggirano per le case per fare il lavoretto. Il metodo a bolletta zero costa 500 euro. Si tratta, ovviamente, di una truffa. Ma sono in molti a ricorrere a questo espediente rimanendo impuniti.
  5. TAGLIANDO BLUFF.
    Sono migliaia a Napoli gli automobilisti che si muniscono di un tagliando falso dell'Assicurazione Rc auto da affiggere sul cruscotto. E addio pagamento della polizza.
  6. STADIO GRATIS.
    Chi compra un biglietto per lo stadio San Paolo sa di accaparrarsi un tesoretto. Con un biglietto, infatti, è possibile far entrare (in cambio di denaro, ovviamente) un’altra persona. E anche due. O tre o di più ancora. Come si fa?
    Per saperlo, basta osservare quel che a ogni partita accade agli ingressi fra spintoni, urla, finte risse e occhiolini. Un altro modo, fruttuoso, per far soldi è il commercio illegale dei gadget targati Insigne o Hamsik. Pupazzi, ciondolini, penne, bavaglini: il presidente De Laurentiis si arrabbia, ma l’illecito business dilaga.
  7. SPESA LAST MINUTE.
    Spesa last minute significa acquistare il cibo nei mercatini rionali a un’ora tarda, quando ormai gli ambulanti sono costretti a svendere. «Man mano che i portafogli si svuotano», ha confermato la Caritas, «si tende ad arrivare al mercato sempre più tardi. I commercianti ci avvertono che tante famiglie salteranno il cenone della vigilia e molti acquisteranno il cibo per il pranzo di Natale solo la mattina del 25 dicembre».
  8. SOSTA VIA SMS.
    Il metodo del parcheggio via sms è semplice: si blocca di fatto il tratto di una strada o di una piazza con sedie o altro materiale da ingombro. Una volta assicurato il posto per cinque o 10 vetture, si lancia rapidamente il passaparola nel quartiere: «Chi vuole prenotare il parcheggio può spedire un sms al seguente numero. Chiedere di Pasqualino. Precisare fascia oraria. Prezzi modici».
    La procura ha già denunciato un po’ di ragazzotti, ma il business non ne ha risentito. A occupare il posto viene spesso delegata una giunonica signora seduta su una sedia. Nessuno oserà mai chiederle di spostarsi. È previsto un bonus anche per lei.
  9. RI-VENDITA DEI DEFUNTI.
    La ri-vendita dei defunti è uno stratagemma macabro, per carità. Quasi horror. Però il guadagno è sicuro.
    Basta puntare sulle tombe più antiche, quelle dove nessun familiare si reca più in visita. Si svuota la tomba, si libera il posto, si rivende il loculo (ormai vuoto) al miglior offerente. Assurdo? Sì, però si fanno affari d’oro. Ed è appena accaduto al cimitero di Poggioreale.
  10. LA CATENA DEI SOSPESI.
    La catena dei “sospesi” è un sistema che fa risparmiare un sacco di soldi per colazioni, pranzi e cene. A Napoli l’usanza del caffè «sospeso», cioè pagato da un avventore a vantaggio dei clienti poveri con la crisi è ripresa alla grande estendendosi anche ai ristoranti e alle trattorie popolari. In tanti ne approfittano grati.
    E c’è chi sta per lanciare anche la Pizza sospesa per i più bisognosi. (Napoli una Margherita costa ancora 2,50€, ndr)
    Guarda il video

Tutto qui? 

Beh, ci si può sempre fermare a un semaforo, come è accaduto a un anziano pensionato, e «arrotondare» lavando i vetri delle automobili, cioè rubando il mestiere a vu’ cumprà e pachistani. Oppure, tentare la sorte.
Eccoli i numeri buoni: 55 la miseria, 87 la ricchezza, 72 l’espediente, 28 i soldi.  Quaterna secca, sulla ruota di Napoli!

Simona
Blogger napoletana

 
 
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Facebook arriva anche nei campi profughi

Il business di Mark Zuckerberg vuole estendersi anche ai campi profughi.
E’ l’idea che ha lanciato il fondatore di Facebook al Summit of the Americas, New York aprile 2015. 
 
Tutto nasce dalla considerazione che la connessione internet estesa anche a questo tipo di utenti apporterebbe certamente numerosi benefici a Facebook ma, ancora più importante, essa può considerarsi uno strumento di tutela dei diritti umani e di diffusione del concetto di pace. Possiamo, difatti, affermare che la maggiore diffusione di internet comporterebbe un tipo di informazione più dettagliata sui fatti e gli avvenimenti tale da rendere più consapevoli gli utenti dei propri diritti.
Del resto molti profughi e rifugiati hanno testimoniato che la connessione avrebbe facilitato i loro contatti con le famiglie e  consentito di fuggire attraverso percorsi meno rischiosi.
 
In realtà  Zuckerberg fa un vero e proprio appello sul “New York Times” assieme a Bono Vox :“Per unire il mondo, collegatelo!”, ed ancora,“Internet non dovrebbe appartenere solo a tre miliardi di persone, come è oggi. Dovrebbe essere considerato come una necessità per lo sviluppo, e uno strumento che rende possibile cose ancora più grandi”. 
 
Certamente è un business che aumenterebbe il fatturato del “signor Facebook” ma, d'altronde, come egli stesso afferma:
Connettendo più persone nei paesi in via di sviluppo, abbiamo l'opportunità di creare più di 140 milioni di nuovi posti di lavoro, sollevare dalla povertà 160 milioni di persone e dare a 600 milioni di bambini l'accesso a strumenti di apprendimento", con ciò contribuendo a sradicare la povertà nel mondo.  
 
Resterebbe da stabilire soltanto come potrebbe realizzarsi questo progetto in collaborazione con l’Onu  poiché allo stato Zuckerberg non l’ha specificato.
 
 
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LEAGUE OF LEGENDS: MONDIALI ALLE PORTE

Partirà il primo ottobre la fase a gironi dei mondiali di League of Legends, quello che con un miliardo e cinquecento milioni di ore giocate ogni anno (e la cifra è in costante crescita) è diventato il gioco online più giocato della storia. Solo per avere un’idea della portata del fenomeno, si contano oltre 70 milioni di utenti nel mondo, con un numero di accessi giornalieri che nel 2013 ha superato Instagram di oltre 4 milioni. La competizione si svolgerà in diverse tappe europee e riempirà gli stadi e gli auditorium di Parigi e Bruxelles, passerà per Wembley e si concluderà la notte di Halloween al Mercedes-Benz Arena di Berlino. La squadra vincitrice si aggiudicherà un milione di dollari per un montepremi totale che supera i due milioni. A sfidarsi saranno ragazzi di tutto il mondo, veri professionisti dei videogame abituati ad allenarsi anche per più di otto ore al giorno.

 
 
 
Ma cos’è League of Legends e com’è diventato un fenomeno globale?
 
Lol è un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), un gioco a squadre in cui due team si affrontano su una mappa allo scopo di distruggere la base avversaria. Il gioco, che nella scorsa primavera è stato accusato da un reportage di Pablo Trincia su Servizio Pubblico di creare dipendenza, negli Stati Uniti è stato riconosciuto sport professionistico dopo un processo lungo e travagliato. Intorno al mondo di League of Legends corre un giro d’affari di milioni di dollari, con sponsor del calibro di Coca-Cola, Samsung e BenQ. 
 
Il segreto del suo successo è condensato in un mix di caratteristiche: il gioco è un free-to-play completamente gratuito e meritocratico, poiché gli unici acquisti consentiti riguardano una serie di migliorie grafiche che non permettono a chi spende di più di superare gli altri; è in costante aggiornamento, con lo sviluppatore Riot che riesce a monitorare e sfruttare continuamente i consigli della community; dosa perfettamente la componente strategica con l’adrenalina di una competizione basata sull’azione. Essenziali sono poi le iniziative di contorno, che hanno l’obiettivo di coinvolgere sempre di più gli appassionati. Parliamo di fumetti, gadget e video dalla qualità hollywoodiana, senza considerare le migliaia di youtuber che continuano a macinare visualizzazioni e fanno dei canali tematici sul gioco la propria professione.
 
 
 

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