Se i macellai scarseggiano e i buoi inquinano

Ammazzare gli animali? Chiedetelo a qualcun altro.
I canadesi rifiutano l’impiego da macellai, lasciando agli immigrati stranieri il compito di sporcarsi le mani, nonostante crisi e mancanza di lavoro. «Nella presente situazione, dove stiamo assistendo a questi periodi di congiuntura difficile, è una circostanza molto particolare quella di aver dovuto ricorrere a lavoratori temporanei stranieri per occupare le posizioni scoperte» ha detto il ministro federale per l’occupazione MaryAnn Mihychuk. « Il nostro obiettivo è quello di fornire maggiori finanziamenti ai canadesi per ottenere le competenze necessarie e aiutare le aziende a reclutarli ».
 
Anche Ray Price, presidente di Sunterra Group, società che si occupa del macello di maiali, avrebbe bisogno di almeno venti impiegati nella sua azienda. Anche venticinque, se solo riuscisse a trovarli. E allora, come in molti altri casi, dove si vanno a cercare le risorse? Tra chi non ha niente da perdere, i rifugiati, nella maggioranza siriani. Ma non è così semplice come sembra, perché la religione islamica impone sia di  non mangiare carne, sia, eventualmente, un preciso rituale di macellazione. Il fenomeno sarà un caso o dipende dalla diffusione della sensibilità a certe tematiche?
 
Il sondaggio
Un studio condotto da statistics.com, uno dei maggiori siti statunitensi di indagini sociali, ha evidenziato come ormai in America il 60% della popolazione abbia un’alimentazione basata solo su frutta e verdura. Le cifre sono 7, 3 milioni di vegetariani, un milione e mezzo di vegani e 22, 8 milioni di persone orientate verso questo stile di vita. Le motivazioni? Salute, rispetto per l’ambiente e trattamento etico degli animali. 
 
Il video
E se si realizzasse davvero lo scenario auspicato da molti vegetariani, cioè se la richiesta di carne edibile fosse completamente annullata? Il canale youTube AsapScience, dedicato a divulgare la scienza in modo comprensibile a tutti, afferma che lasciando liberi i circa 33 milioni di chilometri quadrati oggi usati come terreni da pascolo (un territorio equivalente alla grandezza dell’Africa) potrebbero diventare desertici e incolti. 
 

Ebbene, non sono  i treni, le automobili, gli aerei a produrre la maggiore fetta di inquinamento, ma i bovini. Il metano prodotto dagli escrementi dei ruminanti aumenta l'effetto serra e risulta più nocivo dello smog delle auto. La cosa positiva potrebbe essere probabilmente un minor consumo di acqua, considerando che circa il 70% viene utilizzato per scopi agricoli. 
Nel video si fa riferimento anche al fatto che oggi l’allevamento del bestiame, a parte il caso Canada, dà ancora lavoro a circa un miliardo e  mezzo di persone nel mondo, che potrebbero avvicinarsi ad altri settori come non trovare più una collocazione.
 
Sarà il caso di cominciare a spostare lo sguardo anche su altri temi e non solo sul consumo del cibo? Diminuire la quantità di carne sì. Lottare contro gli allevamenti intensivi è ragionevole. Ma diventare tutti erbivori? Forse non avrebbe senso. 
 
 
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