Il cyberbullismo può distruggere un ragazzo

Dalle palline di carta agli insulti in rete

Ti è mai capitato di non essere invitato alla festa di compleanno di un compagno di classe? Di restare solo durante la ricreazione a scuola? Di sentire cattiverie e voci false sul tuo conto messe in giro da qualcuno che voleva danneggiarti agli occhi degli altri?

Se sei nato prima degli anni Duemila, probabilmente avrai sperimentato queste forme di esclusione e di prepotenza, tutte riconducibili al bullismo.

Gli adolescenti di oggi, oltre a scontrarsi con i tentativi di isolamento e di prevaricazione che i bulli attuano di persona, devono difendersi dai nuovi pericoli che derivano dalla rete.

Ormai tutti i ragazzi, già dalla scuole medie – se non prima – hanno dispositivi informatici con cui collegarsi ai social network per scambiare informazioni e messaggi con gli amici.

È facile che in un contesto del genere qualche bulletto che ha preso di mira un compagno di classe possa offenderlo pubblicamente sulla sua bacheca di Facebook, pubblicando fotografie umilianti e deridendolo davanti a tutti, sulla piazza virtuale del web.

Cos'è il cyberbullismo?
Le vittime di cyberbullismo ricevono costantemente messaggi diffamatori suoi propri cellulari tramite sms, Whatsapp e le altre chat, oppure sui loro profili social, da parte di coetanei che di solito iniziano a molestarli “per scherzo”, non rendendosi conto del male che fanno.
 

Immagina di essere un adolescente che si collega su Facebook e legge tutti i giorni offese e prese in giro sul suo conto, che scopre l’esistenza di gruppi in cui viene diffamato dai prepotenti della classe e che gli altri compagni li appoggiano, un po’ per cattiveria, un po’ per vigliaccheria.

Ti sentiresti umiliato, insultato, ferito. Ma soprattutto solo e indifeso.

Sono molti i ragazzi che, a causa delle offese e delle persecuzioni ripetute nel tempo, entrano in depressione, non vogliono più andare a scuola, sviluppano ansia e vari disturbi fisici, come emicrania e mal di pancia, o perdono la fiducia in se stessi. Nei casi più estremi, tentano il suicidio.

Come intervenire

Per fortuna, gli adolescenti e i loro genitori hanno molti strumenti a disposizione per combattere il cyberbullismo. Per citarne alcuni, Facebook ha messo a disposizione dei suoi utenti una piattaforma gratuita in cui trovare preziosi consigli per difendersi dal fenomeno. Ricordo, poi, "Una vita da social", la campagna della Polizia di Stato per insegnare ai ragazzi come usare internet in modo consapevole.

Senza contare che, nei casi più gravi, il cyberbullismo può essere classificato come atto persecutorio o stalking, e quindi essere punito dalla legge in quanto reato.

Se hai un figlio adolescente e scopri che non vuole più andare a scuola e partecipare alle gite con i compagni, che inizia a soffrire di malesseri fisici o che viene abbandonato dagli amici, stagli vicino e cerca di capire se è vittima di bullismo o di cyberbullismo. È fondamentale che senta di non essere solo e di potersi fidare di te per confidarsi.  

 Rosa Cambara
 Blogger

 

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