Fritto: la scienza ha i suoi buoni motivi per assolverlo

«Se lo dice la scienza…» in un’epoca come quella attuale in cui ogni occasione è buona per affermare tutto e il contrario di tutto, neanche la ricerca ci offre risposte univoche e incontrovertibili. Neppure i nudi e crudi dati, le evidenze numeriche, ci rassicurano, perché ormai, anche in questo campo, ogni cosa è suscettibile di revisione … e relativismo. Tutto dipende dal punto di vista attraverso cui si approcciano le cose.
 
 
 
Stavolta, a essere riabilitato agli occhi dell’opinione pubblica, è il famigerato fritto. Merito – se così si può dire – di uno studio made in Spagna (Università di Granada, per la precisione), dal quale sarebbe emerso che alcune verdure conserverebbero meglio le loro proprietà non a seguito di bollitura, bensì di frittura. Questa procedura svilupperebbe infatti una maggiore quantità di acido oleico e antiossidanti che, nel lungo periodo, ci proteggono da cancro, diabete e problemi alla vista.
 
Andate … e friggete, quindi. Ma, come per altre attività, diciamo così, ludiche, meglio essere accorti e prendere qualche precauzione. Dunque, se volete abbandonarvi ai piaceri della gola limitando scrupoli e sensi di colpa, fate attenzione alla temperatura dell’olio (non deve superare i 180 gradi), e asciugate quello che avete cotto con carta assorbente. Detto questo…buon appetito!
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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