Olio di palma: è davvero così pericoloso?

Sarà sicuramente capitato anche a voi di aver letto almeno un articolo in cui si demonizza l’olio di palma

Anche Report, il programma d’inchiesta di Milena Gabanelli, ha dedicato una puntata all’argomento.

Ma cosa c’è di vero?

L’olio di palma è un grasso tropicale, derivato dai frutti di alcune varietà di palme, che ben si presta, per le sue proprietà e il suo basso costo, all’industria alimentare. Lo troviamo in  tantissimi prodotti della grande distribuzione: biscotti, fette biscottate, cracker, merendine, creme spalmabili e via discorrendo. Sembra che l’olio di palma al momento sia il nemico numero uno da combattere nel campo dell’alimentazione: ma questa sostanza è davvero così dannosa come ci vogliono far credere?

A quanto pare sì, ha degli effetti collaterali che si ripercuotono sulla nostra salute e sull’ambiente, ma il quadro apocalittico che numerosi siti web dipingono è esagerato.

 

Si dice che sia responsabile, se consumato in dosi eccessive, di malattie cardiovascolari, questo a causa dell’alto contenuto di grassi saturi. In dosi eccessive è il punto chiave: anche il burro (seppur biologico, seppur prodotto a mano con il latte della mucca più felice del mondo) se assunto in quantità elevate, fa male.

Veniamo alla questione ambientale

La coltivazione intensiva di palme, concentrata soprattutto nel Sud Est Asiatico, ha causato una massiccia deforestazione, l’innalzamento dei gas serra, ha portato alla distruzione del naturale habitat di molte specie,  per non parlare dello sfruttamento dei lavoratori. 

Ma se all’olio di palma si sostituisse un’altra sostanza, le conseguenze non sarebbero le stesse? 

Forse il demone non è tanto questo famigerato grasso, ma l’industria alimentare, lo stile di vita occidentale che vuole tanti ipermercati arredati con scaffali strabordanti di squisite schifezze. Boicottare l’olio di palma, se dietro non c’è un’alternativa più sostenibile, se lo scopo non è un radicale cambiamento delle nostre abitudini, un ripensamento dei nostri consumi,  non è una soluzione.

di Vale B.