Costa Rica, il paradiso 100% rinnovabile

Essere un Paese piccolo non significa non avere alcuna influenza sul resto del mondo.
La Costa Rica lo sa bene e, dopo l’abolizione completa dell’esercito, si prepara a quella dei combustibili fossili. Da 75 giorni infatti  tutte le luci del paese si accendono grazie a fonti  rinnovabili. La pioggia consistente ha riempito gli impianti idroelettrici, gli stessi che l’anno scorso hanno assicurato l’80% del totale dell’energia pulita; il 10% viene invece da geotermia e da altre fonti. 
 
I ticos, come vengono comunemente chiamati gli abitanti della zona, hanno fatto della natura il loro punto di forza nella competizione per il turismo globale. Certo, l’essere uno Stato di modeste dimensioni ha reso questo percorso più semplice ; ma ciò non significa nulla. Anche il Lussemburgo, Paese relativamente piccolo, dà un buon contributo al riscaldamento globale per il numero di auto pro capite.
 
La nuova scommessa è diventare carbon neutral entro  il 2020 puntando su biofuel, veicoli ibridi  e fonti rinnovabili e su una tassazione che scoraggi l’inquinamento. L’obiettivo è il mantenimento e il rafforzamento del patrimonio forestale  e lo sviluppo della green economy, rinunciando allo sfruttamento petrolifero. Il Costa Rica non è un caso isolato; anche in Cina fotovoltaico ed eolico crescono velocissimi e nel 2013 hanno superato il carbone come fonte di energia. 
 
Le prospettive sono molto positive. Si stima che entro il 2020 un chilowatt su tre in Europa sarà generato da fonti rinnovabili e in alcuni paesi il 100% dell'elettricità sarà verde. Speriamo che l'onda partita dal Costa Rica non si arresti.
 
 
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