Wedding reporter: una professione per raccontare 50 sfumature di felicità

Nell’epoca del precariato “dalla culla alla tomba” il lavoro bisogna inventarselo. Affrontare il fuoco incrociato di sfide, pressioni e stimoli vivendo come su ininterrotte montagne russe. Così, in un mercato sempre più saturo in termini di offerta, per spiccare è necessario affinare creatività e coraggio sfruttando il momento propizio. Sono questi gli “ingredienti” che rendono particolarmente interessante la storia di Simona Buracci. Perché? A spiegarlo è proprio lei …
 
Qual era stato il tuo percorso lavorativo prima di diventare wedding reporter?
Sono laureata in Scienze della Comunicazione e sono una giornalista professionista. Ho accumulato 20 anni di esperienza tra tv, siti internet, quotidiani e uffici stampa. Due anni fa ho aperto la partita iva perché il mercato del lavoro, nel mio settore ma non solo, non riesce più a offrire impieghi di una certa sicurezza. Anzi, non offre più impieghi…
 
Quando hai deciso di “convertirti”?
Nei mesi scorsi, vedendo che il periodo non era dei più semplici, e che il lavoro negli uffici stampa comunque va a periodi, ho deciso di farmi venire un’ idea diversa, da portare avanti parallelamente all’attività di giornalista free lance. Il punto di partenza è stato quello che so fare,  cioè scrivere. Per questo, navigando sul web, mi sono imbattuta su questa nuova professione, che in Italia esiste già, anche se siamo in pochi. La wedding reporter è una figura che nasce all’estero, da poco è arrivata da noi. Mi è sembrata subito una cosa adatta a me: raccontare in un libro il giorno del matrimonio.
 
 
Come spiegheresti quello che fai ai non “addetti ai lavori”?
Si tratta di presenziare al giorno del matrimonio di una coppia, proprio come fa il fotografo, e raccogliere tutte le sfumature e i colori di quella giornata; parlare con gli sposi, con gli amici, i parenti e costruire, su tutti questi appunti, un vero e proprio libro, che sarà un ricordo bellissimo da leggere e rileggere. Si inserisce qualche foto, una copertina di impatto e il libro è pronto per essere “vissuto” ogni volta che si vuole. In realtà, un libro può essere scritto anche per altre occasioni della vita, come la nascita di un figlio, un anniversario di matrimonio, un’amicizia preziosa. Perché limitarsi solo al giorno del matrimonio?
 
 
Quanto si guadagna mediamente al mese? È possibile farne l’occupazione principale?
Bella domanda… non esistono tariffe, tutto va calibrato sulle richieste di chi ti commissiona il libro. Va considerato che oltre al mio lavoro di raccolta informazioni e scrittura, c’è quello del grafico che impagina e poi il costo di carta e stampa. Diciamo che si parte dai 300 euro a libro. Per farne l’occupazione principale bisognerebbe chiedere cifre più alte, anche perché le ore di lavoro sono tante, ma credo che ancora le persone non siano pronte a capire il valore di questi libri e del lavoro che ci sta dietro. Con il tempo, vedremo!
 
 
 
 
 

 

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