Siete viaggiatori incalliti? Potreste avere la sindrome del wanderluster

Stamattina ho appreso di essere malata.

Malata di viaggi per la precisione.  A quanto pare potrei avere un gene in più, quello che mi costringe a pensare continuamente di andare altrove. La patologia si chiama Sindrome di Wanderlust, parola di origine tedesca, fusione tra wander, desiderio, e last, girovagare e affligge chi ha sempre una valigia mezza piena di fronte alla porta. Non si sa mai.

L'identikit

Il malato  di Wanderlust non sa resistere al fascino della partenza, anche solo con il pensiero. Viaggia ad occhi aperti e si chiede che ore siano in quel momento a Bangkok o a Los Angeles. La sua homepage? Pagine di offerte di voli o treni. Il denaro, per il viaggiatore incallito, ha valore solo in base a dove ti può portare. Quando entra in libreria si dirige subito allo scaffale delle guide alle destinazioni esotiche. La tv trasmette quasi esclusivamente documentari di cultura e società di Paesi lontani.

Buon sangue non mente

Se prima questo comportamento veniva considerato un hobby o una semplice passione, secondo alcuni scienziati non è frutto del caso. Una ricerca pubblicata sulla rivista Evolution and Human Behaviour sostiene che essere un wanderluster è già  scritto nel Dna. Il "gene del viaggio"  altro non è che il ricettore della dopamina D4, presente solo nel 20% della popolazione mondiale.

Più che una malattia forse lo chiamerei un suoperpotere. Quella voglia di attraversare barriere e andare verso luoghi sconosciuti che ha sempre caratterizzato l'uomo.

E voi, vi sentite wanderluster?

di Irene Caltabiano

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