Se prometto non mantengo

Alzo le mani!

Mani in alto e manteniamo tutti la calma! Mi promettete che lo farete? In fondo una promessa è una promessa! Parola d’onore insomma. A chi non capita di fare promesse vane e a vanvera? E quante ne facciamo poi! Il ‘ti prometto’ si estende sconfinato a questo e quell’altro e si manda avanti nel tempo (futuro), per frasi fatte, una volontà che non è ancora.

Obblighi non richiesti

Giuri e spergiuri d’amore, amicizia, salute, denaro, fortuna, e per i più trasgressivi, anche di sesso a volontà. Ma sempre nell’estemporaneo futuro, s’intenda. Ma che bisogno c’è? Promettere deriva dal latino pro-mittere che vuol dire appunto ‘mandare avanti’. In una connotazione più gravosa implica solennità, un obbligarsi che riguarda un contrarre un obbligo (giuridico) che è quasi un giurare sul futuro fino a ipotecarlo (a parole). È dura a mantenersi una promessa così. I soliti equivoci di noi esseri umani.

Pro-mettere non è man-tenere

 

Teniamoci per mano e restiamo calmi. ‘Tenere con la mano’ è proprio del man-tenere. Un verbo sicuramente migliore che indica un gesto pratico riferito a una per(e)sistenza concreta e presente. Un bellissimo sinonimo è ‘con-servare’, che vuole intendere il far durare qualcosa di modo che non scompaia, e c’è anche il ‘sostenere’ qualcuno. A questo punto, se ogni promessa è un obbligo, posso costringermi a porgere la mia mano o obbligare un altro a tendermi la sua? Rieccoci agli equivoci di cui sopra.

Hai la tua vita in mano

E dire che sta tutto in una mano per davvero. Nel palmo di una mano è racchiusa la personalità dell’individuo e ne è scritto il destino. Delle vere e proprie ‘linee’ guida ci dicono che c’è una correlazione tra i segni della mano e le caratteristiche psicologiche della persona. Pensate che bello allora quando, mano nella mano, queste linee s’intersecano o si congiungono tra loro a legare uno straordinario intreccio, filo a filo, tra vite, menti e cuori.

Mano a mano, tener(s)i per mano

Le mani che si stringono tra loro intrecciano vite. Tenere la mano a/di qualcuno è un gesto intenso e bellissimo di affetto e vicinanza che vale più di mille parole. Vuol dire che ci sei per me perché per te sono importante. Inoltre c’è anche una forte funzione antidolorifica in questo, dato che  la prossimità è in grado di sollecitare alcune zone del cervello deputate alla regolazione della percezione del dolore. E il desiderio di essere presi o prendere per mano è ancora più profondo e intimo di un bacio. Per questo, si rifugge dal renderlo pubblico, quasi a volere proteggere uno spazio privato molto potente.

Non sappia la tua sinistra cosa ‘promette’ la destra

Sempre Gesù, forza prendiamo spunto da lui, riguardo alla questua (elemosina) ci avvertiva di non essere clamorosi nel rendere pubblica la portata della nostra generosità al povero, e suggeriva di man-tenere una certa riservatezza. Tanto da rendere ignoto alla sinistra (che prende), l’agire della destra (che da) perché poi la vita vede e provvede. Così, fai in modo che la tua promessa resti segreta, muta e tacita nel tuo cuore. Non proferire parole a svantaggio di un futuro che ora non possiedi, non farti grande ma, silenziosamente, mantieni il bene (promesso) che darai.

In mano all’amore, alla pace e anche alla morte

 

Quante mani vorremmo in una vita intera, e quante ne riceviamo. Già da piccoli siamo portati per mano dalla mamma che ci accompagna mentre cammina davanti a noi che non siamo ancora in grado di progredire da soli. Poi stringiamo mani per presentarci o conoscere persone nuove, per stabilire accordi senza parole. Intrecciamo mani per amore o amicizia e per fare pace. E spesso anche in punto di morte, in fine, qualcuno vuole essere tenuto per mano per essere (ri)condotto altrove. E pensare che tutto questo possa avvenire senza sonore promesse vocali, ma con un semplice e concreto gesto, potremmo con poco ritrovarci a ritmare tutti un vibrante batti mani. E qui il passo da palmo  a palmo a cuore a cuore è davvero breve.

Le pro-messe mano-messe

Mettiamo mano e forziamo tutte le promesse allora. Sciogliamole dalla vacuità delle parole, liberiamole dalla vanità d’improbabili giuramenti. Nel diritto romano ‘mano-mettere’ indica l’affrancare uno schiavo dalla sua condizione per ri-metterlo in libertà. Fosse che dobbiamo liberarci dal promettere a destra e a manca? Come si fa? Prendiamoci per mano, guardiamoci dritti negli occhi e senza proferire parole, scambiamoci un segno di pace. Amen.

di Laura Pugliese

 

 
 
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