Sans Papiers: dall'Umbria la prima birra fatta d'aria

Birra fatta con l'aria

 

sans-papiers4Nasce in uno stabilimento di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. Si chiama Sans Papiers Biere de l'Air, ed è stata creata dai ragazzi del birrificio Flea e da Matteo Minelli, 37enne fondatore dell'azienda, insieme agli imprenditori Alessio e Martina Lucattelli.

 

Una birra chiara, viva, non filtrata e non pastorizzata, ad alta fermentazione e bassa gradazione (4, 8 gradi).

 

Che significa fatta con l'aria?

 

L'acqua viene estratta dall'umidità presente nell' ambiente. Il macchinario lavora in regime di autoconsumo e tutta l'energia che serve si preleva dall'impianto fotovoltaico posto sopra al birrificio. Tutta l'energia viene dunque autoconsumata per generare acqua, circa 1000 litri al giorno.

 

L'impianto è poi agganciato ad un impianto ad isola, quindi a batterie e l'energia che viene prodotta in più viene immagazzinata e poi rilasciata nelle ore notturne.

Se le esigenze commerciali dovessero aumentare, le macchine potrebbero essere montate anche in batteria e quindi moltiplicare la produzione di acqua.

Le altre materie prime, come malto e frumento, provengono da coltivazioni biologiche a km 0. Tutto questo rende il prodotto completamente unico nel suo genere.

Un prodotto d'eccellenza

biere-sans-papiers«L'obiettivo che ci poniamo è offrire al consumatore un prodotto di eccellenza, che consenta di uscire da modelli di consumo omologanti della società contemporanea» ha sottolineato Matteo Minelli. Le opportunità che presenta il mercato sono rilevanti, facendo auspicare il raggiungimento di importanti risultati già nel biennio 2018-2019».

Presto sarà inserita nel settore della ristorazione e nei circuiti della grande distribuzione. La birra è stata presentata il 13 settembre presso il locale Gesto, nella zona dei Navigli, a Milano. La proprietaria, Martina Lucattelli, ha infatti sottolineato: «È davvero emozionante essere i primi al mondo nella produzione di una birra completamente sostenibile. Questo è solamente il primo passo verso la realizzazione di prodotti rispettosi dell’ambiente in cui viviamo».

di Irene Caltabiano

 

 

 

 

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