L'industria cinematografica? inquina come il petrolio

La fabbrica di sogni?

Anche il grande schermo non è esente dalla diffusione di inquinamento. Le case di produzione sono infatti responsabili del 2% delle emissioni globali di CO2. I dati sono emersi dal convegno CinemainclasseA, organizzato a Roma da ENEA (Agenzia Nazionale per lo sviluppo ecosostenibile) e Green Cross Italia (organizzazione ambientalista) che hanno analizzato consumi e possibilità di risparmio nel settore.

L’impatto ambientale potrebbe essere ridotto del 20% se tutte le produzioni adottassero protocolli di sostenibilità per la realizzazione dei film. Si dovrebbe garantire l’osservanza di regole riconosciute a livello nazionale da parte di MiBact e Film Commission regionali, per misurare consumi e valutare le evoluzioni in base al territorio.

Hollywood inquina come il petrolio

La produzione italiana rappresenta una goccia in mezzo all’oceano. Una ricerca svolta dalla UCLA( University California Los Angeles) ha rivelato che le grandi major americane sono autentici pericoli ambientali. Il materiale di scena, che sia plastica, legno o acciaio, se non riciclato si tasforma in rifiuti da smaltire. Per non parlare di impianto luci e aria condizionata per mantenere basse le temperature sui set.

Per fortuna sta nascendo una nuova attenzione all’eco-friendly. Computer grafica ed effetti speciali hanno già ridotto parecchio impatto ambientale e costi delle scenografie e ci si sta impegnando ad utilizzare l’energia solare e biodiesel per i generatori. La volontà di migliorare è dimostrata anche dall’ultima cerimonia di consegna degli Emmy Awards, dove, anzichè il classico tappeto rosso, è stato utilizzato un simbolico tappeto verde.

Impegni concreti?La Universal Pictures ha donato soldi per piantare duemila alberi. La Warner Bros, per la realizzazione di Syriana, film con George Clooney, ha usato plastica riciclata per le costruzioni sul sito, mentre parte delle scenografie di Ocean’s twelve si trovano attualmente negli uffici di Santa Monica del National Resources Defence Council.

Cosa succede in Italia

Piccoli passi avanti sono auspicabili anche nel Bel Paese. Magari ipotizzando premi in finanziamenti pubblici per chi riuscirà a mantenere un alto livello di sostenibilità. Le spese potrebbero essere ridotte anche lato sala, intervenendo sui sistemi di illuminazione e climatizzazione.

Un cinema multisala può arrivare infatti a consumare fino a 2 milioni di kWh l’anno, pari ai consumi elettrici di 750 famiglie italiane, e nel nostro Paese sono oggi in esercizio 516 multisala, 650 cinema teatro e 2.396 sale cinematografiche.

Il cambiamento a favore della sostenibilità dovrebbe riguardare tutta l’industria del cinema, a favore di un maggior risparmio energetico non solo nei multisala ma anchein tutta la filiera produttiva.

 

di Irene Caltabiano

 

 

 
 
 
 
 
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