L'importante è il gesto

Il corpo da sempre ci aiuta a comunicare.

gestualità1Lo utilizziamo fin da bambini, quando cominciamo a contare aiutandoci con le dita. Anche da adulti lo facciamo spesso ma senza rendercene conto. Dobbiamo esporre un concetto importante? Filmiamoci e poi osserviamo i movimenti del corpo. La nostra teatralità la conoscono oltreoceano, dove veniamo considerati  da un lato un po' naif dall'altro eleganti. Il  New York Times , tempo fa, dedicò un lungo pezzo all’argomento. Infatti, accademici, filosofi e psicologi hanno  tempo a lungo esaminato il linguaggio non verbale.

Comunicazione. Sono stati classificati circa 250 gesti differenti. Non possiamo conoscerli tutti, ma tanti li usiamo in maniera impulsiva perché fanno parte della nostra tradizione.Il gesto relativo, per esempio, all'espressione “non c’è niente da fare” coinvolge il pollice e l’indice, facendo ruotare la mano, ripetutamente, a destra e sinistra. Abbiamo mai fatto a caso, che, nello stesso tempo stiamo rappresentando una pistola? Spesso ai gesti non corrisponde un unico significato, per questo non si può parlare di linguaggio universale. Infatti, se andiamo in altri paesi, il nostro continuo gesticolare potrebbe essere frainteso

Ad ogni modo, ci sono alcuni elementi comuni a tutti. Se un amico, per scherzo, simulasse di lanciarvi addosso qualcosa, ancora gestualità2prima che ve ne rendiate conto, avrete assunto una posizione di protezione (accovacciati e mani sopra la testa). In egual modo, quando vi sentite a disagio, tenderete a guardare in basso e strofinarvi le mani. Fate sempre attenzione al vostro corpo perché comunica in ogni istante, che lo vogliate o meno.

Apprendimento. L’insegnante che gesticola durante la lezione ha una marcia in più. Gli allievi fisseranno nella memoria, in maniera efficace, sia concetti che movimenti. Gli studenti in questo modo saranno in grado di riprodurre correttamente le nozioni acquisite. L’apprendimento, infatti coinvolge due sistemi della memoria: dichiarativa e non dichiarativa. La prima ci permette di ricordare i concetti, la seconda di memorizzare gesti che diventano automatici, come correre o andare in bicicletta. Quando entrambe vengono utilizzate la probabilità di ricordare è maggiore.

gestualità3Stato psicologico e sentimenti. Il mondo fisico è legato ai nostri pensieri. Quando ad esempio si usa l’espressione: “afferrare l’idea”, nel nostro cervello si attivano aree che controllano i muscoli coinvolti in tale azione, ovvero quelle legate al verbo afferrare. Oltre che studi psicologici, a tale proposito è intervenuto il pedagogo teatrale M. Cechov, tanto da creare una tecnica in grado di stimolare un’emozione attraverso il gesto. Ogni singolo stato mentale è sempre una combinazione di pensieri (o immagini), sentimenti e impulsi di volontà. Un attore che utilizza questo sistema si troverà dunque a immaginarsi e affrontare il personaggio che dovrà interpretare attraverso l’azione, sia fisica che psicologica.

Come diceva A. Jodorowsky. «Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perché sono vivo, cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo».

 

di Luca Mordenti

 

 
 
 

 

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