Greek food: quando il sushi non fa più così tendenza

Da bambini dovevano costringerci per mangiare un pezzettino di pesce. 

sushiIn tutta onestà, non era una prelibatezza così invitante. Di un colorito spento, triste, poco saporito. Eppure, come ci è stato inculcato, faceva bene a memoria e salute. E così… giù il boccone!

Si "sushi" chi può

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Chi lo avrebbe mai detto, quindici anni dopo, che quel cibosarebbe diventato un must have settimanale? Soprattutto per adolescenti e giovani in carriera, il tanto osannato sushi rappresenta ormai un dovere sociale ed un momento di riunione con gli amici. Una sorta di appuntamento fisso, una sorta di caffè delle 21.30 ( si sa, prima di quell’orario siamo ancora in tenuta da giovani in carriera, non c’è mica tempo per cenare).

Niente intrugli. Solo materie prime di altissima qualità ed un’eccezionale maestria nel trattarle e presentarle. La cultura giapponese ha ormai conquistato l’Occidente ed è molto difficile individuare competitors di alto livello che possano tenerle testa…o forse no?

Parola d'ordine: KALAPÀ

souvlakiPrezzi abbordabili ed ambiente familiare. Qualche tavolo e pochissime sedie. Avete mai pensato ad una concorrenza che scelga una strategia opposta ed alternativa per il successo?

 Prende sempre più piede la passione per il cibo greco, dai sapori forti e speziati. Locali in cui  si punta su comodità e familiarità, caratteristiche proprie di quei posti assolati ed unici che almeno una volta nella vita vanno esplorati. Per gli amanti della “Pita”, della “Feta” o delle deliziose patate ripiene  oggi non ci sarà più bisogno di aspettare le ferie estive per armarvi di bagagli e partire alla riconquista di quei sapori. Esistono tanti fast food appena poco fuori dal centro storico di Roma che sapranno regalarvi soddisfazioni e momenti di buongusto.  Uno per tutti?Il ristorante-pub Kalapà.

La tendenza non si crea dall’oggi al domani. Ma le attività innovative vanno sostenute ed incentivate e, soprattutto, la società insegna che la moda ha una forma circolare: il vero must, dunque, è quello di non fidarsi troppo degli hobby più in voga. Prima o poi si dissolveranno per ricomparire, forse, tra qualche decennio.

È dura rinunciare al tempura del mercoledì con gli amici (quello delle 21,30, non prima) per fare posto, magari, alle kumpir:patate grandi, tagliate a metà e guarnite con condimenti da leccarsi i baffi. Oppure al Souvlaki con maiale o pollo. È dura anche mangiare in piedi, appoggiati ad un bancone, invece che starsene comodamente seduti fra musichette orientali di sottofondo. Già. Ma chissà se, provandoci, si apprezzerebbe trascorrere un mercoledì alternativo e, magari, reinventare qualche monotona “regola” di questa società?

 

di Giorgia Sollazzo

 

 
 
 

 

 

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