Elisir di lunga vita? Imparate dai monaci tibetani

Se dico Dalai Lama viene in mente a tutti la sua lunga tunica rossa e il sorriso beato.

 

dalai-lamaI monaci tibetani sono per l’intero globo simbolo di longevità e vita rilassata. Ma il loro benessere non dipende semplicemente dall’aria pura delle cime himalayane. Ciascuno ha i suoi segreti. Anche se la cultura occidentale è parecchio diversa da quella orientale, possiamo comunque rubare ai simpatici santoni alcuni segreti per condurre meglio la nostra vita quotidiana.

Non aspettare domani

In primis, i monaci si dedicano costantemente alla cura di corpo e mente. Un errore in cui incorriamo di frequente, troppo presi da lavoro e impegni, è scindere questi due aspetti del nostro essere. Inoltre, si tende a fare attenzione alla salute solo quando la bilancia segna qualche kg di troppo o avvertiamo stanchezza e stress. I monaci sanno che mente e fisico hanno bisogno di attenzioni costanti. Per questo fanno esercizio e meditano cinque volte al giorno (se vuoi approfondire i cinque riti tibetani guarda il video qui sotto)

Meditate gente, meditate!

La meditazione è un’abitudine di questi popoli fin dai tempi antichi. In Occidente viviamo immersi in un tempo che non monacoriusciamo a gestire, trascinati da una corrente involontaria di orari e programmi dove spesso perdiamo la bussola. Così ansie e paure si impossessano di noi, provocandoci l’angoscia del domani. Ma il futuro è sconosciuto, possiamo solo agire nel presente.

 

Il gom ( meditazione in tibetano) può essere interpretato come familiarizzazione, conoscenza e consapevolezza. Di cosa? Di noi stessi, dei nostri pensieri, della transitorietà dei problemi. La mente è un’arma potentissima, se impariamo ad usarla nella giusta maniera. Quando meditiamo ritroviamo l’equilibrio e possiamo scacciare i pensieri nocivi.

Le quattro stagioni 

Ormai è cosa nota che il cibo non è semplicemente carburante, ma qualcosa che influisce notevolmente sul benessere fisico e monaci-dietamentale. Alimentarsi correttamente riguarda non solo ciò che mangiamo ma anche come lo facciamo. Ecco i trucchi dei monaci:

1) Mangiano solo frutta di stagione. Non hanno certamente supermercati sotto casa e quindi sono costretti a coltivare le primizie con le proprie mani. Avete mai fatto caso che la natura stessa fornisce i frutti adatti al nostro benessere per un periodo specifico dell’anno? Se vi imbattete in delle pesche a dicembre, c’è di certo qualcosa che non va.

2) Dieta dissociata. Un solo alimento a pasto. Mescolare i nutrienti appesantisce, rendendo l’assimilazione del cibo più difficile.

3) Il tempo. La digestione comincia dalla bocca. Se i cibi non vengono masticati adeguatamente gli enzimi salivari non avranno il tempo per prepararli al passaggio all’apparato digerente.

4) Niente zucchero. Né bianco, né di canna. Molto meglio il miele, più energetico e naturale.

Il digiuno

meditazione

I guru tibetani hanno la buona abitudine di digiunare ad ogni luna piena e luna nuova del mese. Grazie a quest’usanza il corpo si depura dalle tossine che si accumulano. Perchè proprio in questi giorni? Inizio e fine del ciclo lunare permetterebbero di raccogliere una forza rinnovatrice e una purificazione più profonda.

 

Cominciate a far vostre queste piccole abitudini e vedrete che in poco tempo ne osserverete i benefici. D'altronde un detto zen recita:“ Giudicate il vostro successo da ciò che avete dovuto sacrificare per ottenerlo”. 

 

di Irene Caltabiano

 
 
 
 

 
 

 

 

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