Come difendersi da chi si lamenta sempre

"È colpa tua se la mia vita fa schifo"

È colpa tua se la mia vita fa schifo!

Sei tu che mi ostacoli nel finire l’università/nel trovare un lavoro!

Sto male perché non sai darmi consigli, non mi capisci!

Quante volte una persona a cui vuoi bene ti ha trafitto con frasi del genere? Capita a tutti, prima o poi, di comportarsi da vittime, ma di solito si tratta di crisi passeggere.

Ci sono persone, invece, che usano il vittimismo cronico come scudo contro le responsabilità di qualsiasi tipo, spargendo intorno a loro semi di rabbia e di negatività.

Immagina di avere un figlio, un partner o un caro amico che ogni giorno scarichi su di te tutto il veleno e il rancore di una vita di insoddisfazioni. Lui (o lei) sputa fuori tutte le lamentele che ha dentro e ti accusa di essere la causa dei suoi problemi o di non saperli risolvere, restando sordo e ingrato ai tuoi tentativi di farlo stare meglio.

Poi, dopo essersi sfogato, dorme tranquillo mentre tu non riesci a chiudere occhio, carico di tutto il male che lui ha sfogato su di te. Come ti sentiresti? Probabilmente avresti gli incubi e penseresti che così non può andare avanti.

Come riconoscere un vittimista cronico?
  • Dà sempre la colpa agli altri. Il vittimista cronico dà la colpa agli altri ogni volta che fa un errore, così non deve assumersene la responsabilità. E non accetta critiche, non si mette mai in discussione e non sa chiedere scusa. È sempre il suo interlocutore che lo aggredisce, che non vuole sentire ragioni, che lo tratta male senza che lui lo meriti.  
  • Vive di lamentele. Non fa che lamentarsi della sua vita di frustrazioni, accusando gli altri in modo aggressivo per i suoi problemi, chiudendosi nella rabbia e nel rancore, avvelenando l’esistenza a chi gli sta vicino.
  • Distorce la realtà. Vede solo gli aspetti negativi della vita, è sospettoso e paranoico, crede di essere circondato da nemici e sottolinea ogni piccola mancanza degli altri per trovare conferma alle sue paranoie. “Vedi che è cattivo con me? Ho ragione io!”
  • Vuole l’attenzione su di sé. Gli piace lamentarsi perché così attira l’attenzione degli altri e può recitare meglio il ruolo di vittima.

Spesso il vittimista cronico non vuole davvero essere aiutato, vuole solo sputare fuori tutto il suo veleno. Diventa sordo ai tuoi consigli e rabbioso di fronte a ogni mano tesa nei suoi confronti; guai a scombussolare il mondo di rabbia e di negatività che si è costruito intorno. Guai a offrirgli una via d’uscita, altrimenti dovrebbe mettersi in gioco, scontrarsi con la vita.

Come neutralizzarlo?

Come consiglia la psicologa Jennifer Delgado Suárez, il modo migliore per rispondere a un vittimista cronico è dirgli che se ha bisogno di un aiuto concreto sarai lieto di darglielo, ma che non hai tempo per ascoltare le sue lamentele. Mai attaccarlo, altrimenti fai il suo gioco.

La psicologa spiega che il vittimismo non è una malattia, ma col tempo potrebbe portare allo sviluppo di un disturbo paranoico. Non esitare, quindi, a chiedere un aiuto professionale se una persona a cui vuoi bene ti sembra dipendere dal vittimismo.

Le parole fanno male, a volte anche più dei pugni… e allora capita di doversi trasformare in un sacco da box per parare tutti i colpi inferti da chi ti sta vicino. Ma quanto puoi reggere prima di spezzarti?

Non devi sopportare tutto il peso da solo, altrimenti rischi che si spenga anche la tua voglia di vivere. 

 di Rosa Cambara

 

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