10 curiosità sui voli di linea: più consapevolezza, meno paura

Dolcemente viaggiare.

Girare il mondo è il sogno di tutti. Perfino i più pigri e pantofolai sarebbero disposti a gettare lo stretto necessario in valigia e filare via, se qualcuno gli regalasse un biglietto per Parigi o New York.

Spesso, però, bisogna fare i conti con la paura di volare. A chi soffre di questo male basta poco per andare in paranoia, una volta salito a bordo di un aereo. Qualsiasi dettaglio apparentemente fuori posto o poco chiaro può scatenare una crisi d’ansia, quindi forse è meglio documentarsi per non cadere in trappola.

 

Chi invece si sente sempre a proprio agio, quando viaggia a una decina di chilometri da terra, troverà comunque interessante conoscere la risposta ad alcune domande che i passeggeri sono soliti porsi.

Domande e risposte.

1. Perché in fase di decollo e atterraggio le luci all’interno dell’abitacolo vengono spente?
Si tratta di una misura precauzionale per far sì che gli occhi dei passeggeri si adattino al buio più rapidamente e gli consentano di individuare al meglio le uscite di sicurezza nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto. Decollo e atterraggio, infatti, sono le fasi più delicate del volo.

2. Perché su alcune file di posti il personale appone un nastro, affinché nessuno ci si possa sedere?
Ufficialmente le compagnie dichiarano che quando l’aereo non è pieno occorre bilanciare il peso per garantire un volo più sicuro. A tal fine, si preferisce riempire prima il centro del mezzo e quindi si prosegue verso i lati. In realtà, questa distribuzione dei passeggeri consente unicamente di risparmiare carburante.

3. Perché in fase di decollo e atterraggio le tendine dei finestrini devono essere tirate su?
In situazioni d’emergenza, la luce naturale che proviene dall’esterno può aiutare i passeggeri a mettersi in salvo. Inoltre, in caso d’incendio a bordo ciò consente al personale a terra di localizzare meglio le fiamme e intervenire con maggior efficacia.

4. Da dove viene l’aria che respiriamo a bordo?
Si tratta di aria compressa proveniente direttamente dai motori. Una larga porzione di questa (dal 25% al 50%) è dirottata nella cabina di pilotaggio, mentre il resto è per i passeggeri.

5. L’acqua dei bagni presenti in aereo è potabile?
Teoricamente sì. Tuttavia si sconsiglia di berla poiché le porte di accesso per lo smaltimento dell’acqua sporca e il rifornimento dell’acqua potabile sono molto vicine tra loro, e l’operazione è eseguita quasi contemporaneamente dalla stessa persona.

6. I piloti mangiano lo stesso cibo dei passeggeri, durante il volo?
No, consumano pasti differenti e non possono condividere il cibo. Si tratta di una misura di sicurezza per evitare che si sentano male entrambi nel caso in cui le vivande siano state avvelenate.

7. Perturbazioni e vuoti d’aria sono avvertiti con maggiore intensità negli aerei più piccoli?
Tutti gli aerei sono sottoposti a continui controlli e devono rispettare i medesimi standard indipendentemente dalla quantità di persone che possono ospitare. Le loro dimensioni, quindi, non hanno alcuna rilevanza in merito a questi fenomeni.

Ciononostante, gli aerei che volano su tratte intercontinentali (i più grandi) viaggiano a quote più alte, dove i vuoti d’aria sono meno frequenti. Stesso discorso per le perturbazioni. È dunque la quota, a fare la differenza, in questi casi.

8. Se tutti i motori vanno in avaria, l’aereo precipita?
Assolutamente no, plana. Alcuni aerei possono volare senza motori anche per centinaia di chilometri. Nel 2001, ad esempio, il volo 236 della Air Transat diretto da Toronto a Lisbona, riuscì a planare per venti minuti sopra l’oceano Atlantico, prima di atterrare su una pista nelle Azzorre.

9. Si può aprire un portellone durante il volo?
Anche in questo caso la risposta è no. Quando raggiunge grandi altitudini, l’aereo è sottoposto al processo di pressurizzazione che consente alla pressione interna di rimanere simile a quella abituale per gli esseri umani. La pressione esterna, invece, è molto più bassa poiché l’aria è rarefatta.

Poiché il portellone ha bisogno di una forte spinta verso l’interno, per poter essere aperto verso l’esterno, tale operazione può essere compiuta soltanto a terra, in assenza di pressurizzazione.

10. Esistono posti più sicuri di altri, a bordo?
Nel corso degli anni sono stati condotti numerosi studi per verificare se esistono posti più sicuri di altri, in caso d’incidente aereo. I risultati delle simulazioni hanno confermato che essere seduti in fondo all’aereo garantisce maggiori probabilità di sopravvivenza.

Relax.

Sicuramente chi ha paura di volare continuerà a sentirsi al sicuro solo quando l’aereo avrà terminato la sua corsa sulla pista d’atterraggio. Oppure prendendo il treno…

Tuttavia, poiché sono proprio le cose che non si conoscono a spaventare di più, forse qualcuno adesso potrà affrontare il volo con un minore carico di stress. Del resto i meccanismi che scatenano le crisi d’ansia sono perlopiù irrazionali, per cui aver chiarito alcuni aspetti può essere di grande aiuto.

Come nel caso della domanda numero 9. Leggendo questo articolo, magari, il fobico di turno non si farà più cogliere dall’angoscia al pensiero che qualcuno potrebbe aprire il portellone e provocare una strage. A meno che non abbia una lettera esse disegnata sul petto e un lungo mantello rosso, è impossibile che ci riesca.

 

di Giovanni Antonucci

autore del romanzo "Veronica Fuori Tempo"

 

 

 
 
 
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