Lavorare 2.0

Ma che avvocati e commercialisti….fate le estetiste!!!

Nel 2016 spopolano i mestieri di estetista, parrucchiere e manutentori di paesaggi

A volte fare la cosa migliore per i propri figli non è assicurargli un laurea come nel caso degli avvocati e commercialisti il cui settore è assolutamente saturo e rischiamo che finiscano in un Call Center.
Se diamo uno sguardo a quelle che sono le professioni che hanno avuto un boom di crescita tra il 2009 ed il 2015 ci accorgiamo che sono aumentate le imprese di pulizia, i manutentori di paesaggi e tutte le figure dedicate alla cura della persona come estetiste e parrucchieri. Questi sono i dati riportati da Unioncamere e Infocamere, basati sull’iscrizione al registro delle imprese, che testimoniano il cambiamento radicale del mercato del lavoro.

Ed anche il 2016 è contrassegnato dall’aumento di queste professioni. 

Il boom c’è anche dei servizi di take away (+3240 unità), cibo su ordinazione, che è un modo rapido di risolvere il problema «fame» ma anche un nuovo costume di vita.  Molto richiesta, inoltre, e per questo sono disponibili soprattutto i giovani, è la figura del fattorino, riscontrandosi una sempre crescente domanda da parte delle  persone della comoda consegna di prodotti a domicilio.

Alle estetiste ed ai parrucchieri non si rinuncia

In particolare i concetti di bellezza e salute, aumentano di importanza al punto tale che si è disposti volentieri a spendere soldi per affidarsi a esperti del settore al fine di ottenere un aspetto gradevole, fattore importante a livello sociale soprattutto nella società contemporanea. Viene visto come un modo per prendersi cura di sé e del proprio corpo e per raggiungere quel prezioso equilibrio tra una buona forma fisica e una salutare autostima che sta alla base del benessere.

Dunque, le estetiste ed i parrucchiere lavorano sempre! 

Lo dimostrano i dati ed anche le lunghe liste di prenotazioni che ci troviamo davanti quando vogliamo sottoporci ad un trattamento di bellezza.

Simona

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Il coworking….. è il futuro

Che cos’è il coworking e come si apre

E’ stato definito il lavoro del futuro, ma che cos’è il Coworking? Cominciamo col dire che il coworking offre la possibilità di lavorare in autonomia condividendo un ufficio con tanti altri professionisti abbattendo così i costi della gestione, ma soprattutto mantenendo la propria indipendenza lavorativa.

Il principale vantaggio per un lavoratore freelance che sceglie questa modalità è dato dalla possibilità di continuare a svolgere la propria attività professionale in autonomia, riuscendo però ad ampliare la propria rete di conoscenze nel settore lavorando con altri professionisti. Infatti, in tutti i lavori è importante lo scambio di idee e alcuni progetti possono essere sviluppati in gruppo, così da migliorare anche il business.

Il coworking è nato 10 anni fa negli Stati Uniti e si è diffuso rapidamente in tutto il mondo grazie alla trasformazione del mercato del lavoro caratterizzata da uno sviluppo della cultura imprenditoriale e da un aumento del numero dei freelance.

Cosa dobbiamo fare per aprire un coworking?

In realtà non servono né requisiti particolari né tantomeno competenze-titoli di studio specifici. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno può essere riassunto nei punti che seguono:

  • uno o più locali da utilizzare per ospitare i professionisti interessati a condividere uno spazio di lavoro (sono in molti quelli che utilizzano addirittura abitazioni private inutilizzate);
  • mobili da mettere a disposizione di tutti (scrivanie, librerie, ripiani, sedie, mensole, ecc.);
  • connessione wi-fi superveloce, luci e prese della corrente;
  • computer aggiornati di ultima generazione, stampanti, telefoni e fax.

Servono anche degli spazi comuni tipo:

  • una sala riunioni accogliente, spaziosa e ben strutturata per accogliere i clienti;
  • ed una zona ristoro dotata, ad esempio, di frigorifero o zona caffè, nella quale offrire agli affittuari uno spazio per rilassarsi durante le pause

Ricordiamo che pubblicizzare lo spazio coworking realizzato è fondamentale al fine di far capire agli interessati che ciò di cui hanno bisogno esiste davvero.

Altro argomento da affrontare riguarda l’aspetto burocratico della faccenda: che cosa bisogna fare per regolarizzarsi sotto ogni punto di vista? In linea di massima possiamo certamente dire che per aprire un coworking basta semplicemente:

  • possedere una partita IVA;
  • inquadrare l’ambiente come struttura condivisa;
  • e redigere dei contratti di locazione per ogni postazione affittata.

Ad oggi in Italia questo nuovo modo di lavorare è ancora poco conosciuto, ma nelle principali città si sta rapidamente diffondendo.

Simona
Brand story agitator

 

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Il pizzaiolo: un mestiere che non conosce crisi

Quanto guadagna un pizzaiolo? E… come si diventa pizzaioli?

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E’ un settore, quello delle pizzerie, che non conosce crisi perché tutti gli italiani, almeno una volta a settimana, non si fanno mancare la pizza. Eppure, nonostante siamo nel paese dove è nata la pizza, e contiamo milioni di disoccupati, in Italia mancano circa 6000 pizzaioli.
Il Pizzaiolo è tra le professioni della ristorazione, una delle più ricercate del momento. Dentro le pizzerie o sfogliando gli annunci, è possibile trovare molte offerte rivolte a questa figura e, nonostante il periodo di crisi, non è sempre facile per gli operatori reperire risorse qualificate.

Il motivo è che la professione del pizzaiolo viene vista come professione a basso valore aggiunto.

Ma abbiamo idea di quanto guadagna un pizzaiolo?

Cominciamo col dire che i pizzaioli professionisti sono ben retribuiti, anche se i loro guadagni restano sempre e comunque proporzionati alle ore di lavoro e, soprattutto, alla qualità di ciò che producono.
Ad ogni modo, lo stipendio di un apprendista pizzaiolo è di circa 800 euro al mese, mentre dopo qualche mese di esperienza può raggiungere anche i 2.800 -3.000 euro.

Se, invece ci si vuole mettere in proprio aprendo una pizzeria o un piccolo esercizio che fa la pizza al taglio i guadagni sono interessanti e ciò è dovuto al fatto che il costo delle materie prime è molto contenuto.

 

 

Come si diventa pizzaioli

mangia-pizzaPer diventare pizzaioli è necessario acquisire delle conoscenze tecniche di base: ingredienti, dosi, cottura, norme igieniche e attrezzature.

E’ sufficiente seguire dei corsi per imparare il mestiere che solitamente sono suddivisi in una parte teorica e una pratica

Nella teoria si parlerà delle  materie prime e degli impasti per la pizza: descrizione di farine, lieviti, acque, sali e farciture con relative classificazioni, tipi, qualità ed usi; modalità di impasto; fermentazione, lievitazione e attrezzature per gli impasti. 

E sempre per quanto riguarda la teoria un altro aspetto fondamentale è la cottura della pizza : i forni (a legna, a gas ed elettrici), energie e materiale per la cottura, attrezzature per i forni e norme di sicurezza per gli impianti. La parte pratica invece riguarda la tecnica degli impasti e l’uso di diversi tipi di impastatrici, la stesura e la farcitura della pizza e infine le diverse tecniche di cottura.

Tutto ciò premesso, per diventare un buon pizzaiolo è indispensabile tanta esperienza che si può acquisire con anni di pratica ma anche con il lavorare in luoghi diversi. Osservare e apprendere da chi è del mestiere da più anni è sempre la soluzione migliore unita a forza di volontà e duro esercizio. 

Molti dicono che anche la fantasia in questo mestiere sia un ingrediente fondamentale.

Simona
Brand story agitator

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