Farneticando

Pensavo fosse amore. Poi ho visto la playlist di YouTube

Estate.

cocoritaLa stagione di accoppiamento, tempeste ormonali, outfit con più colori di una cocorita. Tutti ci sentiamo un po’ cubani e le radio cominciano a diventare monopolio di Enrique Iglesias e improbabili cantanti latini. Un turbinio di tu cuerpo, tu boca, tus ojos. E così tutti ad ancheggiare con un mojito in mano, quando nel buio delle nostre camere ascoltiamo l’Aria sulla quarta corda.

“Deliziare” le nostre orecchie con melodie iberiche tuttavia può essere accettabile solo in alcuni casi: sei spagnolo o sudamericano, se le ascolti nel periodo che va da giugno a settembre, se sei un patito di salsa, da ubriaco, se stai cazzeggiando con gli amici…se stai tagliando le carote a ritmo di zumba. 

Dopo tutto questo preambolo, bando alle ciance: se sei un tipo per cui la musica è parte integrante del quotidiano, prima o poi per dovere morale, tra un cocktail e l'altro, arriverà la fatidica domanda...

Che musica ascolti?

Esistono storie troncate sul nascere perché lui era bellissimo, simpatico, un bravo guaglione…ma poi, al famoso quesito, ha risposto Gigi D’Alessio o Giusy Ferreri.

Da lì in poi la morte nel cuore e tanta voglia di dirgli/ dirle: «Mi sembravi una brava persona!». E poi correre a casa a piangere ascoltando i Pearl Jam. Perciò ecco una panoramica di avvertimento per evitare di ricevere brutte sorprese.  Come un tipo dall’aspetto da duro che poi ascolta Ariana Grande.

Chi ascolta hip hop

eminemVotato al tatuaggio e alle catene laccate d’oro, vive con il mito di Eminem e Snoop Dog. Peccato che, se non è nero o se non è nato ad Harlem, l’effetto non sempre sarà molto convincente. Nelle discussioni avrà spesso la meglio con le sue innate doti di free style, riuscendo a insultarvi con un certo estro. Ulteriore punto a favore? Via libera ad abbigliamento largo e tutone da  domenica-male di vivere. Niente sarà mai troppo largo per lui e voi potrete essere sciatte all'inverosimile.

Indie music

hipster

Sogna l’Inghilterra anche da uno sperduto punto di Roccella Valdemone. Il suo mito è Liam Gallagher, quindi avrà più o meno lastessa vitalità di uno scaldabagno, e rifugge il sole come fosse Edward Cullen (solo che al contrario suo non brillerà mai al sole come un cristallo Swarovski). Tuttavia la sua lunghissima barba hipster è un ottimo cuscino e un perfetto reggi-forcine. Sarà sempre lui a proporre di fare shopping e voi a maledire il momento in cui chiederà un parere sull’ennesima camicia a quadri.

Metal

metallariAl contrario di quanto si pensa, chi ama i Black Sabbath o i Led Zeppelin è docile come un coniglietto pasquale. All’80% era un bambino timido e introverso che si è digi-evoluto in adolescente dai lunghi capelli selvaggi, di nero vestito e agghindato di freddo metallo. Ma, garantito, si commuove guardando Dumbo e adora passare le domeniche sotto il piumone a coccolarvi quando fuori piove. Aspetto da Alice Cooper, animo da Tiziano Ferro insomma.

Reggae/ Dub

Se siete tipini ansiosi e sognate posti esotici come la Jamaica, è il ragazzo giusto. Quando lo incontrate sarete pervase da un carico di positività…e da una coltre di fumo. Previsti numerosi spuntini e controlli agli aeroporti.

 

House

Qui ci sono due opzioni: o si tratta di un truzzo dei peggiori bar de Caracas oppure un irrimediabile fighetto. Probabilmente farà qualsiasi lavoro associato alla parola commerciale.

Classica

mozart

Vorrebbe essere nato nel ‘700 a Vienna, conosce il tedesco e considera esseri inferiori  il 90% degli esseri umani. Se sei tra gli eletti, probabilmente farai discorsi che ti sovrastimoleranno il cervello e ti apriranno le porte della conoscenza cosmica. Il difetto è che probabilmente sarà un tipo leggero quanto il cenone di Capodanno e anche ordinare un hamburger diventerà argomento da Critica della Ragion pura.

Pop

spice-girls

Potrai anche essere bellissima, ma nel suo cuore non prenderai mai il posto occupato da Victoria delle Spice Girls. Se con l’hipster sarete costretti a lunghe sedute di shopping , l’amante del pop vi accompagnerà dal parrucchiere mensilmente per eguagliare l’ultimo taglio del cantante degli One direction. E si emozionerà di fronte al nuovo colore di smalto di Beyoncé. Consiglio, prima di iniziare qualsiasi tipo di relazione, di accertarvi della sua eterosessualità.

Tutto e niente

 Probabilmente la sua cultura musicale si ferma a Le tagliatelle di Nonna Pina

 

di Irene Caltabiano

 

 
 
 
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Rob Brezny, l'uomo dietro alle supercazzole stellari

Nessun dubbio.

oroscopo-internazionale L’Internazionale, settimanale digitale e cartaceo che raccoglie i migliori articoli di diverse testate di tiratura mondiale, va letto quantomeno per il suo oroscopo.

Lo ammetto: prima di approcciarmi al resto del giornale, la prima cosa che faccio (come il 90% degli italiani) è leggere gli affascinanti accostamenti di parole di Rob Brezny, il mago delle supercazzole stellari.

Parliamoci chiaro: qualcuno ha mai creduto davvero che con Saturno contro un meteorite vi colpirà il tettuccio dell’auto? O che, se incontrerete un uomo Vergine in poco tempo si trasformerà in uno psicopatico che picchia i bambini? ( potrebbe anche essere, ma non dipende certo dal segno).

In barba a tutti i Paolo Fox, io rimango fedele a Brezny. Perché il suo si chiama oroscopo ma non parla né di pianeti, né di stelle. Perché con la sua prosa raffinata e ricercata, vende fumo. Ma, sostanzialmente, un “buon fumo”. Di una leggerezza che suona bene e delizia gli spiriti. E da quel miscuglio a volte indecifrabile di termini si sente ispirato il Toro quanto il Sagittario (senza contare che, nel mio caso, all’80% il buon Rob ci azzecca).

Ma chi si nasconde dietro all'oroscopo del giovedì?rob-brezny

Inizialmente, visto l’avatar che campeggia sull’home page di Internazionale, ero indecisa fra Angelo Branduardi e un fratello sconosciuto di Veltroni. Poi ho scoperto che è americano, viene da una famiglia di intellettuali della West coast e che ha deciso di diventare un "figlio delle stelle" proprio per contrastare l’acuta razionalità familiare.

Inizilamente sfrutta questa tendenza all’invenzione per scrivere oroscopi su un giornale online di Santa Cruz (stavolta per compensarela classica "sindrome da tasca bucata" dello scrittore). E il suo approccio ai segni lascia il segno.

Dalle stalle alle stelle, è proprio il caso di dirlo. Il successo arriva infatti con Pronoia, libro antidoto alla paranoia uscito per la prima volta negli Stati Uniti nel 2005. Il termine indica una terapia particolarmente in voga tra gli hippies degli anni ’60 e ’70, che ipotizza un Universo benevolo che cospira a nostro favore. In una spirale di estro creativo Robert ha fatto suoi i concetti principali di questa teoria:

"La crudeltà è noiosa. Il cinismo è stupido. La paura è una cattiva abitudine. La disperazione è pigrizia. La gioia è affascinante. L’amore è un atto di genialità eroica. Il piacere è un nostro diritto naturale".

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Ecco i sette moniti originari da cui ogni giovedì scaturiscono le previsioni che incoraggiano/ scoraggiano i nostri umori.Insomma Brezny è il campione delle supercazzole, imbevute di riferimenti culturali, spesso legati ad arte, letteratura e psicologia, da Allen Ginsberg ad Emiliy Dickinson, da Rimbaud a Kandinsky. 

Lo stesso astrologo rivela:«Mi pagano più o meno per i miei “hobby”: la poesia, la filosofia, la musica e la scrittura. Cerco di essere il più ricettivo possibile con le persone che mi circondano. Comincio la mia giornata con la lettura dei giornali, dal New York Times ai peggiori tabloid. In seguito, studio e faccio ricerche nei più svariati campi: scienza, storia, antropologia ecc. E adatto tutte le mie ispirazioni alla mia lettura degli astri».

Beh, se il giovedì Internazionale riceve puntualmente il picco settimanale di visualizzazioni qualcosa vorrà dire. Addrittura il direttore della testata, Jacopo Zanchini, ha spiegato che talvolta piovono critiche se il verbo di Brezny non viene postato sul sito al solito orario.

Insomma, anche le supercazzole richiedono stile. Capito, novelli astrologi?

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di Irene Caltabiano

 
 
 

 

 

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Come capire se un film è brutto prima di vederlo

«La corazza Potemkin è una cagata pazzesca!»

Si espresse a gran voce Paolo Villaggio ne Il secondo tragico Fantozzi. A seguire, novantadue minuti di applausi con sberla finale all’organizzatore della serata che lo costrinse a vedere per l’ennesima volta la pellicola.

Quanti si sono poi avventurati nell’opera di Ėjzenštejn? Pochi, forse spinti da una curiosità che si è subito spenta. Spesso sentiamo tanti amici darci consigli su cosa vedere o meno. Risultato? Ci troviamo di fronte a film  con gli stessi effetti lassativi del suddetto capolavoro del regista russo. Il fatto che il cinema sia alla portata di tutti non significa che chiunque ne sia esperto.

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Numerosi sono i non critici che palesano il contrario (basta cambiare canale per sbaglio su Il cinematografo di Gigi Marzullo). Tutto appare confuso. Non esistono più bei film? O forse, semplicemente, non possediamo una buona guida?

Il quotidiano britannico The Guardian ci viene in soccorso, individuando sei elementi da tenere sotto controllo. In questo modo potremmo spendere i nostri soldi e goderci una bella serata, senza delusioni.

 I parametri principali.

1-    Giudizio degli esperti

2-    Spettatori

Un film è bello se ritenuto tale da gran parte dei critici legittimi; o, a volte, sono l' entusiasmo di chi l’ha visto e gli incassi al botteghino a farla da padrone. Il sunto di una brutta proiezione è quando non piace ai giornali, non lascia tracce, non fa parlare di sé e dulcis (?) in fundo ci si pente di averlo guardato. The Guardian, premuroso e attento, non vuol far rimanere delusi i futuri spettatori e ci mette, anzi tutto, in guardia su questo primo dettaglio.

Nessuna recensione

Critici e giornalisti hanno modo di vedere un’anteprima prima dell’uscita ufficiale. Attraverso l’embargo, che impedisce dipubblicare le notizie prima di un termine stabilito, è difficile far fede al primo parametro. Ma quando il “via libera” coincide con l’uscita del film i casi sono due: o è una pellicola molto attesa, o la produzione sa di aver fatto un cattivo lavoro e non vuol far parlare di sé.

La durata

Tendenzialmente, con il digitale, la durata media dei film è aumentata. La testata britannica sottolinea che bisogna preoccuparsi se nel 2017 un’opera mainstream dura meno di novanta minuti. Probabilmente è un flop. Tante scene sono state tagliate perché brutte e inopportune. Quel che resta è il cattivo lavoro di una produzione, girato in maniera troppo rapida da chi aveva idee poco chiare.

L’uscita

Sintomo di un’opera cinematografica scadente può essere quando sappiamo che è uscita all’estero, ma non si sa se, e quando verrà proiettata in Italia.

Voci dal set

Quando una produzione annuncia l’arrivo di un nuovo lavoro comunica i nomi del cast e tutto ciò che concerne il nucleo del ETfilm, la presunta data d’uscita, etc. Quando inizia la lavorazione, ecco che appaiono le foto dal set, i primi trailer e poi, da prassi, le recensioni. Quando sembra tutto ben programmato e qualcosa va storto, per esempio una data che slitta, un attore che abbandona il set, troppi gossip, è un cattivo segnale. La macchina del cinema si è inceppata. 

Non sempre però tali indizi è sintomo di un cattivo prodotto. Tante produzioni hanno lavorato con cautela, non hanno rispettato date ma ci hanno regalato capolavori, come Apocalypse Now o E.T. l’extra-terrestre. Le classiche eccezioni che confermano la regola. Ma c’era da aspettarselo, tra Coppola e Spielberg!

La locandina

Quando in un trailer o un poster c’è scritto “capolavoro”, “emozionante” e la valutazione non arriva dal nome di una testata importante, qualcosa non torna. Allo stesso modo, se leggete un’ottima recensione su quotidiani nazionali non c’è bisogno che indaghiate ancora. Il film  ha qualcosa da dire. Fate quindi attenzione a pubblicità o immagini ingannevoli.

La parola agli attori

mortdecaiQuando un’opera arriva nelle sale, la promozione va avanti per molto tempo. Regista e interpreti fanno tour e girano mezzo mondo. Al di là di qualche selfie e autografo prestate orecchio a quel che dicono.  Se non parlano altro che di film, scene e tutto ciò che è inerente al processo creativo, allora significa che son ben contenti di aver partecipato.  L’entusiasmo porta alla condivisione ed è sintomo di un buon lavoro. Se sentite fare pochissimo riferimento al film ma piuttosto opinioni su  puzzava l’alito di Johnny Deep mentre girava “Mortdecai”, ecco che Gwyneth Paltrow, sua partner di scena, ha trovato più interessante raccontare questo dettaglio anziché, sottilmente, consigliarci di  evitare la visione del film.

Fate attenzione e … Buona visione ( si spera!)

 luca-mordenti

 

di  Luca Mordenti 

 
 
 
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