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Finanza etica

Vivi Bistrot, da pioniere del bio a fertile “capofamiglia”

Crowdfunding, microcredito, prestito d’onore

Vivi_BistrotA oggi, chi ha una buona idea dispone di svariate opzioni, per mettere insieme i soldi necessari a realizzarla. La rete, peraltro, è un sostegno prezioso nell’ottica del passaparola, così lo scambio di informazioni su vasta scala amplifica enormemente chance e modalità potenziali di finanziamento.

A ciò si aggiunge il fatto che alcuni settori produttivi sono diventati, in un certo senso, di tendenza, quindi - tecnicamente – raggiungere il pubblico è relativamente semplice (fermo restando che riuscire a imporsi sulla concorrenza mantenendo una posizione stabile è, comunque, un’altra storia).

Tuttavia ancora dieci anni fa, per quanto con il senno di poi possa sembrare incredibile, avviare ex novo un’attività nel settore biologico richiedeva un mix di tenacia, perseveranza, contatti e disponibilità di risorse materiali certamente non alla portata di tutti. Vivi Bistrot, locale situato nel cuore di Villa Pamphili ne è la prova.

Tutto è cominciato con un picnic…

Vivi_BistrotRoma, 2007. Daniela e Cristina, due amiche alla soglia dei 35 anni da poco sposate e mamme, organizzano un’uscita di gruppo nel parco romano. Un’occasione, questa, per ritagliarsi una pausa dal tran tran della vita metropolitana immergendosi in uno spazio (anche metaforico) all’insegna della pigrizia, della bellezza e del buon cibo. Uno stacco, una parentesi oziosa a pochi passi da casa.

L'idea

Da lì nasce l’idea di creare un locale in cui offrire cibo sano godendo di una cornice naturale. In quel momento, però, concetti quali quello della sostenibilità, dei prodotti a Km0, dei packaging eco-friendly erano comunque “patrimonio” di una nicchia, una ristretta cerchia di estimatori e addetti ai lavori. Così, Daniela e Cristina iniziarono a viaggiare, e frequentare fiere e workshop.

Si rivelò necessario autogestirsi anche dal punto di vista finanziario, attingendo a risparmi personali e vendendo beni di proprietà. Le banche, infatti, costituzionalmente restie a investire in iniziative pionieristiche e sperimentali, si chiamarono fuori, e iniziative quali quella della raccolta fondi dal basso erano di là da venire.

Vivi Bistrot è oggi una realtà consolidata e diversificata

La motivazione, l’impegno e la competenza di Cristina e Daniela hanno dato, nel tempo, i loro frutti. Così, a distanza di dieci anni, il locale bio ospitato da un fienile dell’Ottocento ristrutturato in stile provenzale gode di ottima salute. Situato nella parte più suggestiva di Villa Pamphili, circondato da una distesa di prati che si perde a vista d’occhio, offre infatti ai patiti del mangiar bene un articolato menu, che abbraccia colazione, pranzo e cena.

Scegliendo Vivi Bistrot è possibile regalarsi un break dallo stress quotidiano senza dover affrontare frustranti ed estenuanti viaggi in macchina per uscire dalla città. Un luogo ideale, questo, non solo per organizzare picnic e feste private, ma anche per fare yoga.

Anche le banche si piegano al potere dell’amore

Vivi_BistrotCristina e Daniela hanno fondato Vivi Bistrot in corrispondenza di uno snodo cruciale delle loro vite. Dopo aver raggiunto una certa stabilità nel privato, infatti, erano alla ricerca di un progetto che mettesse insieme passioni, interessi individuali e realizzazione professionale.

“Confezionare un piatto richiede un investimento di tempo, creatività ed energie indirizzate agli altri, oltre che a noi stessi. Le ricette che proponiamo sono state frutto di fecondi vagabondaggi nei mercati, hanno tratto spunto da libri, o sono scaturite dalla scintilla di chiacchierate con esperti, amici, nonni e agricoltori. Il filo conduttore che li ha portati a noi è la convinzione che il cibo è un atto d’amore, una dichiarazione d’intenti. La volontà di prendersi cura, di praticare la dedizione”. Così si legge nel sito di Vivi Bistrot.

I risultati 

Vivi_Bistrot

Hanno convinto anche gli istituti di credito della bontà del progetto, e Cristina e Daniela, negli anni, hanno dimostrato di essere partner finanziari importanti, puntuali e affidabili nei pagamenti.

L’energia e la creatività, peraltro, hanno dispiegato tutto il loro potere di contagio. A Vivi Bistrot, infatti, è seguito un nuovo locale situato a Piazza Navona, all’interno di Palazzo Braschi. “All’inizio eravamo in 5, poi siamo arrivati a 50. Il Jobs Act ci ha dato una grossa mano nella ricerca del personale, e chi abbiamo reclutato come apprendista è cresciuto rapidamente, guadagnandosi un posto a tempo indeterminato. Per questo speriamo che iniziative del genere vengano replicate”.

Mettersi in gioco

Stare in prima linea è una scelta impegnativa, umanamente e materialmente. Rischi e incognite sono all’ordine del giorno, e sarebbe da incoscienti non metterli in conto. Tuttavia se l’iniziativa è meritevole e viene portata avanti con scrupolo e professionalità i risultati emergono quasi naturalmente, e i rinforzi (utili, ma non sempre necessari) arrivano.

Essere pionieri non è un gioco, ma può essere una sfida incredibilmente affascinante e stimolante
 
francesca garrisi

 

 
 
 

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Dal Giappone l’ispirazione per un’idea semplice ma geniale: i vestiti che crescono con i bambini

I figli sono pezzi di cuore

Motori d’amore che catalizzano le risorse umane – e materiali – dei genitori. Procreare è un investimento in tutti i sensi, e per questo, sempre più, le coppie scelgono di prendersi tutto il tempo necessario a stabilizzarsi economicamente, prima di farlo.

Children_clothesSoprattutto nei primissimi anni di vita i bambini crescono a vista d’occhio. Un passo alla volta vanno alla scoperta del mondo e si rendono autonomi dai genitori. Ogni giorno è fonte di nuove conquiste ed esperienze…e per affrontarle è necessario un continuo ricambio di guardaroba. Si è calcolato infatti che, prima dei tre anni di vita del pargolo, si spendono circa 2.000 sterline in capi di vestiario.

 

Ne consegue che, per tamponare l’emorragia del portafoglio, molti genitori conservano i capi del pargoletto per riutilizzarli in caso di secondo (e magari anche terzo) figlio. Chi si ferma al primo invece, magari, dona gli indumenti dismessi a parenti, amici e/o famiglie bisognose. Un modo, questo, che si rivela indubbiamente efficace, quantomeno per arginare gli sprechi economici e l’inquinamento. Tuttavia, una serie di problemi di fondo rimangono aperti. Vale a dire, la necessità di un incessante rifornimento da parte dei consumatori spinge il mercato a una produzione intensa, con ripercussioni inevitabili sulla qualità delle merci, e sulla retribuzione dei lavoratori.

Petit Pli: cosa c’entra l’abbigliamento con l’origami?

Petit_PliUna soluzione potrebbero essere i vestiti espandibili, ovvero capaci di “crescere” di pari passo al bambino plasmandosi di volta in volta sulla forma e sulle dimensioni del suo corpo. A pensarci e tradurre l’idea in azione è stato il giovane designer Ryan Yasin che, combinando alcuni tessuti con i principi matematici, è riuscito a rispondere a un quesito ambizioso: gli indumenti possono trasformarsi da oggetti statici in dinamici? La risposta, affermativa, è arrivata con Petit Pli, linea basata sul concetto di origami. Ciascun capo, infatti, è composto da una serie di pieghe allungabili in 3D che assecondano le varie fasi della crescita da tre mesi a tre anni.

Petit Pli si avvale di materiali ultra leggeri, impermeabili e traspiranti perché i bambini sono atleti dell’estremo”. Così si legge sul sito del progetto, la cui commercializzazione potrebbe avvenire nei prossimi mesi, dato che Ryan Yasin ha avviato i contatti con aziende del settore per lanciare la produzione su scala industriale.

I vestiti Petit Pli sono realizzati mediante tessuti caratterizzati da una struttura auxetica, che consente loro di allargarsi se vengono allungati, e viceversa. L’iniziale fase di progettazione è stata alquanto laboriosa perché, raccogliendo i feedback dei genitori, Ryan Yasin aveva constatato che questi non gradivano che i materiali entrassero a contatto con la pelle dei bambini.

La ricerca di un’alternativa funzionale ha portato al confezionamento di indumenti simili a un’armatura medievale, che possono essere piegati e infilati in valigia senza sgualcirsi, e che sono lavabili in lavatrice senza che le pieghe si rovinino.

La necessità aguzza l’ingegno (degli zii frustrati)

Petit_PliMia sorella aveva da poco avuto un bambino, e prima di vederlo gli avevo comprato dei vestiti. Quando però sono riuscito a farglieli avere, lui era cresciuto e non ci entrava più. Questo ha innescato la molla dell’ispirazione, in quanto ho cominciato a chiedermi come si potesse risolvere la questione”. Petiti Pli è nata quindi da un’esigenza personale connessa a un episodio della sua vita privata, ha spiegato Ryan Yasin.

Il suo background formativo lo ha indubbiamente agevolato a imboccare la giusta direzione, in quanto il 24enne si è laureato in ingegneria aeronautica. Allo studio presso il Royal College of Art di Londra è peraltro seguito un periodo in Giappone, durante il quale la sua attenzione è stata catalizzata dagli innovatori del settore della moda. Tra questi, Issey Miyake ha utilizzato principi matematici per confezionare vestiti simili a sculture.

L’impegno premia

Petiti Pli è valso a Ryan Yasin il Dyson Award inglese, che gli ha fruttato 2.000 sterline. Ora il 24enne è in lizza per l’equivalente internazionale del premio, che verrà assegnato a fine mese e che porterà 30.000 sterline nelle tasche del vincitore. “Voglio fare in modo che Petit Pli raggiunga più persone possibile, voglio perfezionare il marchio, e voglio farlo arrivare al mercato. Più di tutto, però, voglio continuare a impegnarmi per realizzare il connubio tra tecnologia e moda, e potenziare le abilità umane espresse attraverso l’abbigliamento. D’altronde non è un caso che questo venga definito una seconda pelle”. 

 
francesca garrisi
 
 

 

 

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Criptovalute. Ma si guadagna davvero?

Bitcoin. La valuta del futuro?

 bitcoinPer capirlo abbiamo sentito AvaTrade, broker forex e di CFD leader, fondato nel 2006 e che offre oltre 250 strumenti finanziari, piattaforme di trading d'eccellenza e una nuova app all'avanguardia per il trading da mobile, AvaTradeGO. 

Il broker leader nel mercato forex e dei CFD, ha aggiunto al suo già vasto portafoglio l'ultima criptovaluta, Bitcoin Cash

Questo porta l'offerta di criptovalute disponibili sul mercato a 7

Infatti, aggiungendosi a Bitcoin, Ethereum, Ethereum classic, Dash, Ripple e Litecoin. Il nuovo strumento di trading, Bitcoin Cash,è negoziabile con il simbolo BCHUSD.

Dalla nascita ad inizio agosto 2017 in seguito al fork di Bitcoin, Bitcoin Cash ha raggiunto il terzo posto per volume negoziato tra le criptovalute, dietro a Bitcoin ed Ethereum. 

AvaTrade continua ad essere un pioniere, facendo di tutto per essere il primo ad abbracciare i cambiamenti ed estendere l'offerta nel trading di criptovalute.

Il CEO di AvaTrade, Dáire Ferguson, commenta così

"Il 2017 sarà l'anno del trading di criptovalute e siamo molto orgogliosi di essere i leader nel settore e di offrire ai nostri clienti il miglior ambiente di trading". "Tutto ciò che facciamo è guidato dalla passione per i nostri clienti e dalla volontà di rispondere alle loro esigenze, offrendo nuove ed interessanti opportunità di trading".


Ma che cosa sono le criptovalute?

Una criptovaluta è un bene di tipo digitale che viene utilizzato come modalità di scambio attraverso la crittografia per rendere sicure le transazioni e controllare la creazione di nuova valuta. 
 
Essenzialmente il modo migliore per spiegare come funziona una criptovaluta, è quello di prendere il Bitcoin come esempio principale. 
 
Bitcoin è diventata la prima criptovaluta decentralizzata, ideata da Satoshi Nakamoto nel lontano 2009. Da quell’anno in poi, è stato un proliferarsi di criptovalute, le cosiddette altcoins, un grande insieme di alternative a Bitcoin.

Tuttavia negli anni Bitcoin ha mantenuto il suo status di criptovaluta più importante, raggiungendo anche picchi di 1000 dollari per un singolo Bitcoin.

Come acquistare BitCoin?

Senza farsi male, copiando i traders che già investono in Criptovalute, la migliore piattaforma è quella di eToro. Infatti, con eToro è possibile osservare chi compra già bitcoin e copiarne le dinamiche. I guadagni di eToro possono essere pagati sul proprio conto corrente o  paypal.
 

di Duccio
Blogger criptato

 

 

 
 
 

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