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Roma Fringe Festival, la magia del teatro nel cuore della Capitale

Silenzio. 

roma-fringe-festivalLa splendida cornice di Villa Mercede. I palchi montati tra le fronde degli alberi, a simulare un non luogo, un’atmosfera densa dove tutto può accadere. Sembra quasi di non trovarsi nel cuore di Roma, a due passi dal movimentato quartiere universitario di San Lorenzo.

Il Roma Fringe festival è giunto quest’anno alla settima edizione ed è un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro indipendente. Un’invasione di talenti, di stili, di prospettive di un’arte tanto antica quanto “trasformista”, che non smette mai di rinnovarsi. 

Dramma, comicità, stand up comedy, riadattamenti di grandi classici per un totale di otto spettacoli a sera,messi in scena per tre giorni di seguito ad orari diversi. Un’iniziativa che accompagna dolcemente verso la fine dell’estate; le danze sono state aperte il 17 settembre mentre la serata finale è prevista il 23, con relativa premiazione.

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Ad ogni performance ( ogni pièce costa sei euro) il pubblico è invitato a esprimere il proprio giudizio con un voto che va da uno a quattro. La giuria invece potrà valutare secondo parametri più approfonditi quali regia, recitazione e drammaturgia.

L’entusiasmo dei giovani artisti è pervasivo. All’ingresso vedi già attori in costume, personaggi in cerca di pubblico che ti propongono  con fervore la visione degli spettacoli successivi. 

Impossibile non ritrovarsi attorniati da un turbinio di colori, che ti fa subito venir voglia di tornare il giorno dopo…e quello dopo ancora. Un’atmosfera che ha persino un'eco internazionale: il Roma Fringe Festival prende infatti le fila dal suo gemello di Edimburgo, una delle maggiori kermesse artistiche del mondo.

 

Le luci si abbassano e si entra nel vivo delle rappresentazioni alle 19.30, ma già dalle 18.30 si può sorseggiare una fresca birra nelle due aree bar o passeggiare lungo il mercatino vintage. Peraltro il Fringe non è solo teatro, ma da quest’anno include anche il cinema, nella spettacolare Movie Fringe Arena; uno spazio dedicato al grande schermo, una raffinata serie di pellicole che vanno dalle più recenti alle vere e proprie chicche, con tanto di ospiti ed eventi speciali.

«Quest'anno siamo riusciti a fare una selezione di spettacoli in cui circa il 90% è costituito da nuove drammaturgie» ha dichiarato il direttore artistico Davide Ambrogi. «Testi che, dal taglio civile, ironico o poetico, affrontano la contemporaneità, l'attualità con un occhio particolare alla società dei "social" e dell'immagine, ma anche storie vere, dal terremoto alla Palestina, passando a delle interessanti analisi generazionali, con madri e padri a confronto» .

prove-aperte-3Giovani promesse del teatro si alternano ad “artisti più navigati”. Da segnalare ad esempio la presenza di Max Mazzotta (l’Enrico Fiabeschi di Paz) nello spettacolo Prove Aperte.

Un evento per tutti i gusti che sicuramente ci accompagnerà fino al 2019 nella stessa suggestiva location, grazie all’affidamento triennale nel municipio due di Roma. Un “premio di riconoscimento” per l’ottimo lavoro fatto, già apprezzato sul piano nazionale e internazionale.

Un coacervo di nuove proposte che sicuramente non vi lascerà insoddisfatti. Che si apra il sipario e lo spettacolo abbia inizio. 

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di Irene Caltabiano

 
 
 
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Greek food: quando il sushi non fa più così tendenza

Da bambini dovevano costringerci per mangiare un pezzettino di pesce. 

sushiIn tutta onestà, non era una prelibatezza così invitante. Di un colorito spento, triste, poco saporito. Eppure, come ci è stato inculcato, faceva bene a memoria e salute. E così… giù il boccone!

Si "sushi" chi può

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Chi lo avrebbe mai detto, quindici anni dopo, che quel cibosarebbe diventato un must have settimanale? Soprattutto per adolescenti e giovani in carriera, il tanto osannato sushi rappresenta ormai un dovere sociale ed un momento di riunione con gli amici. Una sorta di appuntamento fisso, una sorta di caffè delle 21.30 ( si sa, prima di quell’orario siamo ancora in tenuta da giovani in carriera, non c’è mica tempo per cenare).

Niente intrugli. Solo materie prime di altissima qualità ed un’eccezionale maestria nel trattarle e presentarle. La cultura giapponese ha ormai conquistato l’Occidente ed è molto difficile individuare competitors di alto livello che possano tenerle testa…o forse no?

Parola d'ordine: KALAPÀ

souvlakiPrezzi abbordabili ed ambiente familiare. Qualche tavolo e pochissime sedie. Avete mai pensato ad una concorrenza che scelga una strategia opposta ed alternativa per il successo?

 Prende sempre più piede la passione per il cibo greco, dai sapori forti e speziati. Locali in cui  si punta su comodità e familiarità, caratteristiche proprie di quei posti assolati ed unici che almeno una volta nella vita vanno esplorati. Per gli amanti della “Pita”, della “Feta” o delle deliziose patate ripiene  oggi non ci sarà più bisogno di aspettare le ferie estive per armarvi di bagagli e partire alla riconquista di quei sapori. Esistono tanti fast food appena poco fuori dal centro storico di Roma che sapranno regalarvi soddisfazioni e momenti di buongusto.  Uno per tutti?Il ristorante-pub Kalapà.

La tendenza non si crea dall’oggi al domani. Ma le attività innovative vanno sostenute ed incentivate e, soprattutto, la società insegna che la moda ha una forma circolare: il vero must, dunque, è quello di non fidarsi troppo degli hobby più in voga. Prima o poi si dissolveranno per ricomparire, forse, tra qualche decennio.

È dura rinunciare al tempura del mercoledì con gli amici (quello delle 21,30, non prima) per fare posto, magari, alle kumpir:patate grandi, tagliate a metà e guarnite con condimenti da leccarsi i baffi. Oppure al Souvlaki con maiale o pollo. È dura anche mangiare in piedi, appoggiati ad un bancone, invece che starsene comodamente seduti fra musichette orientali di sottofondo. Già. Ma chissà se, provandoci, si apprezzerebbe trascorrere un mercoledì alternativo e, magari, reinventare qualche monotona “regola” di questa società?

 

di Giorgia Sollazzo

 

 
 
 

 

 

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The latin dream: piccoli sogni sul grande schermo

Il binomio vincente

Quando un progetto nasce con l’idea di fare business otterrà un risultato… che un progetto nato dal cuore difficilmenrte raggiungerà.

Già. Lavoro e successo, un binomio molto desiderato. Ma sempre possibile? Solo se a essere messe in gioco saranno passione e volontà .

L’Italia, una tribù che balla

Il 29 giugno 2017 non sarà un giorno come un altro. O perlomeno non per la maggior parte degli appassionati al mondo latino dei balli caraibici. Per le persone non ancora informate a riguardo, è bene sapere che viviamo in una società considerata come un vero e proprio clan salsero

 

Statistiche alla mano, sono più di due milioni le persone in Italia che, di ogni età, sesso o estrazione sociale frequentano le sale da ballo. Una passione esplosa e che continua a diffondersi sempre più, nata in un momento delicato di crisi. Ma non è nei momenti difficili che i divertimenti semplici e sani come, appunto, il ballo non solo resistono ma trovano maggiore slancio?

The latin dream, tra passi e passione

È partendo da questi presupposti che potrete gustarvi al meglio il film che, il 29 giugno, uscirà nelle sale cinematografiche delle maggiori città italiane.

L’idea per The Latin Dream nasce da Fernando Sosa, affermato e riconosciuto coreografo ballerino di fama mondiale, nato in Uruguay ma residente a Milano, dove insegna nella sua accademia da più di vent’anni. 

La storia è incentrata sul ballo, con lo scontro tra due mondi diversi a fare da cornice: quello della salsa acrobatica e tecnica contro il mondo classico e spontaneo della danza. Una coinvolgente avventura che vede la tecnica, il movimento e l’amore a fare da protagonisti.

Perché affrettarsi a prenotare il biglietto? Perché il “sogno latino” rappresenta più di una banale produzione cinematografica. Regista, produttori ed attori sono tutti affermati ballerini di salsa e musicisti che, spinti da un comune obiettivo, hanno scelto di unirsi e lavorare sodo affinchè la passione verso un mondo, fino a poco tempo fa considerato lontano, potesse emergere agli occhi di ogni singolo spettatore. 

Per portare in superficie il lavoro di una vita ed il messaggio che il film vuole trasmettere: il divertimento ha un sapore più intenso se vissuto con passione.

 Mettetevi comodi, perciò. E, soprattutto, riposatevi…dopo il cinema sarete travolti dalla voglia di ballare ed entrare a tutti gli effetti nel mondo caraibico.

 

di Giorgia Sollazzo

 
 
 

 

 

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