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Cibo e libri per riscattare Scampia. Arriva la Scugnizzeria

A cosa vi fa pensare l’espressione seconda possibilità? 

ScampiaSe avete un’indole romantica, la prima immagine che vi balenerà in mente sarà quella di due persone che, dopo aver percorso un tratto di strada separate, decidono di riprovare a stare insieme. 

Negli animi più disincantati, invece, potrebbe scattare l’associazione con la figura di un ex detenuto in là con gli anni, plasmato – nel bene e nel male – dagli eventi attraversati, alla prese con il ritorno alla vita “fuori”.

Effetto e portata

Veder uscire queste due parole dalla bocca di un adolescente, inevitabilmente, ne amplifica effetto e portata, probabilmente perché istintivamente colleghiamo il concetto che evocano a realtà completamente diverse. 

Sentirne da parlare da chi ha il volto liscio, lo sguardo affamato di esperienze e l’anagrafe a favore, ci spiazza. Eppure, in alcuni contesti, violenza e illegalità sono una cappa capace di soffocare ogni forma di vita.

La Scugnizzeria 

Scugnizzeria

E' un fiore testardo nato nel mezzo di un territorio aspro e scomodo

Si tratta della prima libreria fondata al confine tra Scampia e Melito di Napoli, nella periferia occidentale del capoluogo campano. 

Un territorio, questo, balzato lugubremente ai primi posti delle cronache per innumerevoli fatti di sangue legati alle piazze di spaccio e alle faide di camorra.

Dove si trova?

A Parco Prima Casa, in via Circumvallazione Esterna 20 A, dove fino a qualche anno fa c’era un centro estetico, il 29enne scrittore ed editore Rosario Esposito Larossa ha deciso di dare vita alla prima enolibreria locale.

L’iniziativa 

Viene gestita da una sorta di famiglia allargata: il giovane è infatti affiancato dalla moglie Maddalena Stornaiuolo, attrice, che coordinerà una scuola di recitazione, dal fratello Antonio, e dai ragazzi dell’associazione Voci di Scampia (Vodisca), fondata per offrire un punto di riferimento e un baluardo di legalità. 

Un’occasione, questa, per riscattarsi da una quotidianità problematica, e magari anche da un’esperienza carceraria precoce.

Cosa si trova nella Scugnizzeria?

ScugnizzeriaRosario Esposito Larossa ha fatto una scelta precisa, ovvero, puntare su libri terroni, pubblicati cioè da gruppi editoriali meridionali. 

I volumi provenienti dal Sud sono spesso penalizzati, anche se contribuiscono in modo fondamentale a preservare la bibliodiversità”. 

Qui si possono inoltre comprare prodotti enogastronomici (vino, miele) realizzati da cooperative sociali locali.

Chi visita la Scugnizzeria 

Può trovare i pizzini della legalità in versione cartacea e digitale. I primi raccontano le storie delle vittime innocenti di mafia, i secondi sono calamite da frigorifero corredate da un Qr Code che permette di leggere la ricostruzione delle vite di figure emblematiche come Giancarlo Siani, Peppino Impastato e Don Diana. 

A questi si aggiunge la pizza letteraria

Una scatola di pizza d’asporto contenente tre libri. “Chi l’ha detto che con la cultura non si mangia? Noi possiamo dimostrare il contrario”, così Rosario Esposito Larossa.

Tuttavia, l’oggetto più particolare che si può trovare nella Scugnizzeria è il profumo di carta, ottenuto mediante i fiori di un particolare tipo di gelso. “L’albero è molto diffuso in zona, e per una volta non viene abbattuto per  produrre nuovi volumi”.

L’iniziativa del libro sospeso

ScugnizzeriaIspirata a quella del caffè sospeso, è stata ideata per consentire a chi non può acquistarne di leggere comunque. Infatti, chi vuole e può, ne compra due lasciandone uno a disposizione in libreria.

L’ospedale dei libri 

Sarà ospitato dal magazzino della Scugnizzeria, che può contenere fino a 27.000 volumi. Qui gli ex detenuti frequenteranno un laboratorio di legatoria che permetterà ai volumi destinati al macero di tornare a vivere. 

Imparando ad aggiustarli, si prenderanno cura delle storie contenute al loro interno. Questo li aiuterà a riannodare, pian piano, anche i fili della propria”.

In libreria ci sarà spazio anche per una scuola di teatro

Le iscrizioni sono già state numerosissime. In prevalenza si tratta di bambini molto piccoli, che, attraverso la recitazione, potranno compiere un percorso inverso a quello fatto abitualmente. Sul palco, potranno infatti togliere la maschera che la durezza del quotidiano ha imposto loro.

Il biliardino

Un ruolo fondamentale, nella Scugnizzeria, ha il biliardino posto al centro della sala. Ogni volta che qualcuno ci giocherà, il pensiero andrà ad Antonio Landieri, cugino disabile di Rosario Esposito Larossa assassinato a 25 anni il 6 novembre 2004 nell’ambito della faida tra il clan Di Lauro e gli scissionisti. 

Su una parete della libreria campeggia la foto del ragazzo, vittima accidentale e innocente. “È un cerchio che si chiude”.

Tendere la mano aprendo le porte

Rosario Esposito Larossa ha acquistato la sede della Scugnizzeria, e lo ha fatto senza il sostegno delle banche. La scelta ha una forte valenza simbolica, in quanto testimonia la volontà di mettere radici nel territorio, offrire stabilmente ai ragazzi un’opportunità di riscatto, confronto e arricchimento culturale. 

I politici vanno e vengono, noi invece vogliamo restare, dimostrando che, mentre quando eravamo adolescenti noi l’unico modello di riferimento era quello del camorrista, oggi ognuno di loro può scegliere cosa diventare. Vogliamo permettere loro di essere liberi, a prescindere da ciò che decideranno”.

“La vera piazza di spaccio è questa, e non si tratta solo di una scritta sul muro. Io prima non avevo mai letto un libro, invece ne ho preso uno e l’ho letto fino alla fine. La Scugnizzeria è una piazza di spaccio di libri e quindi di cultura, con prodotti che costano poco e hanno un valore inestimabile”. A parlare è Antonio, 14 anni.

Una vita dedicata a Scampia

Il filo rosso che attraversa il percorso umano e professionale di Rosario Esposito Larossa è frutto del connubio tra cultura e legalità.  A 18 anni pubblica infatti “Al di là della neve”, raccolta di racconti dedicati al cugino che gli vale il Premio Fabrizio Romano (2007) e il Premio Siani (2008). Contestualmente, fonda con la moglie l’associazione Voci di Scampia e la Biblioteca Popolare per Ragazzi che raccoglie più di 20mila volumi provenienti da tutta Italia.

Made in Scampia

ScugnizzeriaIl giovane è anche alla guida del marchio imprenditoriale Made in Scampia e della Marotta & Cafiero Editori, che gli è stata ceduta dai proprietari, Tommaso e Anna, quando sono andati in pensione. Rosario Esposito Larossa ha pubblicato con loro anche “Sotto le ali dell’airone” dedicato ai bambini della zona che cercano nello sport un’occasione di riscatto.

A coronamento delle esperienze maturate finora l’editore è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onoreficenza di Cavaliere dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana. 

Un premio, questo, che lui definisce collettivo e che vuole condividere con i ragazzi incontrati sul suo cammino in questi anni.

Degrado e illegalità 

Non sono mai un “destino” iscritto nei geni del territorio. Non rappresentano qualcosa di ineluttabile. Sono, piuttosto, un incidente di percorso che può protrarsi più o meno tempo. Gli uomini, dal canto loro, hanno il potere di rifiutare lo stato di cose e rovesciarlo, scrivendo un presente e immaginando un futuro differenti. Non sempre però, ne sono consapevoli. 

Storie come quella di Rosario Esposito Larossa dimostrano quanto può essere efficace anche la classica goccia nel mare. 

A fare la differenza è la sua ambizione di imitare la goccia cinese. 

 

 

 
 

 

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Nuove idee di business:aprire un salone di bellezza ambulante

Le Boudoir des Cocottes, il salone di bellezza a domicilio

Boudoir des CocottesPuò essere utile a chi non può uscire di casa come una persona anziana, oppure può risolvere “un’emergenza bellezza” a chi ha un improvviso appuntamento galante o di lavoro e vuole presentarsi sempre al meglio. Stiamo parlando di un salone di bellezza itinerante pronto a farci manicure,trucco ed acconciatura direttamente a domicilio.

L'investimento 

Prende in considerazione due fattori. Il primo è che l’età media della popolazione cresce e che quindi ci saranno più anziani, il secondo è che migliorano le condizioni di salute di questi ultimi e che quindi crescerà la richiesta di servizi di intrattenimento, bellezza e benessere per questi. Ecco che si prospetta interessante l’idea di estetisti e parrucchieri che lavorino a domicilio.

Nel secondo caso,invece, si parte dalla necessità di avere sempre un aspetto gradevole sul lavoro o nella vita sociale soprattutto nelle grandi città.

 

Come si chiama?

E nella ville lumière dove tutto è chic e tutto è possibile gira un bellissimo furgoncino rosa confetto, con tanto di ciglia finte, che rendono più femminili i fanali, che effettua soste davanti agli hotel e ai monumenti più importanti della città proponendo un un’acconciatura o un trucco perfetto. Si chiama  Boudoir des Cocottes ed è disponibile anche in caso di “emergenza bellezza”, perché in soli 15 minuti raggiunge la persona che l’ha contattato nel suo domicilio.

L’idea

Ingrid e EstelleSi chiamano Ingrid ed Estelle le due intraprendenti ragazze che hanno dato vita a questo salone ambulante. La loro idea è nata da un semplice desiderio che hanno un po’ tutte le donne e cioè avere un minuscolo beauty center sempre a portata di mano. Aiutare tutte le persone con gli occhi affaticati a forza di strizzarli davanti al computer e con il viso marcato dalle ore d'ufficio a riacquistare un aspetto fresco e sempre alla moda.

Dove si trova?

Ispirandosi ad un’idea bohemien di girare il mondo sul camioncino-icona della Volkswagen hanno dato vita a Boudoir des Cocottes che è diventata una vera e propria esperienza da provare se si è a Parigi. Le esperte truccatrici e parrucchiere sono vestite con abiti anni ‘50 e effettuano il trattamento estetico in soli 15 minuti a costi più accettabili rispetto ad un classico salone di bellezza.

Simona
Blogger no-fashion

 

 

 
 

 

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Sfogliacampanella.it, la sfogliatella 2.0 che arriva dappertutto

Vincenzo Ferrieri, pasticcere napoletano crea un sito per vendere le sfogliatelle napoletane

sfogliatella a napoliPerché la sfogliatella fatta a Napoli ha tutto un altro sapore e la vogliono tutti, anche all’estero. Lo ha capito Vincenzo Ferrieri,32 anni pasticcere napoletano, che ha creato un sito, sfogliacampanella.it, di e-commerce, specializzato nella vendita di sfogliatelle, dolci e salate, babà e sfogliacampanelle. 

Con la sua capacità inventiva e la sua creatività,tipica dei napoletani, ha deliziato per anni sia gli italiani che i turisti in quello che è lo storico laboratorio in Piazza Garibaldi, punto nevralgico dell’intera città. 

Ha così deciso di portare i suoi prodotti ovunque vengano richiesti sul sito.

Chi è Vincenzo Ferrieri?

 

Vincenzo Ferrieri è un pasticcere con una grande esperienza ereditata da padre e nonno e con una passione per la pasticceria creativa. 

Vincenzo ferrieri

Dalla sua creatività nasce la Sfogliacampanella un dolce che unisce la pasticceria napoletana a quella siciliana e che egli stesso definisce come “l’incontro tra sfogliata riccia e babà uniti da una crema di ricotta”.

Sfogliacampanella è anche un negozio fisico situato nel cuore di Napoli a via San Biagio dei Librai 110 all’interno del quale si può acquistare la sfogliatella e decidere come farcirla. Si può,inoltre ,assistere alla sua preparazione e vedere Vincenzo e suo nipote all’opera.

Il sito

Sul sito si possono acquistare il classico babà napoletano, le sfogliatelle dolci, disponibili in ben 11 gusti (frutti di bosco, mandorla, bacio, ricotta e pere,  limoncello, pistacchio, albicocca, arancia, nocciola, oreo e, ovviamente, quella classica) e le sfogliatelle salate, disponibili in 7 varianti (provola e melanzane, provola e peperoni, provola e zucchine, ricotta e salame, salsicce e friarielli, scarola e provola, soffritto).

Il servizio online è garantito nei giorni lavorativi e le consegne avvengono nell’arco di 24 ore

Gli ordini avviati nel fine settimana verranno invece smistati il lunedì successivo.

Dove sono arrivate le sfogliatelle? 

Beh, vi basti sapere che l’ultimo ordine ricevuto è un acquisto da 3700 pezzi, diretti a Londra.

Simona
Blogger napoletana doc

 
 
 

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