Lampadine a basso consumo: e se fossero dannose?

Numerosi blog, siti di informazione e di ecologia stanno diffondendo un allarme. Pare che le cosiddette lampadine a basso consumo attualmente in commercio presentino in realtà consumi più elevati delle normali lampadine a incandescenza e che siano addirittura dannose per la salute.

Dove sta la fregatura?

La durata di queste lampade sarebbe ingannevole: le fantomatiche 10000 ore riportate sulla confezione sarebbero riferite ad un utilizzo continuativo che non tiene conto delle accensioni e degli spegnimenti quotidiani. In fase di accensione, infatti, queste lampadine subiscono una sollecitazione maggiore. Quindi, a conti fatti, le lampade a risparmio energetico avrebbero una durata inferiore rispetto a quelle classiche a incandescenza. Per non parlare poi dei problemi di smaltimento legati alla presenza del mercurio, altamente tossico se sprigionato nell’ambiente.

I rischi per la salute, oltre a quelli dati dal mercurio, sarebbero collegati all’emissione di radiazioni elettromagnetiche e di radiazioni UV: tra i danni, tumori della pelle, problemi cutanei, affaticamento della vista, problemi di concentrazione, diminuzione della produzione di melatonina, aggravamento, nel caso fossero già in corso, di patologie quali lupus, dermatiti, eczemi, autismo, epilessia…

Un quadro a dir poco allarmante, soprattutto se si pensa che ormai tutti hanno provveduto a sostituire le lampadine a incandescenza con quelle spacciate per “ecologiche”.

Insomma, siamo di fronte a un ennesimo complotto a danno degli ignari consumatori? La fonte di queste informazioni però non è facilmente individuabile: come ha già rilevato lo staff di Bufale un tanto al chilo, un potenziale rischio per la salute c’è, ma non così grave come si teme. In alternativa, per stare al sicuro, è possibile utilizzare le lampade alogene o a led, ma quanto tempo ci vorrà prima che vengano scoperti terrificanti effetti collaterali anche per queste? Forse dovremmo tornare ad utilizzare le candele, quelle vegan però, altrimenti avremmo il problema dell’ingiusto sfruttamento delle api e dell’inquinamento dovuto alla paraffina.

Vale

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