Explora: viaggio nell'isola che non c'è

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Questa celebre affermazione di Antoine De Saint-Exupéry ci ricorda come da piccoli fossimo capaci di stupirci praticamente di fronte a qualsiasi cosa. Anche una volta cresciuti,  la curiosità infantile ci fa spesso tornare l’entusiasmo nei confronti del mondo.
 
Il museo Explora parte proprio dalle nuove generazioni per insegnare il rispetto verso l’ambiente, stimolando fantasia e creatività.
 
Si sentiva la necessità di uno spazio del genere, spiega la dott.ssa Tomasich, presidentessa della struttura, che ha deciso di dare vita al museo proprio in occasione della nascita del primo figlio. A Genova c’era già la Città dei Bambini, a Napoli quella della Scienza, mentre stranamente nella Capitale non era ancora presente  uno spazio di questo tipo. 
 
Perché, allora, non riqualificare un ex deposito tranviario e far scorrazzare i piccoli curiosi in giro? Da qui nasce Explora, posizionato nel cuore di Roma, in via Flaminio 80, tra Villa Borghese e Piazza del Popolo. Il complesso si ispira all’Eureka, museo nazionale dei bambini di Halifax (West Yorkshire) e ai numerosi children museums di New York. Inaugurata nel 2001, l’area si estende  per  circa 8000 metri quadri. Impreziosita da un ampio giardino, ulteriore attrattiva del luogo, è stata ristrutturata grazie al sostegno di enti pubblici e aziende private, coinvolti in una raccolta fondi di 3.700.000 euro.
 
Questa cooperativa sociale, composta prevalentemente da donne, sembra un piccolo villaggio a misura di bambino. Sviluppato su due piani, il museo dà l’opportunità ai giovani visitatori di trasformarsi per un giorno in contadini, cuochi, pompieri, esploratori, grazie a progetti come Kitchen, Nell’orto, e tanti altri. Questo gli permette di acquisire confidenza con oggetti e azioni comuni, aiutandoli a comprendere meglio il mondo e la società.
 
Gli spazi sono appositamente costruiti per far giocare i piccoli consentendo loro, al tempo stesso, di imparare.  Ci sono iniziative dedicate agli enti pubblici. Asili nido e scuole primarie non sono però l’unico target. Per esempio, le studentesse del liceo di Scienze umane  possono trovare ottimi spunti per le proprie ricerche tramite l’osservazione delle interazioni fra i bambini.
Da poco i piccoli partecipanti possono divertirsi a fare i ferrovieri, grazie a un progetto sviluppato in collaborazione con Trenitalia. Dalla cabina di guida si potrà infatti pilotare la ricostruzione di un Freccia Rossa, sospeso a 2,40 metri di altezza, in un percorso di circa 50 metri.
 
Un altro dei punti forti di Explora sono i laboratori dedicati al tema del riciclo, tra cui La seconda vita dei PFU (Pneumatici Fuori Uso). Il progetto è  in collaborazione con Ecopneus, consorzio per la raccolta  e il trattamento per il riciclo delle gomme, accompagna i bambini alla scoperta del processo di riutilizzo dei pneumatici, aiutandoli a capire l’impatto dell’ intervento dell’uomo sull’ambiente. Nel progetto Riciclo invece i mini-inventori possono sbizzarrirsi a creare nuovi oggetti da materiale di seconda mano. 
 
Explora non opera però solo sul territorio italiano; il museo è infatti da tempo una realtà in prima linea nel campo dell’ecosostenibile anche a livello europeo. Membro di Ecsite, network di musei scientifici e science centers, si è distinto già da tempo grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico. Ideato nel 2001, è stato selezionato fra i primi progetti nella categoria EnergyGlobe Award, aggiudicandosi il  terzo posto per il premio Eurosolar 2001, battendo oltre 1300 concorrenti.
Il prossimo evento in evidenza (al museo dal 24 Ottobre) è Che forza il vento!, dove i bambini potranno scoprire la forza di questo elemento naturale e le sue applicazioni nel campo dell’energia elettrica. 
 
Explora conta circa 150,000 presenze l’anno. Si può visitare tutti i giorni da gennaio a dicembre, orario 10-18.45 (turni da un’ora e 45 minuti ciascuno) prevedendo una riduzione degli orari solo nel mese di agosto (12,00-18,45).
 
Un modo alternativo per passare un allegro pomeriggio in famiglia. Unica controindicazione: una volta usciti gli adulti potrebbero soffrire di sindrome di Peter Pan.
 
 
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