E prese il vino e disse: tutto a 15 euro!

 La formula è rubata ai ristoranti giapponesi all you can eat. Ecco a voi l’equivalente alcolico. La regola? Paghi un fisso e tracanni fino a stramazzare. L’idea è venuta a un gruppo di ventenni della Milano da bere, inventori della formula Just Wine: quindici euro per cibo e vino a oltranza.
 
Il modello è quello open bar, da sempre diffuso in eventi privati e feste su invito. Il problema è che adesso il verbo bacchico ha preso anche troppo piede in locali rinomati come il The Club, in largo La Foppa e il Divina, in via Molino Delle Armi. Risultato? Centinaia di giovani ubriachi che si mettono alla guida.
 
La situazione è sfuggita di mano, tanto che il Silb  (associazione di Unione del Commercio che rappresenta le discoteche) richiede formalmente un intervento del Comune. « L’accaduto non solo è concorrenza sleale, ma anche una pratica pericolosa» dichiara Roberto Cominardi, presidente della società.
 
Carlo, 22 anni, uno degli inventori di all you can drink, afferma che l’offerta nasce per far fronte agli improponibili prezzi milanesi. «La nostra formula è intelligente: i locali che ci ospitano garantiscono cena a buffet e security , il vino lo portano aziende sponsor. È vero che alcuni, con quindici euro, bevono da soli due bottiglie di vino. Ma sono una minoranza».
 
 Se , nel caso di Just Wine, ci si limita solo al vino, in altri locali la tipologia è estesa anche ai long drink. Rum e cola, vodka lemon e gin tonic a go go dunque. 
 
Nonostante i rischi, risulta difficile essere responsabili a questo prezzo. Via libera dunque ai mezzi pubblici. Oppure diamo inizio ai casting per il ruolo di amico-taxi.
 

 
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