Professioni anti-disoccupazione: il codista

Soltanto ad un napoletano poteva venire un’idea del genere! uno abituato a vivere in un  contesto in cui lavorare è un privilegio di pochi, uno che sa come arrangiarsi quando tutto va male, uno, insomma, il cui genio proviene dalla necessità di portare il pane a casa. 

Si mette in fila al posto degli altri per 10 euro l’ora

Si chiama Giovanni Cafaro e non ha inventato il lavoro di codista, perché questo esiste già da diversi anni, almeno a Napoli, l’ha semplicemente introdotto a Milano.

Possono essere bollette, oppure pratiche Equitalia, non importa, l’essenziale è che ci sia una fila da fare e una pratica da risolvere e Giovanni interviene.

Come è nata l’idea?

Chiaramente l’idea è nata dalla disperazione di un emigrante come tanti, che lavorava presso una società di Milano che all’improvviso ha delocalizzato le proprie sedi lasciandolo senza lavoro. Ma per fortuna (per Giovanni) a Milano esiste una burocrazia lunga, e così a Giovanni, nonostante la mazzata presa, viene l’idea e si ribocca le maniche.

Ben presto gli sportelli amministrativi diventano il suo nuovo posto di lavoro, e lui si mette in fila per conto degli altri facendosi pagare. Distribuisce volantini ovunque per farsi pubblicità ed inizia il suo nuovo business.

Risultato?

Ha avuto tanto successo da ricevere interviste dalle testate italiane e straniere ed ha persino creato un workshop gratuito per aspiranti codisti che si è svolto a Milano. Ma il suoi obiettivi son molto più ambiziosi perchè vuole creare  una vera e propria “accademia del codista” dal momento che moltissime sono state le richieste delle persone interessate al lavoro, di partecipare ai suoi corsi.

Ad oggi Giovanni sembra aver superato le difficoltà avute, guadagna bene con la sua nuova professione che si fonda su una regola di base: «Non saltare mai la coda. E sorridere sempre».

Simona

guarda Giovanni in azione

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