Il risveglio della galassia lontana lontana

Il Pianeta  è abitato da due tipi di persone: quelli che aspettano il settimo capitolo di Star Wars  come fosse il giorno più importante della loro vita, e quelli che credono che Darth Vader sia l’ultimo modello di WC. C’è anche chi ha visto l’intera saga e non ha subito il fascino del lato oscuro della Forza. Individui che vengono prontamente emarginati e derisi dai fan dell’ epopea cinematografica.
 
Perché la saga più famosa del grande schermo continua a raccogliere così tanti adepti? Le vicende di Ian Solo, Obi Wan Kenobi e Luke Skywalker sono così celebri che risulta difficile parlarne senza scontentare qualcuno, come se si trattasse di persone reali. Cercheremo dunque di spiegare la spasmodica attesa dell’ultimo capitolo firmato J.J Abrams e l’incredibile successo della space opera che ha ormai quarant’anni.
 
Innanzitutto Il risveglio della forza è il primo sequel  diretto  alla trilogia originale di George Lucas, conclusasi tre decenni  fa con Il ritorno dello Jedi ( gli altri due sono Una nuova speranza e L’Impero colpisce ancora, entrambi degli anni Ottanta) . C’è inoltre da  considerare che, al contrario di altre saghe, il cast torna al completo. Ritroviamo Harrison Ford, Natalie Portman, Ewan McGregor, Cristopher Lee, attori che non hanno paura di confrontarsi con il tempo che passa. 
 
Guerre stellari è ormai parte della cultura pop, tanto da costituire un canone per il genere fantascientifico, dando vita a una vasta serie di parodie e spin off ( Balle spaziali di Mel Brooks,  Thumbs Wars, corto di  Steve Odekerk in cui i personaggi sono interpretati da pollici).  Per non parlare delle innumerevoli citazioni presenti in film e cartoni animati, da E. T. l’extraterrestre a Ritorno al Futuro, da I Griffin a I Simpson. Ormai « Che la forza sia con te!» è diventata espressione di uso comune. È nata persino una religione che si basa su principi Jedi.
 
Altro elemento fondamentale per il successo del film? Star Wars è la prima pellicola a sfruttare il merchandising,  strategia che fino a quel momento non era considerata importante per la promozione di un film. Solo la Disney all’epoca l’aveva adottata con successo. Videogiochi, fumetti, gadgets, vestiario, action figures, statuette dei protagonisti: oggetti che non possono mancare nella stanza di un  fan accanito.
 
Gli enormi incassi degli anni precedenti e soldi spesi in pubblicità promettono cifre spaventose. Si parla di due miliardi di dollari, somme a cui al momento è arrivato solo James Cameron con Titanic. Ulteriore dettaglio non trascurabile? L’universo di Lucas è totalmente originale. La sceneggiatura è sì ispirata a opere precedenti, ma non è tratta da libri o fumetti, elemento che la rende saga cinematografica per eccellenza.
 
«C’era una volta una galassia lontana lontana». L’incipit è sicuramente per i nostalgici, evocando pellicole favolistiche e artigianali, forse anche per questo più condivise.  La tecnologia digitale ci ha fatto sfociare nell’iperreale, abituando il nostro occhio a effetti speciali e rendering impeccabili, togliendo però allo spettatore il gusto della visione "più artigianale". Per questo motivo J.J. Abrams ha scelto di tornare a pellicola tradizionale e stile di primi film, strategia che gli consentirà di recuperare quella fetta di cinefili con qualche anno in più sulle spalle.
 
In sala, giovani Padawan! Alla conquista della Repubblica galattica!
 
Irene
 
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