Dal fruttariano al respiriano: un altro modo di nominare i disturbi alimentari?

In principio era il vegetariano. 

Fino a quindici-venti anni fa conoscere un vegetariano era una rarità. Era un soggetto che veniva sempre guardato con sospetto, additato come l’ingrato della situazione che si privava volontariamente della carne, quando per i suoi nonni concedersi la carne era un lusso che non sempre potevano permettersi.

Essere vegetariano oggi non desta più alcuno scalpore, anzi, è appurato che un consumo eccessivo di carne faccia male alla salute. 

Ma eliminare la carne non è stato sufficiente. 

Qualche anno fa i vegani sono piombati nelle nostre vite. Mi è capitato di conoscere diverse persone che abbracciano questa alimentazione: non li ho visti né particolarmente in forma né grassi, e, da fuori, non mi è parso che avessero un aspetto più sano degli onnivori. Forse perché i vegani che ho conosciuto fumano una sigaretta dietro l’altra e hanno la stessa resistenza all’alcol degli scaricatori di porto.  Insomma, non saranno di certo i grassi animali ad ucciderli, ma il tabacco o l’etanolo.

Comunque, anche essere vegani ormai non è più impressionante.

E tra un piatto di seitan e una cucchiaiata di tofu, ecco che siamo giunti alle frontiere più estreme dell’alimentazione: abbiamovisto fan page che voi umani non potete neanche immaginare ( Bambini fruttariani si può le batte tutte). Ma quando credi che un essere umano, per sopravvivere, non possa ridurre ulteriormente la propria alimentazione, dopo i melariani scopri l’esistenza dei respiriani (o breathariani, ma vogliamo deliberatamente evitare di utilizzare questo orrendo neologismo). 

I respiriani non mangiano, non assumono cibi solidi né liquidi. 

Essi sostengono di assimilare energia attraverso il respiro. Chiaramente questo digiuno viene nobilitato tramite qualche richiamo all’ascetismo orientale. Si tratterebbe di alimentazione pranica: il termine prana, derivato dal sanscrito, si può tradurre con “vita”, “respiro” e “spirito”, quindi nutrirsi con il respiro. 

Ma smettere di mangiare non era una malattia? 

Mi pare si chiamasse anoressia, e che potesse portare alla morte. L’esponente più famosa di questa follia è una certa Ellen Grave, ribattezzatasi Jasmuheen. È bene prestare la massima attenzione nel leggere queste notizie, la scienza parla chiaro, senza mangiare né bere si muore, nel modo peggiore, tramite una lenta e lunga agonia: infatti, alcuni seguaci di questa santona sono morti davvero nel tentativo di emulare la sua demenza.

Cosa ne penserebbe Darwin di tutto questo…selezione naturale?

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di Valentina B.