Volevate la Silicon Valley in Italia? Eccovi serviti!

Immersa nel verde dell’Eur la “Silicon Valley” romana offre alle startup 6 mesi di permanenza all'interno della struttura e dai 25mila ai 200mila euro per sviluppare

Si chiama PiCampus ed è composta da 5 ville (prossimamente 6),170 persone e 15 startup, ed è immersa nel verde del quartiere Eur di Roma. E’ stata definita la Silicon Valley italiana perché si è ispirata al modello venture capital, ossia come attrarre capitali se hai un'idea di successo, americano.

Com’è nata l’idea

Il co-fondatore e “primo cittadino”di questa struttura è Marco Trombetti che dopo 10 anni passati nella vera Silicon Valley è ritornato in Italia con l’obiettivo di importare qui il modello americano: 

Lavoro nelle startup da quando avevo 22 anni e ne ho vissuti una decina in California. Potevo impiantare là la mia Translated, ma ho pensato che se la California era già un'azienda, la mia Italia era ancora una startup. E se vuoi pensare in grande devi cominciare dalla startup, così sono rientrato.

Al ritorno dalla California Trombetti, inizialmenten fonda Memopal, un cloud storage che anticipa di pochi mesi Dropbox. 

Ma l’aver anticipato Dropbox non gli ha garantito il successo di quest’ultimo perché Memopal non ha ottenuto la stessa quantità di finanziamenti. Questo dato è stato per Trombetti particolarmente illuminante,infatti, per questo motivo,decide di aprire con la moglie Isabelle Andrieu, PiCampus.

Cos’è PiCampus

Marco Trobetti in un’intervista spiega in cosa consiste PiCampus: 

È sia un distretto per startup che un venture fund - spiega Trombetti - Noi non affittiamo desk, né siamo un acceleratore. Noi prendiamo startup già accelerate e le accompagniamo nel processo che le porta a diventare grandi, offrendo un luogo dove innovare e condividere idee, conoscenze e possibilità di ottenere investimenti.

Come funziona

Alle startup selezionate si offrono 6 mesi di permanenza all'interno di PiCampus e dai 25mila ai 200mila euro per sviluppare. Una volta entrati, gli startupper possono godere di tutto quello che offre l'ecosistema PiCampus: cucine, parchi, una piscina, una palestra, una sala riunioni, una "stanza segreta" dove meditare, un bagno attrezzato a pensatoio, un garage trasformato in back-up, biliardino, biliardo, tavolo da ping pong e soprattutto un ambiente dove scambiare idee. 

L’obiettivo è quello di sentirsi “più a casa che in ufficio”, ed aggiunge Trombetti ”così non avrai paura di fallire”.

Come si entra in PcCampus

In questo caso la “raccomandazione” conta perché come spiega Trombetti i modi per entrare sono essenzialmente tre:

Selezioniamo startup che siano uscite da un acceleratore, come quello della Luiss, e vengono qui per crescere; quelle segnalate dai nostri funders, che non fanno una vera e propria attività di scouting ma raccomandano persone e startup che secondo loro valgono; infine si può entrare a PiCampus se raccomandati dai nostri partner europei.

Tra gli attuali ospiti della struttura ci sono Filo, Le Cicogne, WineOWine il portale per scoprire e ordinare vini dai produttori italiani ed ancora Boom, che sta progettando il nuovo Concorde che dovrà collegare Londra e New York in tre ore e mezza.

C’è anche ClickMeter e la sua nuova ReBrandly, l'app che ti permette di creare shortlink per fare del tuo nome un brand da condividere e valorizzare.

PiCampus rappresenta per queste startup un 'isola felice".

Simona
Brand story agitator


 

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