Utilizzeresti bottiglie ricavate da scarti di latte e formaggi?

Economia circolare.

bottiglia-latteLa parola d’ordine dei nostri tempi. Lo stop a spreco di cibo, materiali ed energia è ormai un vero e proprio mantra. Un motto che per ENEA, Agenzia nazionale per lo sviluppo sostenibile e per tante altre startup è diventato un modus operandi.

Ultimamente, insieme alla pugliese Eggplant, ENEA ha sviluppato il progetto Biocosì, che punta ad utilizzare le acque reflue della filiera casearia per produrre bioplastica per imballaggi e packaging, ad esempio vaschette di formaggio o bottiglie per il latte.

Come funziona Biocosì?

bioplastica2L'obiettivo è recuperare circa l’80% della lavorazione del latte per la produzione di burro e prodotti caseari

Acque che risultano prive di elementi tossici e ricche di proteine, peptidi e lattosio, sostanze riutilizzabili al 100% che non per forza devono essere smaltite. 

Il progetto avrà una durata di diciotto mesi ed è stato lanciato lo scorso 5 febbraio in occasione della giornata della prevenzione contro gli sprechi alimentari. 

Tale innovazione non risulta legata solo a esigenze di natura etica ed ambientale ma è anche utile a livello economico, legato ai costi dello smaltimento dei rifiuti caseari.

«Questa proposta può rappresentare anche una fonte di ricchezza integrativa in termini di redditività per le stesse aziende casearie, per gli stakeholder operanti in filiera e per le PMI innovative che mirano ad aumentare la competitività del territorio diversificando l’offerta di prodotto» ha detto Valerio Miceli della Divisione Biotecnologie e agroindustria dell’ENEA.

Previsioni positive

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bioplastica-latteLe bioplastiche rappresentano attualmente circa l’1% delle plastiche prodotte ogni anno in Europa. Secondo gli ultimi dati di mercato la produzione delle bio-plastiche dovrebbe aumentare del 50%, passando dai 4,2 milioni di tonnellate del 2016 ai 6,1 milioni del 2021.

Insomma, una bella rivoluzione. Un cambio di rotta che ribalta completamente il concetto tradizionale delle acque reflue come rifiuto, trasformandole in risorsa “green”, in grado di rispondere adeguatamente alla domanda di innovazione tecnologica.

Un ottimo esempio di economia circolare che cerca di rispondere all’esigenza di nuovi materiali per un’agricoltura e industria più sostenibili, con l’obiettivo di favorire un circuito virtuoso di sostanze nutritive tra aree urbane e rurali, promuovendo il risparmio energetico, il riciclo e la produzione a basse emissioni di carbonio. 

Le soluzioni esistono. Ed è un dovere di tutti sostenere riciclo ed ecosostenibilità. 

irene-caltabiano

 

di Irene Caltabiano

 

 

 

 

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