Sindrome dell'impostore: cos'è?

Un filosofo sul punto di morte disse: «L’unica cosa che ho imparato è non aver imparato nulla»

sindrome-dell'impostoreDietro a queste ultime parole si percepisce un messaggio di elevata saggezza. Eppure, nonostante avesse contribuito ad arricchire la conoscenza dell’uomo, lasciò questo mondo convinto di non aver capito niente.

Una persona che si pone degli obbiettivi e li raggiunge con successo dovrebbe sentirsi realizzata. Invece no, spesso personaggi importanti si sono espressi: “È stata solo fortuna”, “Devo tutto a qualcun altro”, etc.  Questo modo di pensare si chiama sindrome dell’impostore.

Quel che può sembrare un atteggiamento modesto, se repentino, diviene un disturbo psicologico in grado di condizionare la propria vita.

La società. Perché l’impostore colpisce tante persone?     

impostoreSecondo gli studi, almeno il 70% ha vissuto la sensazione di sentirsi inadatto e buono a nulla Vogliamo crederci o no, a influenzarci è il virus della società. Viviamo in contesti competitivi, privi di sentimento e pieni di corruzione. Basta pensare, ad esempio: “Quell’attore è lì perché è raccomandato da qualcuno”. Per non parlare della politica. Perché pensiamo a questo? La verità è che siamo costantemente circondati da informazioni di questo genere e il nostro inconscio le ha assorbite. Se prendete a campione dieci persone e gli chiedete: 

 Come si fa ad arrivare in politica?». Otto su dieci risponderanno: «Per raccomandazione».

Se la colpa fosse del carattere?

sinrome-dell'impostore-ragazzaPrima di incolpare la società, è opportuno rendersi conto della personalità che abbiamo. Se non siamo in grado di guardarci dentro, facciamocelo dire dagli amici più intimi. In genere, questo tipo di sindrome nasce da un senso ( profondo, forse troppo) di umiltà nei confronti di noi stessi. La tendenza ad essere eccessivamente umili però è dannosa e la linea di confine conl’insicurezza è ad un ( fatale) passo.

Anche essere perennemente critici è un segnale pericoloso. La tendenza è vivere in uno stato ansioso che, nonostante sia di frequente dovuto a un forte senso del dovere, è connesso  alla paura di essere giudicati. Proteggersi con la corazza è a dir poco plausibile ma sbagliato.

Strategia per essere all’altezza! Sei pronto?

autostima1.     Serenità. A Roma direbbero: “Scialla” (relax, non pensarci). La perfezione non esiste, smettila di prenderti troppo sul serio. Ti senti teso, nervoso? Vai a correre e fatti una bella doccia calda. Incomincia a cambiare abitudini di vita e vedrai come pian piano la tua condizione psicofisica cambierà. Ti sentirai più energico.

2.     “Io valgo”. Impara a ripeterlo ad alta voce. Se  ti trovi in alto e sei partito dal basso, sei stato tu a salire fino alla vetta. Voltati e guarda il cammino che hai percorso. Ti pare poco? Sapresti elencare tutte le situazioni e il processo che ti ha cambiato e portato al successo? Chissà quanti momenti bui, quanta fatica. Ma ci sei riuscito, te lo meriti …  fattelo un applauso.

3.     Sbaglia. Mettiti in gioco, sempre. L’esperienza è il nome che diamo ai nostri errori, scriveva O. Wilde. Ed è per mezzo di essa che possiamo scalare la montagna del successo. Se aspetti il momento giusto, non arriverà mai.

4.     Liberati delle paure. Prendi un diario e appunta i pensieri negativi. Non solo verranno in un qualche modo “esorcizzati” ma liberandoli potrai approfittarne per riempirti di positività. Infatti, la sindrome dell’impostore non è altro che un processo psicologico.

5.     Pensa alla morte. Tutti dobbiamo farci i conti. Per cui è meglio una vita di rimpianti e desolazione o di crescita e successo meritato?

Quel che credo è che il passato è il passato mentre il futuro è oggi: il presente. Ogni azione anche apparentemente la più banale rappresenta la direzione che vogliamo dare alla nostra vita.

Per cui guardati allo specchio e ripetiti: «Io sì che valgo!!»

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di Luca Mordenti

 

 

 
 
 
 

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