Le “magnifiche quattro” della ricerca sui tumori sono italiane

“Pioggia” di riconoscimenti per l’oncologia nostrana. Nei giorni scorsi infatti, Carlotta Antoniotti ed Emanuela Palmerini sono state premiate con il Merit Award 2016 dalla Società Americana di Oncologia Clinica (Asco). Quasi contemporaneamente, sono state insignite anche Marta Schirripa e Caterina Fontanella. Le loro ricerche sul tumore al colon e al seno sono state definite tra le «più significative al mondo».
 
Carlotta Antoniotti, 29enne di Massa Carrara, lavora presso il Polo Oncologico dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana. Emanuela Palmerini, un anno più grande, si occupa di tumori all’apparato locomotore, e sta ultimando lo studio di fase 3 sulla sinovite pigmentosa all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.
 
«Ho sempre inviato miei lavori all’Asco e ho sempre ottenuto che venissero presentati. Così è stato anche quest’anno, ma in più c’è stata la sorpresa di ricevere questo riconoscimento. Quello presentato a Chicago è solo uno dei risultati ottenuti grazie ai finanziamenti della Regione Emilia Romagna e dell’Università intitolati ad Alessandro Liberati. Sono soldi italiani, ma su altri progetti stiamo lavorando con fondi europei. In ogni caso, qualsiasi sia la provenienza del denaro, quello che fa la differenza sono le relazioni umane, quelle che si intrecciano fra ricercatori e che poi permettono di realizzare studi internazionali di livello». Così Palmerini.
La studiosa ha peraltro sottolineato che fare network è cruciale soprattutto quando si lavora su patologie rare, come nel suo caso. «Per coltivare queste relazioni ho passato diverso tempo all’estero e in parte ho rinunciato alla mia vita personale». 
 
Marta Schirripa, dopo un periodo presso la University of Southern California, si sta specializzando all’ateneo di Pisa. Anche Fontanella ha alle spalle un’esperienza all’estero (nel suo caso, presso il German Breast Group di Francoforte), e attualmente lavora all’Ospedale di Udine. Peraltro, entrambe vedono nel loro futuro nell’Italia, pur non nascondendo la soddisfazione derivante da un premio così prestigioso a livello internazionale.  Che si stia preparando una sorta di contro-esodo dei cervelli nostrani?

“Pioggia” di riconoscimenti per l’oncologia nostrana. Nei giorni scorsi infatti, Carlotta Antoniotti ed Emanuela Palmerini sono state premiate con il Merit Award 2016 dalla Società Americana di Oncologia Clinica (Asco). Quasi contemporaneamente, sono state insignite anche Marta Schirripa e Caterina Fontanella. Le loro ricerche sul tumore al colon e al seno sono state definite tra le «più significative al mondo».

 

Carlotta Antoniotti, 29enne di Massa Carrara, lavora presso il Polo Oncologico dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana. Emanuela Palmerini, un anno più grande, si occupa di tumori all’apparato locomotore, e sta ultimando lo studio di fase 3 sulla sinovite pigmentosa all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

 

«Ho sempre inviato miei lavori all’Asco e ho sempre ottenuto che venissero presentati. Così è stato anche quest’anno, ma in più c’è stata la sorpresa di ricevere questo riconoscimento. Quello presentato a Chicago è solo uno dei risultati ottenuti grazie ai finanziamenti della Regione Emilia Romagna e dell’Università intitolati ad Alessandro Liberati. Sono soldi italiani, ma su altri progetti stiamo lavorando con fondi europei. In ogni caso, qualsiasi sia la provenienza del denaro, quello che fa la differenza sono le relazioni umane, quelle che si intrecciano fra ricercatori e che poi permettono di realizzare studi internazionali di livello». Così Palmerini.

La studiosa ha peraltro sottolineato che fare network è cruciale soprattutto quando si lavora su patologie rare, come nel suo caso. «Per coltivare queste relazioni ho passato diverso tempo all’estero e in parte ho rinunciato alla mia vita personale».

 

Marta Schirripa, dopo un periodo presso la University of Southern California, si sta specializzando all’ateneo di Pisa. Anche Fontanella ha alle spalle un’esperienza all’estero (nel suo caso, presso il German Breast Group di Francoforte), e attualmente lavora all’Ospedale di Udine. Peraltro, entrambe vedono nel loro futuro nell’Italia, pur non nascondendo la soddisfazione derivante da un premio così prestigioso a livello internazionale.  Che si stia preparando una sorta di contro-esodo dei cervelli nostrani?

 

“Pioggia” di riconoscimenti per l’oncologia nostrana. Nei giorni scorsi infatti, Carlotta Antoniotti ed Emanuela Palmerini sono state premiate con il Merit Award 2016 dalla Società Americana di Oncologia Clinica (Asco). Quasi contemporaneamente, sono state insignite anche Marta Schirripa e Caterina Fontanella. Le loro ricerche sul tumore al colon e al seno sono state definite tra le «più significative al mondo».

 

Carlotta Antoniotti, 29enne di Massa Carrara, lavora presso il Polo Oncologico dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana. Emanuela Palmerini, un anno più grande, si occupa di tumori all’apparato locomotore, e sta ultimando lo studio di fase 3 sulla sinovite pigmentosa all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. 

 

 

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 «Ho sempre inviato miei lavori all’Asco e ho sempre ottenuto che venissero presentati. Così è stato anche quest’anno, ma in più c’è stata la sorpresa di ricevere questo riconoscimento. Quello presentato a Chicago è solo uno dei risultati ottenuti grazie ai finanziamenti della Regione Emilia Romagna e dell’Università intitolati ad Alessandro Liberati. Sono soldi italiani, ma su altri progetti stiamo lavorando con fondi europei. In ogni caso, qualsiasi sia la provenienza del denaro, quello che fa la differenza sono le relazioni umane, quelle che si intrecciano fra ricercatori e che poi permettono di realizzare studi internazionali di livello». Così Palmerini. La studiosa ha peraltro sottolineato che fare network è cruciale soprattutto quando si lavora su patologie rare, come nel suo caso. «Per coltivare queste relazioni ho passato diverso tempo all’estero e in parte ho rinunciato alla mia vita personale».

 

 

 

Marta Schirripa, dopo un periodo presso la University of Southern California, si sta specializzando all’ateneo di Pisa. Anche Fontanella ha alle spalle un’esperienza all’estero (nel suo caso, presso il German Breast Group di Francoforte), e attualmente lavora all’Ospedale di Udine. Peraltro, entrambe vedono nel loro futuro nell’Italia, pur non nascondendo la soddisfazione derivante da un premio così prestigioso a livello internazionale.  Che si stia preparando una sorta di contro-esodo dei cervelli nostrani?

 

 

Francesca Garrisi

 

 

 

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“Pioggia” di riconoscimenti per l’oncologia nostrana. Nei giorni scorsi infatti, Carlotta Antoniotti ed Emanuela Palmerini sono state premiate con il Merit Award 2016 dalla Società Americana di Oncologia Clinica (Asco). Quasi contemporaneamente, sono state insignite anche Marta Schirripa e Caterina Fontanella. Le loro ricerche sul tumore al colon e al seno sono state definite tra le «più significative al mondo».

Carlotta Antoniotti, 29enne di Massa Carrara, lavora presso il Polo Oncologico dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana. Emanuela Palmerini, un anno più grande, si occupa di tumori all’apparato locomotore, e sta ultimando lo studio di fase 3 sulla sinovite pigmentosa all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

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«Ho sempre inviato miei lavori all’Asco e ho sempre ottenuto che venissero presentati. Così è stato anche quest’anno, ma in più c’è stata la sorpresa di ricevere questo riconoscimento. Quello presentato a Chicago è solo uno dei risultati ottenuti grazie ai finanziamenti della Regione Emilia Romagna e dell’Università intitolati ad Alessandro Liberati. Sono soldi italiani, ma su altri progetti stiamo lavorando con fondi europei. In ogni caso, qualsiasi sia la provenienza del denaro, quello che fa la differenza sono le relazioni umane, quelle che si intrecciano fra ricercatori e che poi permettono di realizzare studi internazionali di livello». Così Palmerini.  La studiosa ha peraltro sottolineato che fare network è cruciale soprattutto quando si lavora su patologie rare, come nel suo caso. «Per coltivare queste relazioni ho passato diverso tempo all’estero e in parte ho rinunciato alla mia vita personale».

Marta Schirripa, dopo un periodo presso la University of Southern California, si sta specializzando all’ateneo di Pisa. Anche Fontanella ha alle spalle un’esperienza all’estero (nel suo caso, presso il German Breast Group di Francoforte), e attualmente lavora all’Ospedale di Udine. Peraltro, entrambe vedono nel loro futuro nell’Italia, pur non nascondendo la soddisfazione derivante da un premio così prestigioso a livello internazionale. Che si stia preparando una sorta di contro-esodo dei cervelli nostrani?

 

 

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