Sunspring, se i computer scrivono sceneggiature

Capisco che per scrivere film di fantascienza non si deve essere campioni di razionalità. 
Anzi spesso il lessico criptico rende più affascinante il risultato. Ma da qui a lasciare che un software si occupi di creare trama e intrecci tra personaggi…
 
Sunspring è la prima sceneggiatura realizzata da un’intelligenza artificiale. Un corto di nove minuti girato da Oscar Sharp, regista americano indie, che ha voluto sperimentare un modo inusuale di produrre script. Il protagonista è un attore del piccolo schermo, Thomas Middleditch, protagonista della serie cult Silicon Valley ma copione, battute e plot sono frutto di un computer.
 
Il software ha seguito per giorni una dieta a base di pellicole di fantascienza, da Alien a Starwars, da Matrix a Scary Movie, passando per cartoni animati come Futurama.  L’unico contributo umano era la struttura in cui il testo si doveva articolare. Una volta digerita e sputata la sceneggiatura, il regista  ha messo in piedi la troupe per cominciare con le riprese. Il risultato è quantomeno interessante: dialoghi ermetici e gergo che, a volte, sembra davvero appartenere a un popolo alieno. Sunspring è persino finito tra i primi dieci premiati del concorso Sci-Fi London 48 Hour Film Challenge. 
 
La bizzarra pellicola ha dalla sua quel fascino dato dalla novità dello script, che suscita allo stesso tempo inquietudine e curiosità. Ma perché i registi vorrebbero toglier lavoro agli sceneggiatori? Meno costi sicuramente, ma la mia fiducia nel genere umano continua a farmi credere che la qualità non sarebbe la stessa. Perché? Per il semplice fatto che la trama di un film è un sottile equilibrio di causa effetto che sfiora la psicologia, anzi, ne è parte.  E una macchina non potrà mai arrivare alla complessità del ragionamento e delle emozioni di una persona. Perché non è umano. 
Capisco che per scrivere film di fantascienza non si deve essere campioni di realismo.
Anzi spesso il lessico criptico rende più affascinante il risultato. Ma da qui a lasciare che un software si occupi di creare trama e intrecci tra personaggi…
 
 

Sunspring è la prima sceneggiatura realizzata da un’intelligenza artificiale. Un corto di nove minuti girato da Oscar Sharp, regista americano indie, che ha voluto sperimentare un modo inusuale di produrre script. Il protagonista è Thomas Middleditch, attore della serie cult Silicon Valley . Copione, battute e plot sono però esclusivamente frutto di un computer.

 Il software ha seguito per giorni una "dieta" a base di pellicole di fantascienza, da Alien a Starwars, da Matrix a Scary Movie, passando per cartoni animati come Futurama.  L’unico contributo umano era il modo in cui il testo si doveva articolare. Una volta "digerita" la sceneggiatura, il regista  ha messo in piedi la troupe per cominciare le riprese. Il risultato è quantomeno interessante: dialoghi ermetici e gergo che, a volte, sembra davvero appartenere a un popolo alieno. Sunspring è persino finito tra i primi dieci premiati del concorso Sci-Fi London 48 Hour Film Challenge.

 La bizzarra pellicola ha dalla sua quel fascino dato dalla novità dello script, che suscita allo stesso tempo inquietudine e curiosità. Ma perché i registi vorrebbero toglier lavoro agli sceneggiatori? Costi minori sicuramente, ma la mia fiducia nel genere umano continua a farmi credere che la qualità non sarebbe la stessa. Perché? Per il semplice fatto che la trama di un film è un sottile equilibrio di causa effetto che sfiora la psicologia, anzi, ne è parte.  E una macchina non potrà mai arrivare alla complessità di ragionamento ed emozioni di una persona. Semplicemente perchè non è umano.

 

di IRENE CALTABIANO

 

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