Stanco di essere deluso dagli altri? Prova a cambiare panni...e punto di vista

“Se ha fatto X, allora ha pensato Y. D’altronde per me, al suo posto, sarebbe stato così”

ComunicazioneInterpretare i comportamenti altrui attraverso i nostri schemi mentali è un’abitudine che probabilmente acquisiamo in modo inconscio, e che riproduciamo con la stessa naturalezza con cui ci guardiamo allo specchio. Cercare nei feedback provenienti dal mondo esterno elementi che rimandino al nostro modo di essere, che suggeriscano familiarità, serve a ridurre complessità e caos. Una bussola e un rimedio contro l’ansia da incognita, insomma.

Il problema è che spesso questo approccio causa vere e proprie docce fredde emotive. Malintesi, delusioni, e nei casi peggiori la rottura della relazione, amicale o sentimentale che sia. Un pizzico di relativismo e prudenza nella formulazione di giudizi e nel coinvolgimento sono quindi indispensabili, per evitare di farsi travolgere dagli eventi.

Un punto di vista è per definizione relativo

Comunicazione“Hai sbagliato. Io in quella situazione mi sarei comportata così”. L’errore, in tal caso, è solo uno, e cioè avere la pretesa/presunzione che ragionamenti e priorità su cui si basa il nostro comportamento siano infallibili, e quindi universalmente validi.

Ciascuno attraversa la realtà portando con sé un bagaglio che è la risultante di molteplici fattori (carattere, storia familiare, esperienze pregresse). Un mix non replicabile. Nella migliore delle ipotesi potremo incontrare persone simili, affini a noi in alcuni frangenti, ma questo non significa che i moventi delle loro azioni siano sovrapponibili ai nostri.

Maneggiare con cura parole e gesti

ComunicazionePresenza, attenzione, gentilezza, rappresentano qualcosa di desiderabile e gratificante, ma, per quanto sia sgradevole dirlo, non tutti li attribuiscono lo stesso peso. Per noi possono essere segnali di una motivazione forte, del fatto di aver scelto una persona tra tante, ma non è assolutamente scontato che per altri siano elementi altrettanto “esclusivi”. Anzi, la tendenza ormai consolidata sembra essere quella di adottare con tutti uno stile familiare ma vuoto come un guscio. Lusingare l’interlocutore come gesto fine a sé stesso, svincolato dalla volontà e dalla curiosità di andare in profondità.

Come fare, quindi, per evitare ulteriori abbagli in futuro? In primo luogo, accettando che i nostri schemi mentali non sono le colonne portanti della realtà. Inoltre, nella stragrande maggioranza dei casi, la conoscenza di una persona è frammentaria, ma richiede comunque del tempo. Buona fede e impulsività traggono in inganno, in quanto ci illudono di poter capire e formulare giudizi rapidamente e senza margine di errore.

Dunque, quando riceviamo gratificazioni inattese e fin troppo immediate, meglio tenere a freno entusiasmo e fantasia, e provare a decentrarsi dalla propria visione delle cose. Allenare la mente a considerare motivazioni e punti di vista alternativi al nostro può aiutarci a sviluppare l’empatia…e schivare colossali fregature.

 
francesca garrisi
 

 

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