Estate molesta: che tipo da spiaggia sei?

Finalmente è arrivata la bella stagione, agognata da alcuni, odiata da chi ancora non ha superato la prova costume. Ciò che non mancherà mai, il leit motiv  insieme al classico tormentone latino americano, sono i tipi da spiaggia. Gli archetipi da bagnasciuga, i re del granello di sabbia, i campioni del beach volley.  Per amore della catalogazione ne  abbiamo individuati almeno otto. Secondo voi ne manca qualcuno?
La bionda bellona: la tipa che ha passato gli ultimi 300 giorni tra sauna e palestra. La ragazza che rende inutili i tuoi sforzi per mantenere la costanza  a pilates. Lei, dal fondoschiena satellitare che fa ruotare intorno a sé l’intero sistema solare maschile. Che di cognome fa Panténe e brilla al sole più di Edward Cullen. Nel momento in cui toglie il prendisole, fa evaporare insieme all’acqua di mare l’orgoglio per quei due chili persi. La maledici e bevi tutto d’un fiato la bottiglia di Vitasnella. 
La famiglia con bambini: nel momento in cui devi scegliere dove posizionare il telo da spiaggia, la individui con il radar e cerchi di metterti il più lontano possibile dalla masnada. Esistono diverse sottocategorie ma l’emlemento comune è la straordianria capacità di rompere gli zebedei. Mamma, papà coatti e figli sono il nucleo tipo. Il pargolo più grande ha la straordinaria capacità di calcolare la parabola che farà finire la palla esattamente sul tuo asciugamano, ripetendo l’operazione dalle 10 alle 20 volte. Nel frattempo il fratellino / sorellina strilla come un ossesso, tenendo in allenamento i tuoi timpani per arrivare a livello di udito dei cani. La madre lo ignora continuando a spalmarsi copiose quantità di crema solare, con il risultato di somigliare a un orso polare in vacanza. Il padre gioca con lo smartphone e sta ore e ore al telefono mettendo a conoscenza l’intera spiaggia di vita , morte e miracoli professionali. 
 
Il molestatore: Per lui andare in spiaggia significa esser pronti a una battuta di caccia. Le sue armi? Occhialoni da diva, capello bagnato e occhio ammiccante. Il più delle volte sarebbe meglio che restasse nel suo angolo di mondo, ma a lui non importa. Deve portare a termine la missione, ovvero ottenere il numero di telefono di qualche gentile pulzella prima che arrivi il tramonto. Altrimenti gli dei dell’acchiappo lo puniranno. 
Lo sportivo: la missione è la stessa del molestatore, ma con diverso tipo di approccio. Lui punta sulla seduzione del colore, come i pappagalli brasiliani. Giallo o verde fluo e tutina che aderisce all’addominale scolpito, spara ferormoni alla velocità della luce, con atteggiamento indifferente, ergendosi al di sopra della plebaglia estiva. Lui non cerca l’esemplare femmina, è lei che deve garrire il suo interesse. Nel mentre percorre distanze lunghe come la Salerno- Reggio Calabria, oppure gioca a racchettoni sentendosi comea Andrea Agassi alla finale di Orlando. 
L’intellettuale: trasforma la sdraio nella sua libreria personale. Il suo zaino contiene di tutto da La critica della ragion pura all’ultimo successo di Sophie Kinsella. Esige il silenzio come se il lido fosse la National Library. I più tecnologici sono dotati di Kindle e sbuffano quando i raggi HUV incontrano lo schermo del loro prezioso amuleto. Imprecano contro chiunque alzi un granello di sabbia in direzione della sua sdraio. I più coraggiosi si mettono sul bagnasciuga sperando così di attirare qualche simile e intraprendere così una conversazione sui massimi sistemi. 
La pettegola: se avete fatto l’abbonamento trimestrale al lido, state sicuri che in mezz’ora saprà tutto di voi. Segue i vostri spostamenti, calcola traiettoria di partenza e arrivo, studia il vostro pareo per capire a che status sociale appartenete. Si avvicina con una domanda innocente come “Siete nuovi del posto?” e in due secondi vi ha fatto i raggi X. 
Il coatto: colui che, tutto sommato, regala quel tocco di pepe alle giornate al mare. Nonostante la fastidiosa presenza dettata dal tono di voce o dal cellulare che diffonde musica house a volume discoteca, regala sempre qualche perla di lessico regionale. Immancabile outfit: maglietta senza maniche, costume a mutanda bianco e tribale sulla coscia. Ogni cm del suo corpo si deve abbronzare quindi assume spesso e volentieri la posizione del partoriente, con il risultato che , nel suo raggio d’azione, tutta la spiaggia è girata dal lato opposto. Emette suoni gutturali al passaggio della biondona.  
La lucertola: non conosce la parola piaghe da decubito. La sua capacità di restare ferma al sole la rende ormai parte del paesaggio. I bagnini la tengono a vista nel dubbio che respiri ancora.
E tu? Sei pronto ad affrontarli? 
Un'estate al mare, stile balneare.

 

Finalmente è arrivata la bella stagione, agognata da alcuni, odiata da chi ancora non ha superato la prova costume ( tutto a posto, il mio s'asciuga). Ciò che non mancherà mai, il leit motiv  insieme al classico tormentone latino americano, sono i tipi da spiaggia. Gli archetipi da bagnasciuga, i re del granello di sabbia, i campioni del beach volley.  Per amore del metodo scientifico ne abbiamo individuati almeno otto. Vi ritrovate in qualcuno di loro?

La bionda bellona: la tipa che ha passato gli ultimi 300 giorni tra sauna e palestra. La ragazza che in un secondo ha reso inutili i tuoi sforzi per mantenerti costante al corso di pilates. Lei, dal fondoschiena satellitare che fa ruotare intorno a sé l’intero sistema solare maschile. Che di cognome fa Panténe e brilla al sole più di Edward Cullen. Nel momento in cui toglie il vestito, fa evaporare insieme all’acqua di mare l’orgoglio per quei due chili persi. La maledici e bevi tutto d’un fiato la bottiglia di acqua Vitasnella.

La famiglia: nel momento in cui devi scegliere dove posizionare il telo, la individui con il radar ( facile, è la tendopoli vicino le docce) e cerchi di metterti il più lontano possibile dalla rumorososa masnada. Esistono diverse sottocategorie ma l’elemento comune è la straordinaria capacità di rompere gli zebedei. Mamma (coatta), papà ( coatto) e figli ( coatti) sono il nucleo tipo. Il pargolo più grande ha l'incredibile potere di calcolare la parabola che farà finire la palla esattamente sul tuo asciugamano, ripetendo l’operazione dalle 10 alle 20 volte. Nel frattempo il fratellino / sorellina strilla come un ossesso/a, tenendo in allenamento i tuoi timpani per arrivare al livello di udito dei cani. La madre lo ignora continuando a spalmarsi copiose quantità di crema solare, con il risultato di somigliare a un orso polare in vacanza. Il padre gioca con lo smartphone e sta ore e ore al telefono mettendo a conoscenza l’intera spiaggia di vita , morte e miracoli del suo collega di lavoro Mario. Terminata la chiamata si esibisce in un "raffinato" tuffo  a bomba che provoca uno tsunami forza nove. 

Il molestatore: per questo tipo da spiaggia andare a mare equivale a una battuta di caccia. Le sue armi? Occhialoni da diva, capello bagnato e occhio ammiccante. Il più delle volte sarebbe meglio che restasse nel suo angolo di mondo, ma a lui non importa. Deve portare a termine la missione, ovvero ottenere il numero di telefono di qualche gentile pulzella prima che arrivi il tramonto. Altrimenti gli dei dell’acchiappo lo puniranno.

Lo sportivo: l'obiettivo è lo stesso del molestatore, ma con diverso tipo di approccio. Lui punta sulla seduzione del colore, come i pappagalli brasiliani. Giallo o verde fluo e tutina che aderisce all’addominale scolpito, spara testosterone alla velocità della luce, con atteggiamento indifferente, ergendosi al di sopra della plebaglia sudata. Lui non cerca l’esemplare femmina, è lei che deve "garrire" il suo interesse. Nell'attesa percorre distanze lunghe come la Salerno- Reggio Calabria, oppure gioca a racchettoni sentendosi come Andrea Agassi alla finale di Orlando.

L’intellettuale: trasforma la sdraio nella sua libreria personale. Il suo zaino contiene di tutto, da La critica della ragion pura all’ultimo successo di Sophie Kinsella. Esige il silenzio come se il lido fosse la National Library. I più tecnologici sono dotati di Kindle e sbuffano quando i raggi UV incontrano lo schermo del loro prezioso amuleto. Imprecano contro chiunque alzi un granello di sabbia in direzione della loro sdraio. I più coraggiosi si mettono sul bagnasciuga sperando di attirare i loro simili e intraprendere così una conversazione sui massimi sistemi.

La pettegola: se avete fatto l’abbonamento trimestrale per la cabina, state sicuri che in mezz’ora saprà tutto di voi. Segue i vostri spostamenti, calcola traiettoria di partenza e arrivo, studia il vostro pareo per capire a che status sociale appartenete. Si avvicina con una domanda innocente come “Siete nuovi del posto?” e in due secondi vi ha fatto i raggi X.

Il coatto: colui che, tutto sommato, regala quel tocco di pepe alle giornate al mare. Nonostante la fastidiosa presenza dettata dal tono di voce o dal cellulare che diffonde musica house a volume discoteca, regala sempre qualche perla di lessico regionale. Immancabile outfit: maglietta senza maniche, costume a mutanda bianco e tribale sulla coscia. Ogni cm del suo corpo si deve abbronzare quindi assume spesso e volentieri la posizione del partoriente, con il risultato che , nel suo raggio d’azione, tutta la spiaggia è girata dal lato opposto. Emette suoni gutturali al passaggio della biondona. 

La lucertola: non conosce l'espressione piaghe da decubito. La sua capacità di restare ferma al sole la rende ormai parte del paesaggio. I bagnini la tengono d'occhio nel dubbio che respiri ancora.

E tu? Sei pronto ad affrontarli? O sei uno di loro?

di IRENE CALTABIANO

 

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