Spam non è il suono della porta che sbatte

Ed eccoci qui, di nuovo alle prese con "Le parole che non ti ho detto", la rubrica per analfabeti digitali che non dà nulla per scontato!
 
Oggi vi portiamo nel mondo dell’e-mail, i piccioni viaggiatori 2.0. Intanto,per i romantici ancora affezionati alla carta da lettera, e-mail significa electronic mail ( ovvero posta elettronica). Il magico mondo delle lettere in rete è accessibile solo tramite Internet, grazie al quale ogni utente abilitato può inviare e ricevere messaggi utilizzando un computer o un altro dispositivo.
 
Meno noto il suo gemello cattivo, lo spam. No, non è il suono della porta che sbatte. Anche detto “posta indesiderata” può essere diffuso attraverso diversi sistemi di comunicazione. Il termine ha un’origine curiosa: lo spam era la carne in scatola prodotta dall’americana Hormel Food Corporation,uno tra i pochi cibi nutrienti e disponibili durante la seconda guerra mondiale. Al successo del vocabolo contribuì uno sketch dei Monty Python, trasmesso il 15 dicembre 1970. La scena comica era ambientata in un locale nel quale qualsiasi piatto proposto dalla cameriera conteneva la parola Spam (uova con spam, salsiccia con spam). Man mano che lo sketch avanzava, l’insistenza della ragazza nel pronunciare qualsiasi pietanza con la parola spam, causava il rifiuto del cliente. La parola  sta quindi ad indicare qualcosa talmente presente e insistita da provocare rifiuto e fastidio.
 
 
Il principale scopo dello spamming è la pubblicità, il cui oggetto può andare dalle più comuni offerte commerciali al materiale illegale o pornografico. Fortunatamente, la maggior parte delle caselle di posta elettronica ha installato al suo interno un sistema antispam, che elimina direttamente i mittenti sospetti, relegandoli nella sezione spam o posta indesiderata. 
 
Attenzione però, non in tutti i casi la truffa potrebbe essere così evidente. Soprattutto chi non se ne intende troppo di computer potrebbe diventare facile preda del phishing. Il termine deriva dll’inglese to fish ( pescare). È un tipo di imbroglio effettuato su Internet attraverso il quale un malintenzionato vuole convincere la vittima a fornire dati sensibili ( informazioni personali, dati finanziari etc).  Il furfante spinge i contatti a rilasciare i dati imitando alla perfezione in aspetto e contenuto messaggi legittimi di fornitori di servizi (banche e siti a cui l’utente è iscritto) richiedendo numero di carta di credito e password  per accedere a una derterminata prestazione. Spesso l’utente viene abbindolato con l’allarmismo, evidenziando la mancanza (falsa) di grosse somme di denaro o a volte, l’invito a cogliere l’opportunità di un’offerta di lavoro per cui vengono richieste le coordinate del conto online per ricevere determinate somme di denaro. 
 
Perciò, cari creduloni, se beccate una mail che vi informa che il vostro conto è stato appena prosciugato, non vi mettete a pensare quanti soldi abbiate speso in shopping.
Piuttosto avvisare i servizi di competenza, chiamando  il numero verde della banca ed evitare di cliccare sul link all’interno della mail. Inoltre è più sicuro controllare il proprio estratto conto o chiedere il servizio che molte banche hanno già messo a disposizione, ovvero un SMS alert ogni qual volta viene effettuata un’operazione sul conto.
 
Allora, vi si sono aperte , o almeno un po’ socchiuse, le porte sull’universo della posta online? Alla prossima puntata con l’universo YouTube!
 
 
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