Sex robot, ecco il modo (inquietante) in cui faremo sesso

Gloria e vita alla nuova carne

 

Così recitava l'ultima battuta di Videodrome, pellicola cult di David Cronenberg che celebra uno dei suoi temi ricorrenti: l'insinuarsi nel corpo di qualcosa di nuovo che ne modifica la natura, la creazione di un essere a metà tra macchina e uomo.

 

L'industria filmica si sta sempre più spesso concentrando sul legame fra tecnologia e individuo, una connessione a tratti invasiva per cui la degenerazione è dietro l'angolo. Anche il recente Her di Spike Jonze ipotizzava l'amore tra un uomo e un software. E ormai la realtà sembra non essere molto distante dalla fantascienza.

 

Cosa sono i sex robot

 

Del tutto simili a uomini e donne, anatomia sessuale inclusa. Non solo sono in grado di avere rapporti sessuali con gli umani ma anche di interagire parlando autonomamente. La Frr, Foundation for Responsible Robotics, commissione che analizza i problemi etici e morali legati alla diffusione delle macchine, afferma che nel 2018 non verranno più considerati una forma di feticismo sessuale.

 

 

Lo studio che è stato fatto riguardo la diffusione sul mercato dei sex robot indica che due terzi degli uomini e il 30% delle donne sono a favore di questi ultimi. Prezzo? Attualmente dai 5mila ai 14mila euro, cifra destinata a scendere di pari passo con l'aumento della produzione.

 

I risvolti potrebbero essere numerosi. Uno speciale del Daily Telegraph parla di offrire compagnia e terapia sessuale a persone sole o disabili. Altro vantaggio, tanto utile quanto grottesco, riguarda le coppie a distanza: con i sex robot si continuerebbe ad avere rapporti sessuali, magari con l'aiuto di una macchina che replichi le prestazioni dell'uno o dell'altro compagno o a cui regalare la voce del partner.

 

Quali rischi

 

sex-robot-5A parte il problema etico, i robot del sesso possono presentare alcune controversie. Chi li usa potrebbe diventare sempre più socialmente isolato e sviluppare una forma di dipendenza.

 

Le personalità più disturbate correrebbero il rischio di innamorarsi dell'automa senza, chiaramente, essere corrisposte, poiché  la macchina può soltanto fingere di provare reale interesse o desiderio.

 

Qualcuno afferma che sarebbe verosimile la diffusione dei robot tra gli anziani, in quel caso come semplice compagnia. Ma ciò potrebbe portare, nel caso di malati gravi, a non distinguere più la finzione dalla verità.

 

Le degenerazioni


Tuttavia i suddetti problemi potrebbero non essere la conseguenza più preoccupante. Alcune compagnie stanno creando robot con una personalità timida e riluttante in modo che chi li acquista possa costringere le donne-robot a fare sesso, provando piacere "obbligandole" al rapporto. Un robot dal nome Roxxxy Gold ad esempio, fabbricata dalla compagnia giapponese TrueCompanion, può essere programmata per diventare un personaggio chiamato Frigid Farah.

 

L'azienda nipponica Trottla ha inoltre iniziato a produrre bambole-robot a grandezza naturale in uniforme da scolaretta, rivolgendosi esclusivamente ad un pubblico di pedofili. Shin Tagaki, il fondatore, ha confessato di provare attrazione per le minorenni senza tuttavia aver mai avuto rapporti con ragazzine, sostituendole con la loro versione robot.

 

Un fenomeno inquietante che non servirebbe certo a frenare certi impulsi malsani, come sostiene Tagaki. Il confine tra finzione e violenza reale potrebbe non essere troppo sottile.  Il professore Patrick Lin, docente di Etica robotica afferma infatti: «Proviamo a immaginare cosa succederebbe se il razzismo venisse affrontato permettendo ai bianchi di maltrattare, picchiare o discriminare un robot nero».

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di Irene Caltabiano

 

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