San Valentino è la festa dei fiorai

Ogni giorno un fioraio si alza.

fioraiaSi alza e sa che dovrà fare cento cruciverba per non morire di noia. Il lavoro del fioraio è piuttosto sfigato: fatichi come un mulo nel weekend o in caso di lauree e funerali. Nel resto dell'anno devi sperare che si laurei un fuori corso o che esista ancora qualche gentleman a cui non serve la scusa del compleanno per comprare un dono alla sua signora.

Ma non in questo periodo. Il fioraio sa che sta per arrivare il momento propizio, paragonabile solo al 2 novembre o all’esposizione della salma di Padre Pio: San Valentino. Giorno in cui il neurone del maschio alfa, ormai tediato da una settimana di stress psico-fisico per pensare a un regalo decente giunge sempre alla stessa soluzione: una rosa rossa. Così, pieno di speranza, espone la merce migliore pregustando cospicui guadagni e la prossima vacanza in Costa Rica.  

Ma anche un animo gentile come l'amante di margherite e bocciuoli ahimè, ha i suoi nemici. Coloro che boicottano le sue vacanze e non gli permettono di far in un giorno i soldi che normalmente guadagnerebbe in un mese. Ecco una lista dei suoi principali avversari. 

Il venditore di rose pakistano

 Il Salieri contro Mozart del floreale, il Joker del Batman-fioraio. Ha la capacità di materializzarsi in qualsiasi punto della cittàvenditore-pakistano mentre il povero floricoltore è costretto a rimanere in loco. Più rapido di una lucertola impazzita riuscirà a smuovere gli angolini più sensibili del nostro cuore, usando una tecnica tantovecchia quanto efficace: l’arresa per sfinimento.

Il menefreghista

Una figura tipica di tutte le festività, l’ignavo a cui in fondo non importa un fico secco ma per evitare le tediose sessioni di percussioni della ragazza sui suoi suoi genitali, è previdente. Probabilmente ruberà un fiore dalla tomba del nonno o porterà la compagna a cena da Mc Donald’s. Tanto per avere un alibi quando la sua donna gli comunicherà che la sua migliore amica ha ricevuto una smartbox per un bagno turco sulle Alpi. 

Super-scapolo

pennyÈ single e fiero di esserlo, ma non può certo tenere la sua situazione sentimentale per sé.  Si autonomina paladino di zitelle e scapoli del mondo, esortandoli a non morire soffocati dalle patatine mentre guardano per la centocinquantesima volta Notting Hill. Organizza tornei di sputo sulle coppiette e scoppio del palloncino a forma di cuore nei locali. Per i palati più raffinati, sabba e riti voodo contro gli ex.

La coppia da cena a casa

Preferendo di gran lunga la propria abitazione a un ristorante brasiliano, difficilmente passeranno di fronte a un negozio di fiori o nell’area X del bomber pakistano. Anche se il piatto più complicato mai cucinato insieme è la pasta con il tonno, a San Valentino si improvvisano tutti Joe Bastianich. Così via di riso venere con scampi su vellutata di zucca e profiteroles con glassa di crema chantilly e mango. Risultato? Boom di vendite di pizza a domicilio.

La coppia emancipata

Odiano questa festività commerciale figlia del capitalismo e del consumismo e si ripetono a vicenda il mantra «No amore, noi non cederemo, è un giorno come un altro»Nel segreto della loro solitudine però mangiano intere scatole di baci Perugina e sono ossessionati da quella formine a cuore in silicone che campeggiano da una settimana nello scaffale biscotti-merendine.

La coppia dei regali costosi

L’esatto opposto dell'esempio precedente. Coloro che già da Ferragosto prenotano il centro massaggi o il soggiorno in Val Gardena.Un fiore? Giammai, roba da plebei. Un weekend a Parigi con giro sul bateaux mouche è il minimo.

Tutti i Valentino e Valentina incazzati come una biscia perché nessuno si ricorda il loro onomastico.

Fiorai un consiglio, inventatevi una festa per single, mettetevi d’accordo sul fiore simbolo e lucrate a più non posso. Con un po’ di fortuna quest’anno viaggio a Cuba.

 

di Irene Caltabiano

 

 
 
 
 
 
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