Con la riforma dell'istruzione chi decide se la Scuola è “Buona”?

Settembre è tempo di campanelle che suonano. Non solo per gli studenti. Stavolta non parliamo dei ragazzi e di come “incentivarli” a non farsi trovare impreparati alla ripresa delle lezioni, bensì dell’altra “faccia della medaglia”. Qual è il primo, provvisorio, bilancio della riforma presentata ottimisticamente con il nome de “La Buona Scuola”? Quali le impressioni a caldo di chi siede dietro le cattedre?
La riforma ha molte facce e aspetti, il che rende, inevitabilmente, complessa la materia. Le perplessità non mancano, basta guardare ai numeri che, con estrema sinteticità e chiarezza, definiscono l’aspetto del fenomeno.
Gli insegnanti assunti a seguito del concorso per il 2016/2017 sono 63.712 (l’anno precedente erano stati circa 90.000). Numerose le bocciature, e questo renderà necessario attingere alle GaE (Graduatorie a esaurimento) per un totale di 25.000 unità. Le supplenze, che pure “La Buona Scuola” si prefigge(va) di rendere superflue, si stimano tra le 60 e le 80mila, a fronte delle 105mila del 2015/2016. «Non è neppure detto che gli alunni troveranno tutti i docenti in classe per l'avvio delle lezioni». Così Lena Gissi (Cisl Scuola). Fanno eco i presidi. «Sarà un altro anno di fuoco per le tante incombenze cui dovremo far fronte per la piena attuazione della legge 107». (Paolino Marotta, Andis).
Daniele Greco è uno dei tanti che non sa ancora quale sarà la sua sorte.
Quando hai iniziato a insegnare e in quale parte d’italia?
Ho iniziato nel settembre 2013, per caso. È arrivata una convocazione due settimane dopo che il call center per cui lavoravo non mi ha rinnovato il contratto. In provincia di Bergamo, perché quelli come me (non abilitati e in terza fascia)ogni tre anni possono scegliere 20 scuole di una provincia e per il triennio 2014-2017 ho scelto Bergamo. 
 
Qual era la tua opinione sulla riforma avviata da Renzi prima di partecipare al concorso e com’è cambiata (se è cambiata) dopo aver sostenuto questa prova?
Non ho potuto partecipare al concorso, perché non abilitato all’insegnamento. Il concorso era riservato agli abilitati tfa (tirocinio formativo attivo) e pas (percorso abilitante specialistico, mi pare).  Solo che con l’abilitazione, un tempo si entrava in graduatoria di prima fascia e poco alla volta si entrava in ruolo. Renzi e Giannini invece hanno inventato una prova ulteriore per selezionare docenti a loro volta già selezionati (è uno dei motivi della rabbia giustificata  di molti)
 
Cosa ne pensi dei bonus agli insegnanti?
Contrario ai bonus insegnanti. Si tratta di “una tantum” demagogiche: come i 500 euro a tutti quelli di ruolo (dunque non a quelli come me di terza fascia) e poi il famigerato bonus ai docenti meritevoli (meritevoli non si sa bene di cosa, visto che vige la libertà di insegnamento, nel rispetto delle normative esistenti) deciso da un comitato di valutazione interno a ciascuna singola scuola. Diciamo per come intendo io questo mestiere, non si insegna per i bonus, ma per gli alunni e loro famiglie. Non siamo cavalli ai quali dare il bastone o la carota.
 
Qual è la tua opinione sui docenti che hanno manifestato difficoltà a spostarsi da una parte all’altra d’Italia per vedersi assegnare la tanto agognata cattedra vinta al concorso?
Fino a prima dell’entrata in vigore della riforma il ruolo poteva essere assegnato nella provincia di appartenenza; dalla 107/20015 in poi (e dalla fase C della riforma in particolare) si è detto: il ruolo c’è ma devi accettare di essere inviato dove deciderà il famigerato “algoritmo”, sennò ti cancelliamo. Decisione piombata dall’oggi al domani su insegnanti che sono esseri umani con case, famiglie, figli, affitti, mutui, mobili, disdette da comunicare per tempo ai padroni di casa, nuove case da trovare in affitto… 
 
Cosa ti aspetta per questo nuovo anno scolastico’
Mi aspetto di iniziare a lavorare da fine settembre con la dicitura di “fino ad avente diritto”, cioè come tappabuchi in attesa che le segreterie aggiornino le graduatorie, e che qualcuno prenda il mio posto; sperando poi di trovare altre cattedre libere e di accumulare stipendio e punteggio da qui al 30 giugno. 
Settembre è tempo di campanelle che suonano

Non solo per gli studenti. Stavolta non parliamo dei ragazzi e di come “incentivarli” a non farsi trovare impreparati alla ripresa delle lezioni, bensì dell’altra “faccia della medaglia”. Qual è il primo, provvisorio, bilancio della riforma presentata ottimisticamente con il nome de La Buona Scuola? Quali le impressioni a caldo di chi siede dietro le cattedre?

 
La riforma ha molte facce e aspetti, il che rende, inevitabilmente, complessa la materia

Le perplessità non mancano, basta guardare ai numeri che, con estrema sinteticità e chiarezza, definiscono il fenomeno.Gli insegnanti assunti a seguito del concorso per il 2016/2017 sono 63.712 (l’anno precedente erano stati circa 90.000). Numerose le bocciature, e questo renderà necessario attingere alle GaE (Graduatorie a esaurimento) per un totale di 25.000 unità. Le supplenze, che pure La Buona Scuola si prefigge(va) di rendere superflue, si stimano tra le 60 e le 80mila, a fronte delle 105mila del 2015/2016. «Non è neppure detto che gli alunni troveranno tutti i docenti in classe per l'avvio delle lezioni». Così Lena Gissi (Cisl Scuola). Fanno eco i presidi. «Sarà un altro anno di fuoco per le tante incombenze cui dovremo far fronte per la piena attuazione della legge 107». (Paolino Marotta, Andis).

Daniele Greco è uno dei tanti che non sa ancora quale sarà la sua sorte.

·         Quando hai iniziato a insegnare e in quale parte d’italia?

Ho iniziato nel settembre 2013, per caso. È arrivata una convocazione due settimane dopo che il call center per cui lavoravo non mi ha rinnovato il contratto. In provincia di Bergamo, perché quelli come me (non abilitati e in terza fascia)ogni tre anni possono scegliere 20 scuole di una provincia e per il triennio 2014-2017 ho scelto Bergamo.

·         Qual era la tua opinione sulla riforma avviata da Renzi prima di partecipare al concorso e com’è cambiata (se è cambiata) dopo aver sostenuto questa prova?

Non ho potuto partecipare al concorso, perché non abilitato all’insegnamento. Il concorso era riservato agli abilitati tfa (tirocinio formativo attivo) e pas (percorso abilitante specialistico, mi pare).  Solo che con l’abilitazione, un tempo si entrava in graduatoria di prima fascia e poco alla volta si entrava in ruolo. Renzi e Giannini invece hanno inventato una prova ulteriore per selezionare docenti a loro volta già selezionati (è uno dei motivi della rabbia giustificata  di molti) 

·         Cosa ne pensi dei bonus agli insegnanti?

Contrario ai bonus insegnanti. Si tratta di “una tantum” demagogiche: come i 500 euro a tutti quelli di ruolo (dunque non a quelli come me di terza fascia) e poi il famigerato bonus ai docenti meritevoli (non si sa bene di cosa, visto che vige la libertà di insegnamento, nel rispetto delle normative esistenti) deciso da un comitato di valutazione interno a ciascuna singola scuola. Diciamo per come intendo io questo mestiere, non si insegna per i bonus, ma per gli alunni e loro famiglie. Non siamo cavalli ai quali dare il bastone o la carota.

·         Qual è la tua opinione sui docenti che hanno manifestato difficoltà a spostarsi da una parte all’altra d’Italia per vedersi assegnare la tanto agognata cattedra vinta al concorso?

Fino a prima dell’entrata in vigore della riforma il ruolo poteva essere assegnato nella provincia di appartenenza; dalla 107/20015 in poi (e dalla fase C della riforma in particolare) si è detto: il ruolo c’è ma devi accettare di essere inviato dove deciderà il famigerato “algoritmo”, sennò ti cancelliamo. Decisione piombata dall’oggi al domani su insegnanti che sono esseri umani con case, famiglie, figli, affitti, mutui, mobili, disdette da comunicare per tempo ai padroni di casa, nuove case da trovare in affitto…

·         Cosa ti aspetta per questo nuovo anno scolastico?

Mi aspetto di iniziare a lavorare da fine settembre con la dicitura di “fino ad avente diritto”, cioè come tappabuchi in attesa che le segreterie aggiornino le graduatorie, e che qualcuno prenda il mio posto; sperando poi di trovare altre cattedre libere e di accumulare stipendio e punteggio da qui al 30 giugno. 

Io, insegnante, non posso tornare nella mia terra. La storia di Rosario

 
 
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